Privacy Policy

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Sunday
Jul 05th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2009 Aspettando Godot. Autentico e riuscito il progetto Egumteatro/laLut

Aspettando Godot. Autentico e riuscito il progetto Egumteatro/laLut

E-mail PDF

Aspettando Godot - Egumteatro“Morto nel mezzo
delle sue morte mosche
l'alito di uno spiffero
dondola il ragno”.
(Samuel Beckett)

Una scarpa consunta vola a picco sulla Via Francigena, al centro dello spazio archeologico dello splendido complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena: uno spazio privilegiato, quest'anno straordinariamente dedicato dal festival Voci di Fonte a Egumteatro e laLut, per la prima volta insieme per un inconsueto quanto brillante “Aspettando Godot”.

A lanciarla, a luci rigorosamente accese, sono - dal pubblico ignaro - proprio loro, Vladimiro e Estragone, qui interpretati con ironia e concretezza da Massimiliano Poli e Francesco Pennacchia,
ora classico eppur personale comico duo, tragicamente complice nel limbo dell'attesa come in quello della fame. Nient'altro che miseria, miseria sporca dalle scarpe e dalle calze bucate è infatti quella, sembrano dirci, di chi costantemente anela, desidera e spera l'arrivo di qualcosa o forse di qualcuno che, ancora, non si sa neppure se c'è. Immobile è la pausa, ossessiva e perenne nello scorrere infinito del tempo e immobili siamo anche noi, lì, su quello stesso palco, spalla a spalla con Vladimiro e Estragone, sassolini inanimati sulla riva.
Ecco allora che inaspettato, quasi salvifico, appare per un attimo dalle vetrate il folle arrivo di Pozzo e Lucky, una corsa al guinzaglio che invade i due malcapitati con una pantomima grottesca, istrionica, quasi circense in cui l'intensissima prova del Lucky Sergio Licatalosi restituisce al genio di Beckett il calore e l'immagine di una parola eternamente viva, lucida e inesauribile.
Eppure non basta. Usciamo dalla sala, rientriamo, ma Godot ancora non c'è. Solo il paradosso fa la sua comparsa per ribaltare il gioco delle parti nella ripetitiva altalena di un esistere che mai cessa di farsi domanda. Servi o padroni poco importa, quando quel che resta di Godot è soltanto il ricordo, il sogno, la desolazione di un nome.

Dirompente, la forza del pensiero di Beckett ben s'intreccia con la regia ironica, fresca e precisa di Annalisa Bianco e Virgilio Liberti, che di “Aspettando Godot” ci restituiscono un'interpretazione leggera e dinamica, debitrice, senza dubbio, di un'ottima prova attorica, in grado di fuggire i rischi della definizione e dell'impressione per lasciare naturalmente dell'originale l'autentico segno di malinconico sorriso.

ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
traduzione di: Carlo Fruttero
regia: Annalisa Bianco e Virginio Liberti
con: Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Massimiliano Poli, Angelo Romagnoli
asssistente alla regia: Amando Pinhero
costumi: Rita Bucchi
produzione: Egumteatro, laLut, Festival Voci di Fonte con il sostegno di Regione Toscana – Sistema Regione dello Spettacolo
durata: 2 h
applausi del pubblico: 2' 04''

Visto a Siena, Santa Maria della Scala, il 23 giugno 2009
Festival Voci di Fonte 2009

Hits: 3532

Commenti (3)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Danae 2015 Crowdfunding

Il Calendario di KLP

Last Seen

 

La verità vi prego sull’amore. Pommerat secondo Alfonso Postiglione

Dopo il debutto al Napoli Teatro Festival, è arrivato a Inequilibrio “La riunificazione...

 

La famiglia di Punta Corsara tra miracoli e stereotipi

Come in ogni famiglia che si rispetti vi è poi la presenza/assenza della figlia, che sapp...

 

Pugliese interpreta Giuseppe da Copertino… e spicca il volo

Il sempliciotto Giuseppe si innamora della Madonna dalla prima volta che la vede, restando...

 

Morte di Zarathustra. Teatro Akropolis alle origini della tragedia

Tipicamente accompagnato da musica, il ditirambo era recitato, suonato e danzato da un cor...

 

Family. Il corpo familiare tra memoria e scoperta

Dal lato più corto della sala grande la visione offre una panoramica estesa delle due fam...

 

Genesiquattrouno. Bruno e Villano alle prese con la fratellanza

Oltre a segnalare come la coppia dei due attori più giovani sia cresciuta in maniera espo...

 

Fibre Parallele alla ricerca di una effimera Beatitudine

C’è poi Lucia, mamma alle soglie degli ottanta, che cura il figlio Danilo, da una vita ...

 

Solo di me. Alcesti, Medea, Ifigenia dal mito allo stereotipo

Alcesti e Medea vivisezionano Ifigenia passando al vaglio ogni centimetro: “La taglia? I...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Cosa resterà di Čechov: videointervista a Carmen Giordano e Renzo Rubino

Il secondo movimento di questa sorta di polittico informale è andato in scena a Milano ne...

 

IETM 2015. Voci e immagini dal meeting di Bergamo

Più di 600 rappresentanti di strutture teatrali di tutto il mondo hanno così riempito i ...

 

Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi: tra i conflitti della storia

Per Cristicchi, una furba operazione politica, una faziosa strumentalizzazione o un capola...

 

Ero. L'abbraccio intimo di César Brie

Lo abbiamo incontrato a Milano dopo una replica del suo ultimo spettacolo, “Ero”, curi...

 

Tra i desideri spirituali di Milena Costanzo. Videointervista

Negli ultimi due anni, oltre all’attività della compagnia, ha portato avanti un partico...

 

Luoghi Comuni dal mondo. Il teatro internazionale s'incontra a Bergamo

Come nelle edizioni precedenti del festival, presentato ieri in conferenza stampa, ci sar...