Alain Platel: da Kinshasa un’esplosione di energia e gioia

Coup Fatal - Alain Platel

Coup fatal (photo: Christophe Raynaud de Lage)

E’ un progetto nato nel 2008, “Coup fatal”: Fabrizio Cassol, saxofonista belga, scopre casualmente a Kinshasa, capitale del Congo, Serge Kakudji, bravissimo controtenore autodidatta di appena diciassette anni; lo invita al Théâtre Royal Flamand di Bruxelles e, su consiglio di Paul Kerstens, coinvolge diversi altri musicisti di Kinshasa.
A lavori in corso Alain Platel conosce gli artisti e pensa a “Coup fatal”.

Presentato nella prima serata del Festival d’Avignon 2014, lo spettacolo (che aprirà Torinodanza dal 10 al 12 ottobre per poiarrivare a Romaeuropa il 14 e 15) è prima di tutto un concerto, uno straordinario concerto di musica barocca riarrangiata da Cassol in chiave afro-pop, rock e jazz, con la direzione di Rodriguez Vandama, anche lui musicista diKinshasa.

Come racconta lo stesso Platel, il ruolo del coreografo è stato sin dall’inizio quello di collaborare alle scelte sceniche e drammaturgiche. Così, per iniziare, ha proposto ai musicisti di alzarsi in piedi anziché suonare da seduti: il risultato è stato il loro immediato iniziare a muoversi, a danzare lentamente.

Alain Platel lo conosciamo come coreografo di indiscusso talento: in “Out of context – For Pina” avevamo apprezzato il percorso incantevole svolto con i danzatori, un lungo lavoro di improvvisazione a partire da una giraffa che aveva portato in scena energie e emozioni diversissime tra loro.

In “Coup fatal” la danza ha invece un ruolo marginale, e forse questo può in parte deludere il pubblico, ma quando la danza si riappriopria della scena, spande bellezza e forza, regalando momenti sublimi e unici.
La scena dello spettacolo è semplice: oltre ai tanti strumenti sparsi qua e là, una grande tenda leggera e trasparente ondeggia al vento e rumoreggia. In un palco privo di orpelli, l’ingresso dei musicisti è allora una vera e propria esplosione di gioia ed energia; la musica è trascinante.

Il messaggio politico dello spettacolo è molto chiaro. Per parlare di Kinshasa o più in generale dell’Africa non occorre necessariamente descrivere terribili condizioni di vita, guerre o la povertà in cui vivono intere famiglie; a volte la gioia di vivere può essere di gran lunga un messaggio più potente.
Ecco quindi scegliere qui l’energia contro l’amarezza. E in effetti per tutto il tempo di questo particolare concerto, grazie alle atmosfere ricreate, alla bravura e all’ironia del controtenore Serge Kakudji (davvero intensa la sua interpretazione) nonché ai continui sorrisi dei musicisti, il pubblico è trascinato in un territorio altro, dove canto, musica e danza hanno davvero il potere di anteporre il sogno alla violenza, l’armonia alla disperazione.
E in una piovosa serata d’estate il pubblico di Avignone accoglie questo messaggio in visibilio.

Serge Kakudji

Serge Kakudji, controtenore autodidatta congolese (photo: Christophe Raynaud de Lage)

Coup fatal
di: Serge Kakudji, Rodriguez Vangama, Fabrizio Cassol, Alain Platel
con: Serge Kakudji (controtenore) e i musicisti: Deb’s Bukaka (balafong), Cédrick Buya (percussioni), Tister Ikomo (xilofono), Angou Ingutu (basso), Bouton Kalanda (likembe), Silva Makengo (likembe), Bule Mpanya (coro), Jean-Marie Matoko (percussioni), Erick Ngoya (likembe), Costa Pinto (chitarra acustica), 36 Seke (percussioni), Russell Tshiebua (coro), Rodriguez Vangama (chitarra elettrica)
direzione musicale: Fabrizio Cassol e Rodriguez Vangama
scenografie: Freddy Tsimba
luci: Carlo Bourguignon
suono: Max Stuurman
costumi: Dorine Demuynck
produzione: KVS & les ballets C de la B
coproduzione: Théâtre national de Chaillot (Paris), Holland Festival (Amsterdam), Festival d’Avignon, Theater im Pfalzbau (Ludwigshafen), Torinodanza, Opéra de Lille, Wiener Festwochen (Vienna)

durata: 1h 45′
applausi del pubblico: 4′

Visto a Avignon (Francia), Cour du Lycée Saint Joseph, il 6 luglio 2014

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