54° Premio Riccione: i finalisti di 70 anni di storia

Pier Vittorio Tondelli
Pier Vittorio Tondelli

Settant’anni di storia della nuova drammaturgia italiana: è un compleanno importante quello 2017 per il Premio Riccione.
Mentre sono in corso i preparativi per i festeggiamenti della prossima settimana, si scommette su chi sarà il vincitore fra i quattro i finalisti del 54° Premio Riccione per il Teatro, storico concorso dedicato a testi teatrali in lingua italiana o in dialetto non ancora rappresentati in pubblico.
A contendersi il più antico premio italiano di drammaturgia sono in questa edizione Carlotta Corradi con “Nel bosco”, Fabio Massimo Franceschelli con “Damn and Jammed”, Francesca Garolla con “Tu es libre” (che debutterà al FIT di Lugano il 4 ottobre per poi arrivare a Milano, a Teatro i, dal 15 novembre all’11 dicembre) e Vitaliano Trevisan con “Il delirio del particolare. Ein Kammerspiel”.

In palio al vincitore 5.000 euro. I finalisti partecipano inoltre all’assegnazione di un premio di produzione di 15.000 euro per l’allestimento scenico del testo.

Il concorso biennale, organizzato da Riccione Teatro, attribuisce anche il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” al miglior testo di un autore under 30 (con un premio di 3.000 euro).
Quattro anche i finalisti di questa categoria: Christian Di Furia con “Un pallido puntino azzurro”, Riccardo Favaro con “Nastro 2”, Tatjana Motta con “Nessuno ti darà del ladro” e Pier Lorenzo Pisano – i cui articoli potete trovare anche su Klp – con “Per il tuo bene”. I finalisti partecipano anche all’assegnazione di un premio di produzione di 10.000 euro per l’allestimento scenico del testo.

Tra le otto opere giunte in finale, quella che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria verrà infine premiata con la menzione speciale “Franco Quadri” (1.000 euro).
La nuova edizione, con 339 iscritti, si segnala per un vero rinnovamento generazionale: degli otto autori giunti all’ultima selezione, tre sono nati negli anni Ottanta e tre negli anni Novanta.

Altra novità di quest’anno è l’istituzione, fuori concorso, di un Premio speciale per l’innovazione drammaturgica, assegnato a una personalità, oppure a una compagnia, capace di aprire prospettive inedite al mondo del teatro attraverso progetti e spettacoli che hanno sparigliato preconcetti e convenzioni, distinguendosi per coraggio, invenzione, originalità di sguardo o di stile in campo drammaturgico.

I vincitori saranno proclamati sabato 23 settembre, all’interno di una serata-evento in programma a Riccione (in piazzale Ceccarini con inizio alle ore 21, ingresso libero). Alla cerimonia parteciperanno i componenti della giuria, presieduta da Fausto Paravidino (premiato come autore under 30 nel 1999), e composta da Giuseppe Battiston, Arturo Cirillo, Emma Dante, Federica Fracassi, Graziano Graziani, Claudio Longhi, Renata Molinari, Laurent Muhleisen e Christian Raimo.

La nascita del Premio Riccione, nel 1947. Al centro l'allora sindaco Gianni Quondamatteo, fra i suoi promotori

La nascita del Premio Riccione, nel 1947. Al centro l’allora sindaco Gianni Quondamatteo, fra i suoi promotori

La cerimonia di premiazione sarà anche un’occasione per festeggiare i 70 anni del premio. La prima edizione si celebrò al Dancing Savoia di Riccione il 16 agosto 1947, a meno di due anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In quella serata, mentre la folla dei curiosi assiepati all’ingresso bloccava il centralissimo viale Dante, i giurati Sibilla Aleramo, Mario Luzi, Guido Piovene e Cesare Zavattini proclamavano i primi vincitori al cospetto del presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini.
Al tempo il concorso prevedeva anche una sezione letteraria, e ad aggiudicarsela – ex aequo con Fabrizio Onofri – fu un esordiente destinato a cambiare la storia della letteratura italiana: il ventitreenne Italo Calvino, premiato con il voto a distanza di Elio Vittorini per “Il sentiero dei nidi di ragno”, opera prima al tempo inedita.
Da allora, scomparsa la sezione letteraria, sono stati premiati a Riccione testi teatrali di Tullio Pinelli, Dacia Maraini, Pier Vittorio Tondelli e persino di un giovanissimo Enzo Biagi, ai tempi ancora indeciso tra giornalismo e scrittura per il teatro.

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