Amleto a pranzo e a cena. Per tutti

Amleto a pranzo e a cena
Amleto a pranzo e a cena

Amleto a pranzo e a cena (photo: emiliaromagnateatro.com)

Ci sono testi drammaturgici indeformabili: li puoi tirare da una parte o dall’altra e loro tornano sempre a posto; puoi farvi infinite variazioni e loro suonano sempre nel modo giusto.
Ci sono testi “eterni” per la qualità esemplare alla quale assurgono i personaggi, per come sono strutturati e per la possibilità di inscrivervi il tempo nel quale il lettore vive, rimanendo strabiliato dal fatto che non hanno tempo, vanno sempre bene.
L’“Amleto” di Shakespeare risponde sicuramente a questi requisiti.

Proprio sulla struttura incorruttibile di questo classico si innesta il gioco drammaturgico e registico di Oscar De Summa, giovane astro delle scene italiane.
La forza del lavoro sta nella sua capacità di parlare a tutti, di divertire e commuovere universalmente. Tanto che la visione dello spettacolo dovrebbe essere altamente consigliata agli studenti e a certi docenti, che potrebbero sorprendersi del fatto che di teatro, di letteratura, si può anche ridere ed  interessarsi con attenzione creativa.

La tragedia è dissacrata, tanto che finisce in commedia, con il pubblico che si spancia dal ridere in barba ai “pipponi” di Amleto. Qualsiasi possibilità di immedesimazione, e quindi di catarsi, viene continuamente spezzata e negata dal fatto che il testo è sapientemente contrappuntato da inserti dovuti al gioco del dramma nel dramma e al rapporto con il pubblico.


Ma il lavoro è anche filologico, dal momento che i ruoli femminili sono interpretati da un attore uomo, Oscar De Summa appunto, che ci riporta direttamente alle convenzioni del teatro elisabettiano. Inedita la versione rap del “monologo” di Amleto e l’irrisione di certi virtuosismi attoriali ad opera di Armando Iovino.
La pièce si compone di abili giochi di parole e tagliente ironia, asse portante di tutto il lavoro: ironia nei confronti della tragedia e del tragico quotidiano, nei confronti di un certo tipo di teatro e nei confronti della convenzione teatrale della finzione condivisa.
Il teatro, per essere, non ha bisogno di ricchi mezzi e altisonanti scenografie. Bastano pochi  ma buoni attori, pochi costumi, poche luci, musiche. Un arazzo. E il pubblico, elemento fondamentale, mai dimenticato. Anzi, continuamente chiamato in causa grazie ad un gioco meta-teatrale ad incastro, velocissimo ed efficace, cosicché tra scena e pubblico c’è continuo scambio e comunicazione.

Molto bravi tutti gli attori in scena, e un plauso particolare va allo sfrenato istrionismo di Roberto Rustioni nei panni di Polonio e Laerte. De Summa si conferma, ancora una volta, attore, autore e regista da tenere d’occhio.

AMLETO A PRANZO E A CENA
da “Amleto” di William Shakespeare
di: Oscar De Summa
con Oscar De Summa, Armando Iovino, Roberto Rustioni, Angelo Romagnoli
durata: 60′
applausi del pubblico: 3′ 05”

Visto a Pontedera (PI), Teatro Era, il 19 marzo 2009

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