L’Alice moderna è vittima e carnefice

Alice si meraviglia - Carla Cassola
Alice si meraviglia - Carla Cassola

Alice si meraviglia

Il paese delle meraviglie è lontano. L’“Alice si meraviglia” di Carla Cassola, in scena in prima assoluta al Teatro Furio Camillo di Roma fino al 6 febbraio, è infatti un percorso più vicino ad un incubo che al fantastico viaggio di Lewis Carroll. Un incubo rappresentato sul palco da tre attori che, con prestanza atletica e versatilità, inscenano una vita fatta di abusi e soprusi sulla vecchia Alice che non si vede. Lei, infatti, è nascosta dentro una vasca che si muove, mostrando solo mani, piedi e una parrucca argentata.

Spazio ai tre attori, quindi, che sulla scena mostrano notevole sintonia tra loro e, intervallati da strumenti musicali elettronici suonati dal vivo e video immaginifici e di alta qualità (a cura dell’eccellente Sergio Gazzo), creano un teatro-azione che ritrae le ripetute violenze subite nel corso della vita da un’Alice simbolo dell’abuso sulla donna.

Il sudore e la fatica dei tre evidenziano l’impronta grotowskiana dato dalla regista Cassola, che ha perfezionato i suoi studi teatrali sul metodo del maestro polacco. Poco per volta si intuisce come Alice/Carla, dalla vasca, manipoli questo circo del dolore e della sopraffazione facendo sue e indirizzando le scene che i tre attori materializzano.

Vale la pena ricordarli, questi tre moschettieri della performance: l’Adone Giulio Pampiglione, che non perde mai l’equilibrio sul suo fisico mozzafiato, il poliedrico Gilles Coullet, che gioca a fare il clown/molestatore dando cinica ironia allo spettacolo, e Valentina Izumi, passionale nel suo due pezzi nero, agile come un ragno o una pantera ma capace di trasmettere dolcezza e compassione pur sembrando una Lara Croft asiatica, sinuosa e atletica.

Quando lo spettacolo volge al termine, si capirà che la vasca rappresenta la vergogna da cui Alice trova riscatto solo quando i tre succubi si ribelleranno e, istigati dallo Stregatto (fugace apparizione video di Andrea Tidona), la tireranno fuori mostrandola al pubblico.
Se ne andrà così da vincitrice, avendo superato passioni e dolori, mostrando la sua fragilità pur rimanendo la manipolatrice dei destini altrui, sacrificati alla propria salvezza.

È una regia moderna e coraggiosa quella di Carla Cassola e Nawel Skandrani (responsabile delle coreografie, a volte pacate a volte furiose), colpevole a tratti di creare troppa confusione sulla scena, producendo un miscuglio di difficile decodifica per il pubblico. Il coinvolgimento riesce però grazie agli attori, così diversi per stile ma in grado di trovare una coesione di potente effetto emotivo e visivo.

ALICE SI MERAVIGLIA
ideato e diretto da Carla Cassola
con la collaborazione artistica di Nawel Skandrani
con: Carla Cassola, Gilles Coullet, Valentina Izumi, Giulio Pampiglione, Andrea Tidona (in video)
coreografie e collaborazione artistica: Nawel Skandrani
videoscenografia: Sergio Gazzo
collaborazione musicale: Luca Spagnoletti
organizzazione: Razmataz
durata: 1h 42’
applausi del pubblico: 3’ 23’’

Visto a Roma, Teatro Furio Camillo, il 20 gennaio 2011
Prima assoluta

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