Privacy Policy

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Sunday
Aug 30th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2009 Aspettando Godot. Autentico e riuscito il progetto Egumteatro/laLut

Aspettando Godot. Autentico e riuscito il progetto Egumteatro/laLut

E-mail PDF

Aspettando Godot - Egumteatro“Morto nel mezzo
delle sue morte mosche
l'alito di uno spiffero
dondola il ragno”.
(Samuel Beckett)

Una scarpa consunta vola a picco sulla Via Francigena, al centro dello spazio archeologico dello splendido complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena: uno spazio privilegiato, quest'anno straordinariamente dedicato dal festival Voci di Fonte a Egumteatro e laLut, per la prima volta insieme per un inconsueto quanto brillante “Aspettando Godot”.

A lanciarla, a luci rigorosamente accese, sono - dal pubblico ignaro - proprio loro, Vladimiro e Estragone, qui interpretati con ironia e concretezza da Massimiliano Poli e Francesco Pennacchia,
ora classico eppur personale comico duo, tragicamente complice nel limbo dell'attesa come in quello della fame. Nient'altro che miseria, miseria sporca dalle scarpe e dalle calze bucate è infatti quella, sembrano dirci, di chi costantemente anela, desidera e spera l'arrivo di qualcosa o forse di qualcuno che, ancora, non si sa neppure se c'è. Immobile è la pausa, ossessiva e perenne nello scorrere infinito del tempo e immobili siamo anche noi, lì, su quello stesso palco, spalla a spalla con Vladimiro e Estragone, sassolini inanimati sulla riva.
Ecco allora che inaspettato, quasi salvifico, appare per un attimo dalle vetrate il folle arrivo di Pozzo e Lucky, una corsa al guinzaglio che invade i due malcapitati con una pantomima grottesca, istrionica, quasi circense in cui l'intensissima prova del Lucky Sergio Licatalosi restituisce al genio di Beckett il calore e l'immagine di una parola eternamente viva, lucida e inesauribile.
Eppure non basta. Usciamo dalla sala, rientriamo, ma Godot ancora non c'è. Solo il paradosso fa la sua comparsa per ribaltare il gioco delle parti nella ripetitiva altalena di un esistere che mai cessa di farsi domanda. Servi o padroni poco importa, quando quel che resta di Godot è soltanto il ricordo, il sogno, la desolazione di un nome.

Dirompente, la forza del pensiero di Beckett ben s'intreccia con la regia ironica, fresca e precisa di Annalisa Bianco e Virgilio Liberti, che di “Aspettando Godot” ci restituiscono un'interpretazione leggera e dinamica, debitrice, senza dubbio, di un'ottima prova attorica, in grado di fuggire i rischi della definizione e dell'impressione per lasciare naturalmente dell'originale l'autentico segno di malinconico sorriso.

ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
traduzione di: Carlo Fruttero
regia: Annalisa Bianco e Virginio Liberti
con: Sergio Licatalosi, Francesco Pennacchia, Massimiliano Poli, Angelo Romagnoli
asssistente alla regia: Amando Pinhero
costumi: Rita Bucchi
produzione: Egumteatro, laLut, Festival Voci di Fonte con il sostegno di Regione Toscana – Sistema Regione dello Spettacolo
durata: 2 h
applausi del pubblico: 2' 04''

Visto a Siena, Santa Maria della Scala, il 23 giugno 2009
Festival Voci di Fonte 2009

Hits: 3571

Commenti (3)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Il Calendario di KLP

Last Seen

 

Marthaler, quel Leone d'oro che alla Biennale racconta la decadenza

La trama è piuttosto semplice: due giovani innamorati, Emmeline e Frédéric, vogliono sp...

 

Decameron. Il Boccaccio di Farneto Teatro diventa kolossal

Un impianto teatrale classico, regia pittorica e quadri eleganti. Avventure d’amore, sch...

 

I Racconti d'estate di Celestini, perso tra storie e controstorie

Sulla scena un uomo dalla straordinaria capacità affabulatoria, quella da tutti riconosci...

 

Caro George. Stabilemobile nel ritratto lacerante di Bacon

C’è la Parigi dei boulevard e delle gallerie d’arte, struggente e patinata; c’è l...

 

Il marito di Lolo. Il lato tragico più hard dell'amore

Alla fine de “Il marito di Lolo”, in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, su nove...

 

Attraversamenti. Beckett e Giacometti guidano il nuovo viaggio di Lupinelli

Della forza del teatro come testimone di un ‘hic et nunc’ altrove raro parliamo oggi a...

 

Le Metamorfosi di Fortebraccio Teatro illuminano Inequilibrio

Ha giocato di bianco e nero l’attore e regista romano, mescolando performance, danza e t...

 

Monica Faggiani: Questa sono io. Ma se la verità fosse un'altra?

Ma ad un certo punto la showgirl, in diretta tv ospite di Furio Mosca, estrae dalla borset...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Quotidiana.com: i nostri tre capitoli per una buona morte. Intervista

“L'identità politica del nostro teatro è la costante in una ricerca estetica e di ling...

 

Cosa resterà di Čechov: videointervista a Carmen Giordano e Renzo Rubino

Il secondo movimento di questa sorta di polittico informale è andato in scena a Milano ne...

 

IETM 2015. Voci e immagini dal meeting di Bergamo

Più di 600 rappresentanti di strutture teatrali di tutto il mondo hanno così riempito i ...

 

Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi: tra i conflitti della storia

Per Cristicchi, una furba operazione politica, una faziosa strumentalizzazione o un capola...

 

Ero. L'abbraccio intimo di César Brie

Lo abbiamo incontrato a Milano dopo una replica del suo ultimo spettacolo, “Ero”, curi...

 

Tra i desideri spirituali di Milena Costanzo. Videointervista

Negli ultimi due anni, oltre all’attività della compagnia, ha portato avanti un partico...