All that we can do. Al via il 27° Romaeuropa Festival

Romaeuropa 2012Si presenta fittissimo anche quest’anno il programma del festival Romaeuropa, con la direzione artistica di Fabrizio Grifasi e sotto la presidenza di Monique Veaute.
Giunto alla sua 27^ edizione, si svolgerà dal 26 settembre al 25 novembre a Roma e proporrà al pubblico 43 spettacoli, tra cui nove prime italiane, una prima europea e cinque prime assolute in otto luoghi della città (Teatro Argentina, Palladium Università Roma Tre, Teatro Eliseo, Auditorium Conciliazione, Teatro Vascello, Auditorium Parco della Musica, Brancaleone, Opificio Telecom Italia).

Oltre al ricco programma dedicato alla danza, alla musica e al teatro, una sezione sarà dedicata a Digital Life 2012, un festival nel festival con 29 installazioni all’insegna di arte e tecnologia; accanto a questo _Metamondi, sezione ideata con Telecom Italia che allarga il pubblico dalla sala alla rete con quattro spettacoli in live streaming e on demand su telecomitalia.com.

Sarà Akram Khan, coreografo originario del Bangladesh che ha vissuto in Gran Bretagna, ad inaugurare il festival, dal 26 al 29 settembre al Teatro Argentina, con il suo nuovo spettacolo “Desh”, basato sulla partitura originale di Jocelyn Pook: si preannuncia un mix di sonorità e canti provenienti da culture diverse, che guideranno il protagonista nella visione allo stesso tempo realistica ed onirica di un Bangladesh caotico.

Tra le esperienze più interessanti della danza come ricerca ed esperienza corporea portatrice di originali visioni coreografiche, potremo assistere agli spettacoli di Sasha Waltz con un classico “Travelogue I – Twenty to Eight”, Costanza Macras/Dorkypark con il suo recente lavoro “Here/After”, e la Batsheva Dance Company con “Deca dance 2012” e “Sadeh 21”. E, ancora, Bill T. Jones, Daniel Abreu, Muriel Romero e Pablo Palacio, Virgilio Sieni.
William Kentridge, con “Refuse the Hour”, affronterà il tema del tempo attraverso un viaggio alla velocità della luce che dalla Grecia classica arriverà al cinema e alla fotografia, passando per il colonialismo e citando anche Einstein. Il coreografo portoghese Rui Horta porterà invece “Danza preparata” all’interno del focus su John Cage, in onore del centenario dalla sua nascita e a sessant’anni dalla creazione della sua partitura più celebre “4’ 33’’”.


Una sezione sarà dedicata alla danza autoriale italiana con la rassegna DNA, danza nazionale autoriale a cura di Anna Lea Antolini, accompagnata da una sezione dedicata alla musica contemporanea con Viva, ed alla musica elettronica con la rassegna Sensoralia; infine segnaliamo l’omaggio a Philip Glass per i suoi 75 anni.

Tra le esperienze che fondono l’ispirazione letteraria con la ricerca drammaturgica teatrale potremo assistere al nuovo lavoro di Ricci/Forte “Imitationofdeath”, ispirato al mondo di Chuck Palahniuk, “Disgrace” di Kornél Mondruczó, “The dead” di Città di Ebla (che rimanda all’ultimo racconto dei “The Dubliners” di James Joyce) e “Il rimedio della Fortuna” dell’ensemble Sentieri selvaggi.

Interessante l’incontro tra i quattro drammaturghi Gian Maria Cervo, Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier e Rafael Spregelburd, autori diversi per origine geografica e culturale, stile e percorsi teatrali, che nel progetto “Call me God” si affiancano per una scrittura a più voci. Lo scopo è affrontare il tema del terrorismo, riflettendo sul rapporto tra sicurezza e libertà degli individui. Il tutto si svilupperà a partire dagli episodi dei Beltway sniper attacks, gli attacchi dei “cecchini della circonvallazione”, che nel 2002 tra Washington D.C., il Maryland e la Virginia causarono dieci vittime. Un fatto di cronaca che causò molto scalpore negli Usa, ma scelto per questo lavoro perché poco noto in Europa.

Tutto questo e ancora altro saranno questi due mesi di Romaeuropa. Come sempre, da non perdere.
 

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