L’analfabeta. Agota Kristof tra scrittura e sradicamento

Daniela Tusa
Daniela Tusa

Daniela Tusa ne ‘L’analfabeta’ (photo: teatrodistinto.it)

Un monologo che non si avverte come tale. Sarebbe infatti errato descrivere “L’analfabeta”, racconto autobiografico creato per una rivista svizzera dalla scrittrice ungherese Agota Kristof, in questi termini. O meglio, se per monologo si intende “un componimento teatrale in cui un personaggio parla da solo sulla scena” allora lo è; ma la caratteristica principale dello spettacolo, proposto dalla compagnia piemontese Teatrodistinto, vive nella capacità della protagonista, Daniela Tusa, d’ingannare lo spettatore, portandolo davanti ad una molteplicità di situazioni ed emozioni che fanno perdere al pubblico la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una attrice sola in scena.

Nei dieci quadri in cui la profuga Agota Kristof parla di sé e della sua esistenza, travagliata anche da un rapporto conflittuale con la scrittura, l’autobiografia del testo trova nella regia uno spazio che si sviluppa attraverso dieci momenti ben scanditi sia tecnicamente (attraverso le luci) che drammaturgicamente (da una coraggiosa messa in scena).

Le tante fotografie proposte trasportano in un mondo immediatamente altro, metafore estreme di una riflessione importante, anche se sicuramente alta, sul cammino verso il miraggio di un’integrazione che è sempre tanto desiderata quanto imposta.
Allo spettatore non resta che sperare con la protagonista, vivere l’attesa utopistica di un percorso verso qualcosa di vero che tarda a concretizzarsi.

“L’analfabeta” nella regia di Daniel Gol è, insomma, il disegno di un’anima che vaga senza meta da un campo profughi all’altro, trattenendo il suo dolore perchè sempre spaesata e incerta. Un ritratto molto duro, sicuramente poco romanzato, da cui fuoriescono tutte le problematiche dell’inserimento in una realtà distante.

La linea narrativa è pulita e permette di seguire con costanza il non semplice rapporto tra la storia personale di Agota e quella del mondo che si trova, quasi per caso, a vivere, in un gioco continuo a trattenere ed espellere gesti e sensazioni.
Lo stupore più grande, sia per chi guarda che per chi agisce, risiede però nella costatazione amara che la vittoria sulla fame e sull’emarginazione non è che l’inizio di un’altra guerra, da combattere ora contro la solitudine, ma con molte ferite da lasciar cicatrizzare, ancora una volta, in un ennesimo non luogo.

L’analfabeta
di Agota Kristof
con: Daniela Tusa
regia: Daniel Gol
produzione: Teatrodistinto
durata: 1 h 10′
applausi del pubblico: 2′ 05”

Visto a Fresonara (AL), Teatro comunale, il 13 febbraio 2009

No Comments

  • Stefano ha detto:

    Conosco personalmente l’autrice, mi piacerebbe molto vedere questa rappresentazione teatrale, sono previste altre date o repliche altrove?
    Mi piacerebbe avere il programma di rappresentazioni future.

  • carla santarelli ha detto:

    Sei stata GRANDE, Daniela ieri sera!!!!! Chi non ti aveva già visto è rimasto esterefatto dalla tua bravura e per me che conoscevo il pezzo teatrale è stata la conferma che sei l’attrice più adatta per impersonare una parte così difficile e commovente………Ancora BRAVA! Carla

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