Alla ricerca di nuovi pubblici (tra una polemica e l’altra)

Teatrodilina - Zigulì

Zigulì di Teatrodilina, fra i vincitori di In-box 2013

Quando lo scorso 3 giugno, su queste pagine, è stato pubblicato il verdetto del premio In-Box 2013, si è subito scatenata una forte polemica sulla scelta della compagnia vincitrice. Abbiamo così intervistato Francesco Perrone (presidente di Straligut Teatro) e Fabrizio Trisciani (che ne è il direttore artistico), ideatori e organizzatori del premio In-Box, per avere un confronto e cercare di approfondire la questione. L’intervista è stata anche un’occasione per parlare delle novità dell’edizione di quest’anno e dei due lavori premiati, e per alcune riflessioni su tematiche di cui, negli ultimi tempi, si parla molto.

Partiamo dalle novità di questa edizione di In-Box.

La più evidente è stato l’ampliamento della rete: dagli indici partner dell’edizione 2012 ai venticinque del 2013, assumendo una dimensione sempre più rappresentativa su scala nazionale. Ad oggi In-Box coinvolge nove regioni, dal Trentino alla Puglia, tenendo ben fermo il “cuore” del progetto in Toscana.
Questa prima novità strutturale ci ha permesso di realizzare un obiettivo da tempo sentito come essenziale per rendere maggiormente efficace l’azione di In-Box: il passaggio da uno a due spettacoli premiati. Molti partner significano molte repliche a disposizione delle compagnie selezionate: quest’anno sono state 17 per il primo spettacolo e 7 per il secondo.
La novità di questa estate sarà invece il lancio di Sonar, il nostro motore di ricerca del teatro emergente: una sezione del sito di In-Box archivierà tutte gli spettacoli che partecipano al bando, ma anche quelli di chi vuole iscriversi indipendentemente da esso. Un patrimonio comune di opere (sono più di 1000 le proposte pervenute in cinque edizioni), che nei nostri intenti potrà mettere in comunicazione domanda e offerta teatrale, offrendo visibilità e occasioni di lavoro ad artisti e compagnie, strumenti di consultazione e ricerca per gli operatori, un sistema di monitoraggio dell’esistente per i soggetti istituzionali e la stampa.
Detto questo, siamo già all’opera per l’edizione 2014: per implementare ulteriormente la rete, magari coinvolgendo in misura maggiore il Sud; per riuscire ad organizzare quello che è un nostro “pallino” da qualche anno: la realizzazione dal vivo delle fasi finali di selezione del bando, dando la possibilità a una rosa ristretta di compagnie di mostrare il proprio lavoro alla giuria in un contesto aperto anche al pubblico e agli operatori. Infine, un progetto a rete di residenze creative, sul quale però manteniamo ancora per un po’ il riserbo perché ne stiamo definendo i dettagli in queste settimane.

Gli spettacoli premiati quest’anno sono due, “Il convegno” di Punta Corsara e “Zigulì” dei romani Teatrodilina, quest’ultimo in scena domenica al festival Inequilibrio. Perché la scelta è ricaduta su questi due lavori?

La giuria ha deciso di premiarli perché li ritiene lavori di qualità molto alta, innanzitutto. Spettacoli che meritano di circuitare ed essere visti da quante più persone possibile.
Può valere la pena di sottolineare quali sono stai i criteri di giudizio adottati (e riportati nel bando): qualità artistica, originalità ed incisività dei linguaggi e dei contenuti; capacità di parlare a più pubblici; sostenibilità ed adattabilità della scheda tecnica; ciclo di vita dello spettacolo (privilegiare spettacoli che, a prescindere dall’anno di produzione, mostrano una vitalità e un freschezza tali da giustificarne la circuitazione).
La scelta è ricaduta su due spettacoli molto diversi tra di loro, che per motivi diversi calzano a pennello l’identikit delle compagnie alle quali si rivolge In-Box.
Da un parte Punta Corsara, che con “Il Convegno” si trova in un momento cruciale della carriera: nonostante nella sua breve vita, ha già ottenuto riconoscimenti e “notorietà” fra gli addetti ai lavori, ma ancora fatica molto a girare e a mostrare il proprio lavoro a pubblici più ampi.
Dall’altra una compagnia come Teatrodilina, “emergente” sotto ogni punto di vista, nata dall’incontro tra un attore (molto bravo) e un regista, che realizza uno spettacolo, “Zigulì”, molto bello ma che ad oggi ha potuto fare solo quattro repliche.

