Astràgali: quando il teatro germoglia fra le terre aride

La battaglia navale n.1 (photo: Fabio Tolledi)
La battaglia navale n.1 (photo: Fabio Tolledi)

La battaglia navale n.1 (photo: Fabio Tolledi)

Un fatto è certo: quasi tutti quelli sotto i quarant’anni che fanno teatro nel Salento, o che hanno cominciato in questa terra a calcare il palcoscenico, sono passati di qua. E un altro fatto certo è che una passione come quella che anima da anni Fabio Tolledi, e con lui i promotori dell’esperimento Astràgali Teatro, si incontra di rado congiunta a una voglia di conoscere, di studiare e di impadronirsi dei meccanismi di conoscenza dell’arte del teatro sperimentale degli ultimi decenni del Novecento.

Astràgali Teatro è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d’innovazione, membro della Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures e dell’International Theatre Institute dell’UNESCO e dal 1981.

Tradizione e innovazione, fin dall’inizio. Il primo progetto di Astràgali, “Rito Tragedia Rito” (1984), è un percorso circolare di interrogazione sul teatro e le sue pratiche che fa arrivare in Puglia l’esperienza indiana di Sanjukta Panigrahi e Ragunath Panigrahi, l’Opera dei Pupi di Palermo, l’équipe “L’Avventura” di Jerzy Grotowski, studiosi del teatro di tutto il mondo, critici e osservatori.
Con l’arrivo di Fabio Tolledi, scrittore, poeta e drammaturgo, il ricercare si è declinato sul versante del teatro poesia, definito “pratica del bordo”, l’unica che possa riuscire a far parlare le molte voci della post-modernità, facendo del teatro quello spazio dove il lavoro dell’attore può incontrare lo sguardo dello spettatore, una pratica di conoscenza.

Nell’ultimo quinquennio, con “Teatri di guerra – pratiche di pace” prima, e “Le rotte di Ulisse – per una critica della violenza” poi, sostenuti anche dalla Unione Europea, l’indagine si è spostata via via sui temi del conflitto e della convivenza, con lavori che hanno coinvolto tutti i paesi del Mediterraneo (il progetto “War Gifts”), fino alle due iniziative di cui siamo stati spettatori in un bellissimo weekend di agosto nelle cornici del teatro romano di Lecce e del litorale salentino. Sono il progetto internazionale “Persae” e “Lysistrata (roads and desires)”, primo studio sull’oscenità del potere.
Il primo lavoro è liberamente ispirato a “I Persiani” di Eschilo e “Quattro ore a Chatila” di Jean Genet; attualizzando il destino del naufragio e della frontiera, porta lo spettatore a vivere un solitario naufragio, a sentirsi parte della tonnara in cui l’umanità precipita senza sosta da millenni, dove l’alternarsi di vittima e carnefice è solo questione di tempo e l’odore di sangue, sudore e chicchi di melograno calpestati riempie l’aria dell’immaginario con forza.

Per “Lysistrata”, spettacolo ancora in elaborazione per la complessità di amalgamare nell’atto performativo giovani di esperienze così differenti, il percorso su Aristofane si è avvalso della collaborazione di Benedetta Zaccarello, giovane filosofa e ricercatrice del CNRF di Parigi, conoscitrice di molti dei temi di indagine su cui Astràgali lavora, e in particolare gli autori di studi al limite fra antropologia e semiotica come Merleau Ponty e George Lapassade.

Passare tre giorni con questo gruppo, così aperto alla multietnicità e alla conoscenza, è stata un’esperienza rara. Cerchiamo di restituirne l’atmosfera attraverso le parole di Tolledi e le immagini dei due spettacoli.

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