Alla mia età mi nascondo ancora per fumare. Con Serena Sinigaglia all’hammam

Photo: Serena Serrani
Photo: Serena Serrani

È un inno alla vita intonato da otto voci diverse per altezza, colore, timbro e intensità, ma accomunate da un innato e inedito istinto di maternità.
“Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” è un romanzo di Rayhana, pseudonimo che l’autrice algerina ha dovuto adottare per poter continuare a scrivere dopo essere stata vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di integralisti islamici per la sua attività letteraria in Francia. A confrontarsi con il testo fresco, potente e poetico di Rayhana è Serena Sinigaglia (Atir), che firma la regia in cartellone al Carcano di Milano.

In un hammam che è luogo di liberazione anche dalle scorie dell’anima, si intersecano le vicende esistenziali, politiche, sentimentali e umane di otto donne per un arco temporale limitato, circa una giornata. Un tempo durante il quale saranno costrette ad allearsi contro la violenza dell’integralismo islamico per proteggere qualcosa di più sacro del Corano: la vita.

Dotate di personalità molto diverse e spesso contrapposte, le donne che frequentano l’hammam sono tasselli di un mosaico che si alternano e si completano, componendo uno spettacolo lineare e simmetrico. In un perfetto rispetto degli spazi e dei ruoli, nessuna attrice prevarica l’altra con la propria presenza.
C’è chi deve fare i conti con la brutalità di un marito violento, chi da sposa-bambina ha dovuto metabolizzare soprusi fisici e psicologici, chi ha provato il lutto della mancata maternità e chi, al contrario, rivendica la propria distanza dal ruolo canonico di moglie e madre ostentando il divorzio, chi sogna romanticamente l’amore e il matrimonio, e chi si prepara ad abbracciare l’integralismo islamico proprio in nome dell’amore.
Infine, appartenenti ad un’altra generazione e forse ad un’altra categoria, ci sono le suocere: madri di uomini ormai adulti, incapaci di recidere il cordone ombelicale con i figli.
Storie di violenza e sopraffazione si alternano a racconti di tradimenti e amori giovanili. Traumi infantili incrociano i pensieri di piccole donne cresciute, dai sentimenti ancora puri.


A rendere sul palco le diverse declinazioni dell’essere donna in un Paese islamico, un cast di talentuose attrici (Matilde Facheris, Carla Manzon, Silvia Valsesia/Annagaia Marchioro, Irene Serini, Marcela Serli, Giorgia Senesi, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan) che mettono in campo una fisicità straordinaria: una prossemica chiara ed efficace capace di rendere le sfumature variegate di ogni personalità. Come la dirompente Irene Serini, che esibisce una magrezza candida, ostacolo al progetto di diventare moglie e madre. O, sull’onda della sensualità, Silvia Valsesia a rivendicare invece una femminilità disinibita.
Sono corpi avvolti da bianchi lenzuoli, simbolo di un candore che non può essere inquinato dal mondo esterno maschile, e nemmeno dai colori scuri del velo (indossato dalle protagoniste in brevi coreografie esterne all’hammam) e del Corano, più volte nominato come punto cardine della vita sociale, sia pure per prenderne consapevolmente le distanze.

A completare il quadro concorrono l’uso delle luci e la scenografia di Maria Spazzi, minimalista ed efficace sia nella resa dell’hammam, sia nell’uso degli spazi esterni al palco per marcare i confini tra pubblico e privato, tra personale e politico.
Questo hammam inondato di luce è un gineceo che contrasta con le tenebre che dominano all’esterno, allegorie dell’ignoranza e del patriarcato. Tra i due estremi (luce e buio) vi sono i colori pastello (effetti caleidoscopici di Roberta Faiolo) visibili quando Oriente e Occidente si mescolano, e anche i confini tra bene e male si fanno più labili.
“Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” mescola la leggerezza della comicità alla profondità del dramma della violenza. Un linguaggio pop, spesso intenzionalmente sboccato, che non rinuncia alla poesia dell’amore e della vita.

ALLA MIA ETÀ MI NASCONDO ANCORA PER FUMARE
di Rayhana
Traduzione Mariella Fenoglio
Con Matilde Facheris, Carla Manzon, Annagaia Marchioro, Irene Serini, Marcela Serli, Giorgia Senesi, Chiara Stoppa, Silvia Valsesia, Sandra Zoccolan
Costumi Federica Ponissi
Scena Maria Spazzi
Disegno luci Roberta Faiolo
Regia Serena Sinigaglia
Coproduzione ATIR Teatro Ringhiera | Theater tri-bühne Stuttgart

durata: 1h 15’
applausi del pubblico: 3’

Visto a Milano, Teatro Carcano, il 24 novembre 2018

 

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