Argo quell’attore è un cane! Racconto di un Ulisse moderno

Argo
Argo

Il cane Argo, protagonista del progetto

Tutto è nato da un cane meccanico. Il suo inventore, Fabrizio Valentini, ex storico scenografo del Teatro del Canguro di Ancona, Teatro Stabile d’innovazione per l’infanzia e i giovani, anziché tenerlo in soffitta, spinto da un moto d’affetto verso questa sua creatura, come un moderno Geppetto sogna per il piccolo cane di molle e metallo una vita migliore. E magari qualche avventura. Lo chiama così Argo, come il cane di Ulisse, auspicandogli esperienze interessanti in giro per il mondo.

Qualche tempo dopo, Fabrizio incontra l’attore e regista Andrea Caimmi, già collaboratore del Canguro, che stava, guarda caso, lavorando a un progetto proprio sull’Odissea. Un segno.
Perché, quindi, non unire le forze e metterci in mezzo anche un premiato web designer come Daniele Frontini, teatrante lui stesso?

Poiché anche di viaggi e avventure l’Odissea parla, i tre non potevano esimersi dal pensare le cose in grande. È così che Argo diventa un macro-progetto che contempla teatro, video, scuola, wiki, purissimo artigianato teatrale e tecnologie digitali, nell’ottica di un work-in-progress multimediale lungo quasi un anno, diviso in diverse fasi.

L’obiettivo era quello arrivare a raccontare una storia, la storia di un moderno Ulisse che vive la sua Odissea, avvalendosi però anche del contributo creativo dei ragazzi reclutati nelle scuole medie locali, non più coinvolti come semplici spettatori finali, ma chiamati a dare un input, un proprio personale “segno” (uno scritto, un disegno, una idea, una suggestione) in un wiki, ossia uno spazio web condiviso appositamente predisposto dove caricare informazioni e file di tutti i tipi.

Un progetto dichiaratamente multimediale già negli intenti, quindi. Per questo anche lo spettacolo conclusivo vedrà coinvolti differenti mezzi e linguaggi artistici, ossia attori in carne ed ossa, pupazzi meccanici e cortometraggi da poter reinvestire poi anche sulla performance dal vivo finale.
L’intero progetto, inizialmente concepito come biennale e poi declinato in un tempo più breve, gode dell’importante contributo di Cohabitat, il finanziamento per le iniziative culturali della Provincia di Ancona.

Ma andiamo per gradi, per non perderci anche noi tra le Sirene.
Il cuore drammaturgico della vicenda e motore della storia è semplice e funzionale: un signore di oggi perde il lavoro, si allontana dalla famiglia e diventa un barbone vagabondo. Per non soffrire la solitudine costruisce lui stesso, con un filo di ferro, un cane, Argo, che diventa punto di vista sull’intera vicenda. Da qui il nome del progetto “Argo quell’attore è un cane!”.
I due, cane e padrone, nel loro ideale viaggio di ritorno verso la casa perduta, vivranno attraverso le suggestioni del racconto omerico originale – riportate però a un immaginario moderno – la loro personale versione del poema. Non mancheranno quindi gli incontri con vari personaggi, metafore degli originali: la maga Circe (una prostituta di strada), Polifemo (accolto nell’antro digitale degli schermi esposti in una catena di prodotti elettronici), i Proci (bulli di periferia annoiati col passatempo di infierire sugli emarginati)…

Dopo aver definito il nucleo portante della vicenda, gli autori sono passati alla fase operativa n. 1, ossia il reclutamento degli studenti da coinvolgere come creativi: Fabrizio Valentini si è di volta in volta materializzato nelle aule delle scuole dei sette comuni della provincia di Ancona che hanno aderito all’iniziativa portando con sé gli affascinanti strumenti del mestiere. “Sapevo come coinvolgere i giovani – racconta – perché da artigiano del teatro conosco la fascinazione che esercitano certi oggetti e certe immagini. Ho portato con me il mio cane a molle, ho mostrato loro come si muoveva, mostravo poi le foto del backstage del video che abbiamo realizzato per il sito, dove Argo pare muoversi da solo mentre siamo io e Andrea, resi invisibili dal chromakey, ad animarlo con un sistema di leve e molle. Loro impazzivano quando ci vedevano nelle foto con le tutine verdi come lo sfondo. Poi mostravo loro la maschera di Argo, la faccia di silicone molto espressiva usata per farlo parlare nei primi piani. E poi ancora la scena del film di Chaplin dove il povero barbone mangia gli spaghetti conditi con le suole delle scarpe… È scattata in loro una grande curiosità”.
Ai ragazzi è stata anche sottoposta una piccola intervista, a cui hanno potuto rispondere proprio dalle pagine del wiki, volta ad indagare quale fosse la loro piccola Odissea quotidiana, chi la loro Itaca, chi i Proci e chi Argo. E non sono mancate le sorprese.
“Se da un lato ci aspettavamo un contributo più sostanzioso da parte dei ragazzi – ha raccontato Fabrizio – per intenderci non a mo’ di compitino come ha fatto qualcuno, dall’altro siamo rimasti molto colpiti da altri contributi”. Per la maggior parte di loro la grande Odissea è la scuola; per altri Argo, l’amico fedele, è lo sport praticato o l’i-pod, mentre i Proci sono gli amici antipatici o le professoresse.

E scatta in questi giorni la fase n. 2 del progetto, ossia la realizzazione del cortometraggio. Un vero e proprio film di 10-15 minuti che racconterà la vicenda del barbone vagabondo e del suo amico in fil di ferro, del loro perdersi e del loro tornare a casa.

L’originalità dell’intero progetto risiede in due aspetti: “Il primo – prosegue Valentini – è la volontà di mostrare anche al pubblico più giovane, ragazzi preadolescenti e adolescenti a partire dagli 11 anni, come si può giocare con i mezzi, i codici e i linguaggi, anche i più innovativi, per raccontare una storia eterna, della memoria, che riguarda cioè la condizione umana. La tecnologia è quindi un mezzo per raccontare la vita, e non il suo fine. Il secondo è il coinvolgimento diretto nella fase creativa, momento di scambio spontaneo e interattivo che vorremmo non fosse destinato a risolversi con la realizzazione del cortometraggio. Auspichiamo che prosegua anche oltre, almeno fino alla performance teatrale”.

Rimane l’attesa per la terza fase del progetto, ossia la rappresentazione teatrale vera e propria, che sarà presentata, almeno in prima istanza, il mese prossimo nei teatri dei sette comuni che hanno abbracciato l’iniziativa.

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