Non temi che l’ampliamento del progetto, con il conseguente ingresso di un numero maggiore di realtà, alcune delle quali “istituzionali”, tolga qualcosa all’idea originaria, avvicinando In-Box a un sistema teatrale che segue logiche e percorsi già conosciuti e non sempre così limpidi? In sostanza, non temete di finire per essere inglobati in meccanismi già conosciuti che si muovono attraverso logiche e percorsi prestabiliti?
Crediamo di no. Uno dei punti di forza del progetto sta nella trasversalità della composizione della rete: siedono allo stesso tavolo, con lo stesso diritto di parola e di voto, soggetti estremamente diversi tra loro per storia, dimensioni, identità e pubblico di riferimento.
Soggetti così eterogenei collaborano confrontandosi su poetiche e contenuti, così come su progettualità e strategie comunicative. Crediamo che tutto questo rappresenti un valore ed un’opportunità, non un pericolo.
Il principio guida rimane la trasparenza: nei confronti delle compagnie con il bando e con il sito, sul quale chiunque può controllare costantemente cosa accade, nei confronti dei partner con una convenzione che stabilisce regole chiare a cui tutti si devono attenere, nei confronti del pubblico che assisterà a spettacoli accuratamente selezionati.
Inoltre, In-Box è un progetto molto giovane. La prima edizione risale al 2009. Straligut Teatro (anch’essa piuttosto giovane, abbiamo 33, 30 e 29 anni) era l’unico soggetto coinvolto, e in palio c’era una sola replica a Siena ad un cachet di € 500. Quest’anno complessivamente in palio c’erano € 24.000 di cachet e 24 repliche alle quali, probabilmente, se ne aggiungeranno delle altre nei prossimi mesi. Si tratta di una crescita fortissima. È fisiologico che anche il “patrimonio genetico” della rete si modifichi di conseguenza, causando oscillazioni ed assestamenti che sono la sintesi di una dialettica interna.
Nelle precedenti edizioni c’è stato spazio per proposte caratterizzate da un forte potenziale di innovazione (Schuko, Fratelli Broche, AstorriTintinelli) e per altre che ponevano maggiore accento sull’accessibilità (MusellaMazzarelli, CarulloMinasi). Crediamo sia una dialettica naturale, e come è successo in passato è ragionevole pensare che accadrà anche in futuro.
Quello che ci interessa non è tanto porci in contrasto con delle “vecchie pratiche”, quanto trovare delle buone pratiche, che funzionino. Una buona pratica a nostro avviso è tale se riesce a tutelare le compagnie e portare uno spettacolo di valore di fronte a un pubblico numeroso. Così facendo è possibile tutelare anche gli interessi degli spazi e dei teatri.
Pensiamo di aver fatto un buon lavoro finora, e siamo consapevoli che potrà e dovrà essere migliorato nel tempo e nelle prossime edizioni.

Parlate di circuitazione attraverso l’Italia incontrando spazi e pubblici nuovi. Cosa intendete per pubblici “nuovi”? E quali sono quelli “vecchi”?

In realtà intendevamo quell’espressione in maniera quasi letterale: diversi spazi che fanno parte della rete hanno un pubblico che si sta formando o che non è avvezzo al tipo di spettacoli proposti da In-Box (ancora una volta l’esempio del Supercinema di Monteroni d’Arbia è calzante).
Ci sono poi realtà strutturate, con una loro tradizione e con un loro pubblico, che però può essere ampliato grazie ad In-Box, andando a toccare fasce di pubblico nuove, in particolar modo i giovani.

L’ambizione di In-Box, ci tenete a rimarcare, è quella di offrire alle compagnie la possibilità di incontrare pubblici diversi, traghettare il teatro di ricerca e di qualità in luoghi inconsueti formando un nuovo pubblico. Avete delle strategie precise?
L’opera di formazione del pubblico e di promozione della cultura teatrale è qualcosa di molto grande e complesso, evidentemente al di sopra delle nostre sole forze. Crediamo però di poter dare il nostro piccolo contributo, con una serie di azioni e di pratiche.
Ancora una volta il valore aggiunto è nell’eterogeneità del partenariato, che permette agli spettacoli selezionati di entrare in contatto con tipologie di pubblico molto diverse fra loro (festival, rassegne, stagioni comunali, spazi off ecc.).
Il coordinamento della comunicazione, attraverso la collaborazione dei singoli uffici stampa dei partner con quello di In-Box, rende capillare ed efficace la promozione degli eventi e del progetto.
L’implementazione della piattaforma web permette di conoscere gli spettacoli e le compagnie partecipanti agli operatori, alla stampa, ma anche al pubblico comune, agli appassionati e agli studenti. Anche questo rientra nell’ottica della promozione.
Infine, novità di quest’anno, la richiesta fatta alle compagnie che hanno passato la prima selezione di produrre un piccolo progetto di formazione del pubblico con relativo costo. Un esperimento, volto a radicare maggiormente sul territorio il passaggio delle compagnie selezionate e di In-Box in generale nei singoli spazi, aprendo un canale di dialogo con i teatri e i loro pubblici, e ampliando l’esperienza legata al progetto.


Il Convegno di Punta Corsara

Il Convegno di Punta Corsara (photo: Valeria Tomasulo)

Torniamo alle polemiche. Quando Klp ha pubblicato il comunicato dei vincitori, Roberto Scappin (di Quotidiana.com) ha dichiarato le sue ragioni in un lungo commento in cui afferma di accettare il verdetto riguardante Punta Corsara, pur trovando incongruo il contenuto del responso della giuria. E’ interessante quando si può assistere ad un dibattito aperto e diretto non mugugnato di nascosto, in posti chiusi come i retrobottega… Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu.
“Il Convegno” è lo spettacolo che la giuria di In-Box ha ritenuto essere il più meritevole, ed ha motivato in maniera chiara tale scelta, così come lo ha fatto per Zigulì di Teatrodilina. Da quando esistono le giurie, esistono anche i verdetti contestati, non possiamo e non vogliamo soddisfare tutti e a tutti i costi.
Ci piace sottolineare, però, come quel dibattito sia stato in qualche modo reso possibile dalle caratteristiche di accessibilità e trasparenza che caratterizzano In-Box. Al netto delle polemiche, pensiamo che anche in quella circostanza In-Box abbia reso possibile un confronto, attivato dei circuiti, aperto spazi di riflessione. Speriamo di riuscire a farlo sempre meglio.
 

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