A Materadio le Troiane (con variazioni) di Mitipretese

Le Troiane di Mitipretese

Le Troiane di Mitipretese

Entro nella festa di Rai Radio 3 a metà del secondo giorno. Il primo elemento di meraviglia che del teatrare è l’elemento fondante è sicuramente il contesto. Matera sorprende per le dimensioni dell’abitato antico e della gravina, e per la tonalità mistica ma malinconica del labirinto che la compone.
L’appuntamento è alle 16.50 in piazzetta San Pietro Barisano con “Le Troiane. Variazioni sul mito” di Mitipretese.
Su uno dei due palchi di Materadio saliranno Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres con la versione radiofonicamente adattata di un lavoro nato per il Festival dei due Mari di Tindari.

Nell’attesa un intermezzo kletzmer del materano Freilach Ensemble intrattiene l’affezionato pubblico dell’emittente, che compostamente condivide la diretta. L’intensa lettura di Ulderico Pesce da un frammento biografico del ‘sindaco contadino’ di Matera Rocco Scotellaro (la lettera della madre), precede la chiacchierata del direttore Marino Sinibaldi con Massimo Bray sulle politiche culturali del governo e qualche battuta sulla candidatura della città lucana a capitale europea della cultura 2019.
Poi la linea passa ad Antonio Audino per Il Teatro di Radio 3 che introduce ad Euripide nostro contemporaneo.

Le attrici raggiungono dall’esterno lo spazio scenico (ridotto per necessità rispetto all’anfiteatro per cui lo spettacolo fu originariamente pensato). Sono quattro donne smarrite, rimaste sole, insieme alla disfatta di Troia. Sono Cassandra, Elena, Ecuba e Andromaca.
Sullo sfondo un drappo nero lascia intravedere alcune foto di quella che sembra essere una immensa galleria di ritratti. Intorno poco altro, quel che resta della vita prima della guerra. Un tavolo senza più sostegni e una sedia. Valigie. Una brocca ormai incapace di rendere il ristoro del desco domestico.

Le quattro grida contro l’assurdità di tutte le guerre si inseguono e finalmente esplodono quando raggiungono il drappo, lo rimuovono e riconoscono i volti dei vinti. Sono donne in attesa di conoscere la loro sorte, e mentre attendono provano a non perdere il senno preparandosi alla partenza.
Una parola per ogni valigia. La vendetta per la vergine sacerdotessa Cassandra. La bellezza per Elena, la diversa ma non più straniera nel destino. La memoria per Ecuba, che raccoglie le ossa del figlio e quasi le vorrebbe possedere. L’amore disperato di Andromaca che, per ordine del vincitore, deve gettare il corpicino di Astianatte da una rupe immaginaria ma dolorosamente vera per chi assiste.

Le comunicazioni arrivano a pezzi e si schiantano sul bordo del palco con un intervento ex machina (manovrato per l’occasione da un appartato ma riconoscibile Ugo Dighero, presente in qualità di amico della compagnia). E mentre i cocci reali si allineano a quelli interiori di questi quattro concretissimi archetipi, maturano la violenza delle troiane per la greca, e le singole disperazioni. Una ambivalenza che esplode con la rivelazione finale, quando cadendo il muro di volti, si manifesta un campo di croci, un cimitero, forse una fossa comune. La manifestazione della morte che fa dire: “Adesso basta”.

Il tema della identificazione non è connotante solo di questa esperienza per Mitipretese, codirette qui da Luigi Saravo, ma ha radici nelle intenzioni iniziali del collettivo. Iniziata sette anni fa con “Roma ore 11”, la collaborazione fra le quattro brave ed affermate attrici interroga le ragioni del femminile per liberarle dall’essere surrogato di un qualche altro da sé (moglie di, madre di, amante di). Un lavoro iniziato con l’inchiesta di Elio Petri sul crollo della scala di via Savoia, dove 70 aspiranti dattilografe dalle ‘miti pretese’ (così nell’annuncio) si erano accalcate per un unico posto di lavoro e una di loro morì.

Il lavoro su Euripide, dal cui testo sono stati eliminati i personaggi non femminili, e le rarefazioni del coro, contribuiscono pienamente a quelle intenzioni, in un dialogo profondo con altri frammenti di testo che vanno da Seneca a Sartre.
Una più solida voce coordinante dalla regia potrebbe forse utilmente fare da specchio, e migliorare la fluidità dell’insieme, ma la decisione delle protagoniste è quella di contribuire da sé alla presenza dell’altra. Ed in quanto tale la rispettiamo.

Matera

Matera (photo: radio3.rai.it)

Le troiane – variazioni sul mito
con: Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariangeles Torres
drammaturgia e regia: Mitipretese e Luigi Saravo
collaborazione di Cristian Giammarini
musiche: Francesco Santalucia

durata: 40′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Matera, piazzatta San Pietro Barisano, il 21 settembre 2013
Materadio


 

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