Argo Navis 2009. L’incontro-scontro fra artisti e critica

Argo Navis

Argo NavisProve aperte per un dialogo diretto tra critica e artisti: è quanto ha sperimentato la quinta edizione di Argo Navis, che ha chiuso definitivamente i battenti del progetto 08/09 dopo Pasqua.
La rassegna teatrale, promossa dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Rimini, quest’anno ha visto la collaborazione del Teatro Dimora de L’arboreto di Mondaino e del Teatro Comunale Malatesta di Montefiore.
Otto gli spettacoli selezionati dalla commissione artistica e tecnica provinciale, e proposti tra il 20 marzo e il 4 aprile, fra un cospicuo numero di compagnie emergenti del territorio, che, eccezionalmente nella storia della rassegna, hanno scelto se debuttare o meno in corso d’opera.
I Teatro dell’Asino con “A Bao Qu – Prima figura, la fenice”, ispirato a “Il libro degli esseri immaginari” di Jorges Luis Borges; la danza di m.a.ì.s/Chiara Girolomini con “Il ragionevole ricordo di un destino”; i già vincitori de L’oro del Reno Quotidiana.com con “Tragedia tutta esteriore”, e la compagnia teatrale Banyan con il controverso “Mani in alto!” sono stati protagonisti della prima tranche, seguiti dal teatro-danza dei Sisma TD con “Rete 1.0”, dal Teatro Centena di Rimini con “Mythoi: fragilità” sulle intramontabili figure di Maria Callas e Marilyn Monroe, Korekané con “Stallo – Studio per un’anticamera”, esplorazione del luogo-non luogo tra la vita e la morte, e infine i Teatro Officina Zimmermann con “Hopa Oct – Assedio al teatro Dubrovka”, sul tragico attentato ceceno all’ormai noto teatro moscovita che il 23 ottobre 2002 costò la vita a 170 persone.

Il percorso a tappe costituisce la vera cifra innovativa nello sguardo di questa piccola rassegna, che ancora sceglie di coinvolgere sullo stesso piano artisti, operatori e critici intorno ai risultati e, soprattutto, intorno ai processi della messinscena, nell’ottica di una fruizione pubblica presente e futura. Ad affiancare così le compagnie, in sede di prova, è stato inserito per la prima volta il gruppo di giovani critici “Altre velocità”, il cui accompagnamento nella visione e nel confronto diretto con gli artisti ha fatto da tramite all’ultimo e discusso incontro con la commissione finale, composta da professionisti del settore quali Linda Di Pietro (condirettrice del Festival Es.terni e project management di Indisciplinarte), Massimo Paganelli (direttore artistico del festival Armunia di Castiglioncello e docente di Economia e gestione delle imprese culturali presso l’università di Pisa), Andrea Porcheddu (critico teatrale e giornalista, docente di Metodologia della critica dello spettacolo presso lo IUAV di Venezia, direttore del festival Teatri delle Mura di Padova), Edoardo Donatini (direttore artistico del festival Contemporanea di Prato, Teatro Metastasio Stabile della Toscana) e Anna Selvi (responsabile area teatro di ricerca, danza progetti ETI- Ente Teatrale Italiano).

In quasi tutti i casi il giudizio della giuria è stato piuttosto severo, scatenando prevedibili polemiche e incomprensioni, con il pregio – tuttavia – di aver smosso gli animi di alcuni artisti, disposti a reinvestire sull’opera in termini il più possibile professionali, senza per questo rinunciare al proprio desiderio espressivo e alla propria idea artistica originaria.
Dall’altro lato anche alla critica si sono posti importanti quesiti, primo fra tutti quello dei ruoli, che, soprattutto dal punto di vista delle nuove leve, si vorrebbero il più possibile vicini alle compagnie per un lavoro che non sia di fazione ma di relazione, per far sì che a trarre le fila dello scambio possa essere il vero interlocutore del teatro: lo spettatore.
Un successo, da questo punto di vista, sono stati per la rassegna i Quotidiana.com, che, “demoliti” nella precedente edizione, si sono dimostrati quest’anno artisti più maturi. Buone speranze all’orizzonte, pur con qualche riserva, anche per Korekané e Ute Zimmermann. Appuntamento alla prossima edizione.

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