A Torino il contemporaneo va fuori città

Luca Ronconi

Un bel ritratto di Luca Ronconi, tra le presenze di punta della stagione 13/14 dello Stabile di Torino (photo: Luigi Laselva)

In un panorama nazionale che lotta tra la voglia di cultura e la mancanza di fondi e sostegno, l’offerta teatrale di Torino si mette in moto e prova a puntare sulle giovani compagnie e sui nuovi spazi.
Accanto ai luoghi più ufficiali e al teatro più istituzionale si stanno facendo strada tante piccole realtà che, lavorando sul territorio, cercano di dare nuova voce al teatro che nasce dal basso.
Spesso questi nuovi spazi nascono fuori Torino, nella sua più o meno immediata cintura (citiamo ad esempio il lavoro che sta svolgendo la Piccola Compagnia della Magnolia ad Avigliana), mentre si sente ancora e sempre la mancanza, in città, di più spazi che, con programmaticità, offrano voce a quello che è il contemporaneo.

Vi proponiamo oggi, consapevoli di non essere esaustivi (i commenti sono aperti a chi vorrà aggiungere nomi interessanti qui non citati), una veloce panoramica di quanto arriverà nei prossimi mesi a Torino e nelle sue zone limitrofe, con un occhio di riguardo a rassegne che danno spazio a giovani compagnie.

Ma partiamo subito dalle proposte più istituzionali. Debutta domani la stagione dello Stabile di Torino, che ci invita ad una “Stagione di Sogni” e, se da un lato investe sul rapporto tra la città e l’estero (soprattutto in rapporto al teatro tedesco), dall’altra programma tanti classici, che faranno contenti gli abbonati ma forse attireranno meno il pubblico più giovane.

Non potendo citare tutto il lungo cartellone che verrà ospitato nei suoi quattro teatri (Carignano, Gobetti, Cavallerizza e, fuori Torino, le Fonderie Limone) segnaliamo solo alcuni dei nomi che saliranno sul palco, partendo dagli italiani: Elio De Capitani e Ferdinando Bruni in “Frost – Nixon”, il “Misantropo” di Marco Isidori, Gabriele Lavia, Silvio Orlando diretto da Valerio Binasco, Alessandro Gassman, Toni e Peppe Servillo, Maria Paiato, Gabriele Lavia, Branciaroli e Luca Ronconi (con quella “Pornografia” di cui vi avevamo parlato al suo debutto quest’estate a Spoleto).

Si potrà assistere anche al nuovo Arlecchino proposto da Antonio Latella ne “Il servitore di due padroni”, respirare aria internazionale con il dissacrante cabaret shakesperiano del Thèatre du Galpon di Ginevra “Mac is coming Back” o con la versione ungherese di “Woyzeck”, proposto dal Katona József Theatre con il visual concept di Robert Wilson.
Dopo la tournée a New York torneranno anche le “Operette Morali” di Mario Martone (Premio Ubu 2011 per la miglior regia), mentre alle Fonderie Limone verrà presentato il nuovo lavoro di Emma Dante “Le sorelle Macaluso”.
Intanto ad aprire domani la stagione ci sarà la Winnie beckettiana di Nicoletta Braschi. I “Giorni felici” all’epoca di Prospettiva, la ricca e interessante rassegna che apriva con il contemporaneo la stagione dello Stabile, si fanno certo sentire.

Sempre presente (per fortuna!) anche la stagione invernale della Fondazione Tpe (che d’estate dà poi voce al festival Teatro a Corte).
Divisa in quattro ‘aree tematiche’, Tempi Moderni proporrà il consueto equilibrio tra creazioni giovani, drammaturgie innovative e interpretazioni della nostra modernità; Teatro Europeo farà invece arrivare acrobati francesi e portoghesi, attori polacchi, coreografi e danzatori spagnoli, artisti di maschere tedeschi; mentre Palcoscenico Danza è affidato alle scelte di Paolo Mohovich; infine Spazi Sonori, che quest’anno rinnova le sue proposte: dal musical alla canzone popolare italiana. 

Tra i nomi in cartellone anticipiamo O ultimo momento, che apre la stagione dal 25 al 27 ottobre; il progetto di Michele Di Mauro “Ferocemadreguerra” segue dal 30 ottobre al 2 novembre, e poi Teatro della Tosse, Anna Bonaiuto con uno spettacolo su Rita Levi Montalcini, il Pirandello dei fratelli Cauteruccio, Lucilla Giagnoni, Roberto Rusioni, Marta Carrasco, Teatro i, Daniele Ninarello e molti altri.

Assemblea Teatro, storica realtà cittadina, sceglie di affrontare di petto la crisi e punta per questa nuova stagione ad un cartellone in cui, senza dimenticare le urgenze, ci si abbandoni anche alla leggerezza, ma con dietro un pensiero. L’apertura di “Insolito 13.14” è affidata quindi ad Alessandro Bergonzoni con il suo “Urge”, mentre darà poi spazio a Laura Curino, alle giovani compagnie del territorio piemontese e al teatro in lingua.

