Dal Naviglio a Corsico, le passeggiate teatrali di Comteatro

Photo: Federica Frigo
Photo: Federica Frigo

La periferia dolceamara e i suoi vuoti esistenziali. Sogni dimezzati, bisogni disincantati. Slanci a volte velleitari tra anonimi palazzoni.
Corsico, 35 mila abitanti a sud-ovest di Milano, negli anni successivi all’unità d’Italia era un villaggio di neanche 1500 anime. L’espansione avvenne nel secondo dopoguerra, con la popolazione che raddoppiava di decennio in decennio: 9 mila abitanti nel ’51, 19 mila nel ‘61, 37 mila nel ’71.
Nei primi anni Ottanta Corsico superò la soglia dei 40 mila abitanti. Ancora adesso è il centro più urbanizzato del milanese. Le fabbriche della carta e della vetroceramica, varie attività di tipo commerciale, vi attirarono immigrati prima dal Veneto e dal bergamasco, poi dal Meridione. La città vide negli anni Ottanta anche una forte infiltrazione della ‘Ndrangheta, con il traffico di eroina e coca, e la gestione di appalti e subappalti nel settore edilizio. Infine i nuovi immigrati, da Romania e Ucraina, Egitto e Senegal, Filippine e Sri Lanka. E ancora Perù, Ecuador, Cina, Albania.

Corsico, la sua macrostoria e le microstorie attorno al Naviglio Grande. Il fiume la divide e la unisce. Piccole rivalità non ledono il senso di comunità.
Corsico è ormai attaccata a Milano. Lentamente la metropoli l’ha assorbita. L’ha compressa nella morsa fra tangenziale e Lorenteggio, il quartiere che negli anni Settanta pullulava di cellule delle Brigate Rosse.

A narrare Corsico è uno spettacolo itinerante che la compagnia locale Comteatro ha realizzato con il sostegno della Fondazione Cariplo. “Atlante di Corsico: passeggiata teatrale nel cuore della città” è il primo risultato del progetto “Fermata Corsico”, che nasce dall’esigenza di creare una connessione attraverso il teatro.
“Atlante di Corsico” scaturisce da una serie d’interviste finalizzate a coinvolgere i cittadini. Giovani, anziani, abitanti dell’ultima ora o radicati nel territorio da generazioni hanno lasciato la propria testimonianza producendo isole narrative che, come un arcipelago, tracciano l’anima della città.


Comteatro ha selezionato e rielaborato il materiale registrato in una drammaturgia unitaria. Poi l’ha riversato in un’audioguida, sul modello dei Rimini Protokoll. Ne sono nate due passeggiate teatrali – modalità molto in voga negli ultimi anni – alla scoperta di una città svelata e segreta.

Photo: Federica Frigo

Photo: Federica Frigo

“Passeggiata del sogno” (con gli attori Claudia Marsicano, Alessandra Giglio, Emanuele Simonini, Francesca Biffi, Erica Giovannini e Riccardo Dell’Orfano) è un viaggio dalla pienezza del centro al vuoto dell’ex area Pozzi, sede di capannoni industriali abbandonati. Fonde in un orizzonte immaginifico passato e presente, con i ricordi degli anziani che si stemperano nei desideri dei nuovi immigrati.
“Passeggiata dell’acqua” (proposta nei giorni successivi, con Elisa Rossetti, Antonio Brugnano, Eleonora Iregna, Benedetta Marigliano, Enrico Ballardini, Umberto Banti) sembra invece raccogliere i ricordi conservati dal Naviglio come cerchi concentrici liberati da un sasso nello stagno. La passeggiata muove proprio dal Naviglio Grande, attraversa l’ex area Burgo, conduce fino al bar Stella. Immersi nelle suggestioni dell’acqua, i ricordi della città e degli abitanti si fondono alle suggestioni di noi spettatori, muniti di cuffie dalle luci azzurre. Nel cuore della notte, le nostre scie luminose formano una galassia.
Carola Boschetti, ideatrice del progetto, ha disegnato gli itinerari. Fernanda Calati ha costruito la drammaturgia armonizzando le interviste, focalizzando la relazione tra uomini e luoghi. Claudio Orlandini ha scelto gli attori e ha curato la regia, inserendo brevi scorci teatrali come graffi emozionali, da portarsi dietro lungo il cammino.

Nella drammaturgia si intravede il Calvino delle “Città invisibili”, di “Marcovaldo”, delle “Lezioni americane”. La letteratura si aggancia alla storia. Le voci degli abitanti si mescolano a quelle degli attori. Il collante sono le musiche di Gipo Gurrado. La colonna sonora è anch’essa voce della città. Esprime emozioni, sogni, ansie, scelte, desideri. Il dialogo tra musica e drammaturgia dà slancio alla narrazione. L’artificio teatrale viene superato. Il pubblico diventa protagonista. Il confine tra cronaca e immaginazione si sfilaccia. I colori e gli odori della notte creano un’esperienza multiforme. Percorriamo la città ignota, il suo passato di lavoro e umanità, le fatiche, i dolori, le angosce, l’amore, la gioia, la morte.

Parafrasando al contrario “Anna Karenina”, viene da pensare che il centro di ogni città luccica in modo diverso, ma le periferie si assomigliano tutte. È la sensazione di Alessandra Errico, vicentina di passaggio a Milano, spettatrice quasi per caso: «Ho scoperto una città che diventa simbolo di tutte le città. Palazzi altissimi rinchiudono esistenze, materializzano la voglia di andare oltre, di superare il silenzio e le diversità. Lo spazio ci fa sentire soli nella notte, ma ci spinge anche a cercare gli altri per fugare la paura. Ho scoperto un fiume che unisce e divide allo stesso tempo, che scorre nei ricordi e nel presente. E ho riscoperto un po’ di me stessa mentre camminavo: i miei traslochi, le mie fughe, i miei ritorni, le mie lacrime e i miei sorrisi, i miei successi e le mie rinunce. In questa esperienza c’era davvero tutto quello che il teatro davvero può fare».

ATLANTE DI CORSICO – Passeggiata teatrale nel cuore della città
Progetto a cura di Carola Boschetti
Drammaturgia a cura di Fernanda Calati
Suono a cura di Gipo Gurrado
guide in passeggiata David Alessandro Bonacina e Davide del Grosso
Regia di Claudio Orlandini
Produzione Comteatro
Con il sostegno di Fondazione Cariplo

PASSEGGIATA DEL SOGNO
Con Claudia Marsicano, Alessandra Giglio, Emanuele Simonini, Francesca Biffi, Erica Giovannini e Riccardo Dell’Orfano

PASSEGGIATA DELL’ACQUA
Con Elisa Rossetti, Antonio Brugnano, Eleonora Iregna, Benedetta Marigliano, Enrico Ballardini, Umberto Banti

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