Al centro della terra: il viaggio di Martinelli insieme ai bambini terremotati

Viaggio al centro della Terra

Il Viaggio al centro della Terra della non-scuola (photo: FotoCastorp)

I piccoli corpi ancora tremanti dei ragazzini di San Felice portano dentro di sé il terremoto, che un anno fa ha distrutto il paese in cui stavano crescendo. La scuola inagibile, la piazza deserta, il campanile dell’orologio spezzato, che è diventato simbolo di quel sisma che ha fermato il tempo nelle campagne emiliane.

In questa quotidiana desolazione è sceso il Teatro delle Albe. Non per fare uno spettacolo e poi riprendere la tournée, ma per un laboratorio della ‘non-scuola’ con i bambini del paese tenuto da Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Elisabetta Granara e Alessandro Renda. Un lavoro durato otto mesi e conclusosi con il debutto di “Viaggio al centro della terra” in occasione del Vie Festival di Modena: uno spettacolo che è stato allestito, dal 28 al 31 maggio, all’interno di una ex-mensa di una scuola, ormai in larga parte inagibile proprio a causa del terremoto.

“Sono corsa fuori di casa piangendo e ho abbracciato un albero per sentirmi al sicuro”. “Mi sono svegliata, ho sentito un rumore e ho pensato che ci fossero i ladri. Poi ho capito che era il terremoto. Ma alla fine non mi ero sbagliata, perché il terremoto è un ladro. Ai vicini dei miei nonni gli ha rubato la casa”.

I disegni di prati e farfalle che adornavano la stanzetta abbandonata hanno fatto entrare lo spettatore in un angolo privato della vita del paese di San Felice.
Il testo di partenza era il celebre “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne. I ragazzi hanno così portato gli spettatori negli abissi della terra che si è aperta. Nelle profondità hanno loro mostrato terribili mostri, dinosauri antichissimi e gli incubi di quelle notti, in cui la terra si muoveva come se volesse scrollarsi di dosso tutta San Felice. I ragazzini hanno dato voce alle loro paure, ma anche alle molte speranze, con ironia e leggerezza. Lo spettacolo, replicato per tre serate, ha suscitato la commozione della cittadinanza e degli spettatori.

«Il “Viaggio al centro della terra” di Verne – spiega Marco Marinelli – ci è servito per scavare pian piano dentro a quei ricordi che nei primi incontri non volevano emergere. Ne è venuto fuori un lavoro fragile, delicato, che abbiamo esposto con pudore… lo chiamerei un ‘viaggio al centro dei cuori’ dei 18 ragazzini che con noi, come noi, all’inizio smarriti nella saletta della mensa della ex scuola elementare, sono poi scesi nelle viscere del pianeta, per incontrarvi mostri preistorici e canzoncine, documenti antichi da decifrare e mari sconfinati in cui navigare».
 

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