Tangram Teatro
apre la nuova stagione in periferia con la rassegna “Maldipalco2013”, un progetto culturale condiviso con nove giovani compagnie del territorio (più una francese) che hanno scelto di confrontarsi sul delicato tema della violenza alle donne.
Tra ottobre e novembre Piccola Compagnia della Magnolia, Silvia Battaglio, Compagnie Persona (Lione), Comunque Polonio Era Malato, Crab, Officine per la Scena, Sudatestorie, TangramLab e AlmaTeatro mettono in scena produzioni sperimentali molto diverse tra loro, ma tutte accomunate dalla voglia di affrontare il tema del femminicidio attraverso la lente teatrale.

Da tenere d’occhio anche la “Macelleria 2013.2014”, la nuova stagione teatrale proposta dalla giovane compagnia di teatro di ricerca SudateStorie che, in collaborazione con il comune di Candiolo, ha scelto di mettere in piedi una vetrina fresca e coraggiosa che alterni spettacoli teatrali a formazione della scena; da non perdere il laboratorio con César Brie.

Rimaniamo ancora fuori città. Il Teatro delle Forme scommette per la prima volta su una piccola stagione di contemporaneo a Pecetto, sulla collina torinese, in uno spazio non prettamente teatrale (una ex chiesa sconsacrata) già abituato ad ospitare il Festival delle Colline Torinesi.
Per l’apertura di Vivo Teatro, questo il nome della stagione che prevede cinque spettacoli, è arrivato dalla Sabina il Teatro delle Contraddizioni Avverse con il loro “Malacarne” su Peppino Impastato.
Radicarsi sul territorio è difficile, il debutto lo ha dimostrato; alle Forme il compito (certo non semplice) di coinvolgere, nel corso dei mesi, la popolazione.

Sanpapié - Io sono figlio

Il Teatro della Caduta ha invitato i milanesi Sanpapié

Sta invece avendo progressivo successo e si sta ‘ingrandendo’, anche con numerose iniziative fuori dalla città, l’esperienza del Teatro della Caduta. Citiamo come esempio la rassegna Concentrica, che proporrà compagnie come Sanpapiè (il 25 ottobre), i palermitani Teatri Alchemici, Teatro dei Venti… Oltre a molte altre iniziative, per adulti ma anche per bambini, da tenere d’occhio.

Passiamo alla danza.
Giovani e ancora giovani, questa volta affacciati all’Europa, per il programma invernale di MosaicoDanza “Inside/Off” che aprirà le porte della sua sede (anche lei in collina) per presentare le diverse fasi di lavoro di giovani coreografi selezionati come Andrea Gallo Rosso e Manolo Perazzi o Maura Dessì e Lorena Dozio, impegnati in residenze creative e condivise con alcuni partner dei progetti Anticorpi XL e Dance Roads.
Domani, martedì 22, saranno proprio la danzatrice piemontese Maura Dessì e la collega svizzera Lorena Dozio a presentare il secondo studio di “Scopìa”.

Le soir des monstres (© Johann Fournier)

Le soir des monstres (photo: © Johann Fournier)

La danza è stata protagonista assoluta in questo inizio di stagione torinese grazie a Torinodanza, che da metà settembre fino al 9 novembre propone grandi eventi dalla scena nazionale e internazionale, di cui avete letto e leggerete ancora su queste pagine. Prossimo appuntamento, il 25 e 26 ottobre alle Fonderie Limone, “Le soir de monstres” di Etienne Saglio, in prima nazionale.

In attesa della conferenza stampa di presentazione della stagione, possiamo infine anticipare che il Balletto Teatro di Torino, diretto da Loredana Furno, inaugurerà il 22 e 23 novembre la stagione negli splendidi spazi (purtroppo sottoutilizzati) della Lavanderia a Vapore di Collegno con “Sexxx” di Matteo Levaggi: “Apriamo la stagione con la produzione che, nell’anno passato, ha dovuto lasciare fuori gran parte del pubblico”.

Infine la Fondazione Egri con i Punti Danza: dai torinesi Zerogrammi, che hanno aperto la stagione, agli ospiti internazionali, Győri Balett (Ungheria), Megakles Ballet, Vortice Dance Company, Darì Darì Dance Company e dal Burkina Faso la Compagnie Tegueré.

Tirando le somme, a Torino si sente la mancanza di uno stabile di innovazione, se vogliamo trovare un’etichetta, un luogo che, in ambito teatrale (la sensazione è che attorno alla danza ci sia più vivacità), faccia davvero innovazione e sperimenti linguaggi, guardando oltre il proprio. Una fucina pronta ad ospitare e a far convergere linguaggi diversi, anche attraverso residenze e scambi con l’estero.

Alla luce di questo, lo sappiamo, non abbiamo qui nominato tutti (le stagioni di teatro ragazzi sono state volutamente omesse, ad esempio, ma meriterebbero un discorso a sé).
L’indicazione che si può dare è di cercare anche nel piccolo. Perché le stagioni e le rassegne minori si moltiplicano, certo non tutte con successo.
Occorre quindi prestare attenzione e non pretendere di andare a teatro proprio sotto casa. Torino, in fondo, è una città che lo permette!
 
 

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