Privacy Policy

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Tuesday
Jun 30th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2010 L’isteria del corpo nella danza liberatrice di Platel

L’isteria del corpo nella danza liberatrice di Platel

E-mail PDF

Alain Platel - Out of contextIn “Out of context”, ultima creazione di Alain Platel, la scena è semplice, svuotata, le luci e i costumi essenziali. Nove i danzatori in scena, nove virtuosi della danza, come ama affermare lo stesso Platel, nove professionisti che, da cinque anni, lavorano in simbiosi con il coreografo belga e si presentano sulla scena con semplicità, spogliandosi degli abiti 'civili' per cominciare a ballare, così da esprimere attraverso il corpo le loro emozioni.

Lo spettacolo, come racconta lo stesso Platel alla fine della rappresentazione, “nasce dall’improvvisazione dei danzatori; non c’è in “Out of context” un tema dominante, tutto inizia e finisce dal corpo. Ho chiesto loro di immaginare, e quindi poi di interpretare, la nascita di una giraffa. Tutto è cominciato da lì”.

Il lavoro di Platel, minuzioso e preciso, si sofferma moltissimo sul gesto e su tutti i suoi possibili significati. Il gesto è malato, schizofrenico, convulso; i corpi sono soli ma cercano altri corpi, metafora di un mondo malato che sfugge. Il corpo è in uno stato di isteria, ma l’isteria è vista non come una patologia ma come l’espressione di una ipersensibilità di fronte alla vita.
Dove mancano le parole per esprimere il nostro mondo affettivo interiore, il corpo si sostituisce. E la danza probabilmente ha sempre avuto questa funzione: la volontà e la necessità di tradurre fisicamente dei sentimenti troppo forti.

Lo spettacolo è così il risultato di una esplosione di emozioni, che trovano libertà sulla scena attraverso il corpo dei nove bravissimi danzatori, la cui forza è di distinguersi attraverso le specificità fisiche ed espressive. Il lavoro di improvvisazione regala al pubblico nove possibili interpretazioni dei sentimenti umani, dall’infelicità all’angoscia, dalla gioia alla nevrosi, in un percorso di vita che va indietro nel tempo, dalla nascita alla preistoria, alla ricerca delle nostre radici, e si sofferma con scrupolo in un quid tra l’uomo e l’animale, in uno spazio immaginario armonico che va al di là del bene e male, del brutto e del bello, di individuo e società. È qualcosa di più.  

La forza di “Out of context”, omaggio postumo a Pina Bausch, sta nelle idee e nel coraggio del suo ideatore. Platel mostra di non aver paura di ricercare qualcosa d’altro, e quando non si ha paura di scavare, si ha anche il coraggio di prendersi in giro: far ballare per venti minuti i nove virtuosi della scena con la musica disco anni Settanta o far interpretare “Aicha” ad uno dei danzatori potrebbe sembrare un sacrilegio a molti, e soprattutto un'occasione sprecata. Eppure in “Out of Context” il fuori programma è spassoso quanto geniale. Il pubblico resta incantato da tanta energia e bravura. Oltre la danza.
 


Out of context – for Pina
ideazione e regia: Alain Platel
danza e creazione: Elie Tass, Emile Josse, Hyo Seung Ye, Kaori Ito, Mathieu Desseigne Ravel, Mélanie Lomoff, Romeu Runa, Rosalba Torres Guerrero, Ross McCormack
drammaturgia: Hildegard De Vuyst
assistente alla regia: Sara Vanderieck
costumi: Dorine Demuynck  
suono e musiche elettroniche: Sam Serruys
luci: Carlo Bourguignon  
regia suono: Bart Uyttersprot
prodotto da les ballets C de la B.
durata: 1h 30’
applausi del pubblico: 4’ 40’’

Visto a Divonne-les-bains (Francia), L’Esplanade du Lac, il 13 settembre 2010

Hits: 2612

Commenti (0)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 

Post correlati


Danae 2015 Crowdfunding

Il Calendario di KLP

Last Seen

 

La famiglia di Punta Corsara tra miracoli e stereotipi

Come in ogni famiglia che si rispetti vi è poi la presenza/assenza della figlia, che sapp...

 

Pugliese interpreta Giuseppe da Copertino… e spicca il volo

Il sempliciotto Giuseppe si innamora della Madonna dalla prima volta che la vede, restando...

 

Morte di Zarathustra. Teatro Akropolis alle origini della tragedia

Tipicamente accompagnato da musica, il ditirambo era recitato, suonato e danzato da un cor...

 

Family. Il corpo familiare tra memoria e scoperta

Dal lato più corto della sala grande la visione offre una panoramica estesa delle due fam...

 

Genesiquattrouno. Bruno e Villano alle prese con la fratellanza

Oltre a segnalare come la coppia dei due attori più giovani sia cresciuta in maniera espo...

 

Fibre Parallele alla ricerca di una effimera Beatitudine

C’è poi Lucia, mamma alle soglie degli ottanta, che cura il figlio Danilo, da una vita ...

 

Solo di me. Alcesti, Medea, Ifigenia dal mito allo stereotipo

Alcesti e Medea vivisezionano Ifigenia passando al vaglio ogni centimetro: “La taglia? I...

 

Arturo Cirillo tra le coppie borghesi di Edward Albee, fin troppo reali

Gli anni si trascinano tra alcol, liti e routine. Lei e lui: incapaci di vivere, insieme o...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Cosa resterà di Čechov: videointervista a Carmen Giordano e Renzo Rubino

Il secondo movimento di questa sorta di polittico informale è andato in scena a Milano ne...

 

IETM 2015. Voci e immagini dal meeting di Bergamo

Più di 600 rappresentanti di strutture teatrali di tutto il mondo hanno così riempito i ...

 

Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi: tra i conflitti della storia

Per Cristicchi, una furba operazione politica, una faziosa strumentalizzazione o un capola...

 

Ero. L'abbraccio intimo di César Brie

Lo abbiamo incontrato a Milano dopo una replica del suo ultimo spettacolo, “Ero”, curi...

 

Tra i desideri spirituali di Milena Costanzo. Videointervista

Negli ultimi due anni, oltre all’attività della compagnia, ha portato avanti un partico...

 

Luoghi Comuni dal mondo. Il teatro internazionale s'incontra a Bergamo

Come nelle edizioni precedenti del festival, presentato ieri in conferenza stampa, ci sar...