I piccoli fallimenti delle Ariette attorno al tavolo di Play with Food

Cardea e Barbato con le Ariette (photo: Mario Ruggiero)
Cardea e Barbato con le Ariette (photo: Mario Ruggiero)

A volte è sano e produttivo fermarsi per ritrovare nuove energie. Così è stato per Play With Food, il festival torinese di teatro e arti performative dedicato al cibo che ha presentato a Torino la sua 7^ edizione dopo una pausa riflessiva di quasi due anni. Un festival che a giugno si è intrecciato alle Colline Torinesi senza timori reverenziali, anzi costruendo proficui momenti condivisi.

Con la cura appassionata di Davide Barbato e Chiara Cardea, Play With Food ha lavorato per costruire attorno a sé una cospicua rete di sponsor privati, a conferma di uno spirito che guarda alla cultura in modo imprenditoriale e dinamico, senza troppi piagnistei e con tanta volontà di esserci.

Assolutamente unica nel suo genere è stata anche la conferenza stampa di presentazione che, nella nuova sede delle ‘storiche’ Pastiglie Leone, a Collegno, ha regalato una indimenticabile visita allo stabilimento: a chi c’era rimarrà a lungo nella memoria l’idea di essere entrati nella “fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl.


Il programma di PWF dall’11 al 17 giugno ha proposto appuntamenti in location diverse delle città: dal Teatro Vittoria (apertura con “Carne” di Frosini/Timpano) a Palazzo Birago di Borgaro, dal Circolo dei Lettori al Polo del ‘900, per passare dal Cinema Classico al Caffè Moderno (tra gli sponsor della manifestazione). Il tutto condito con ottimi appuntamenti culinari: aperitivi, colazioni, merende…

L’edizione del festival ha fatto parte del calendario degli eventi off di Bocuse D’or, la competizione mondiale di alta cucina ideata nel 1987 dal padre della Nouvelle Cuisine Paul Bocuse per promuovere la professionalità dei cuochi, una specie di “olimpiade” degli chef.

Presi per la gola, ci soffermiamo oggi sull’appuntamento “Attorno ad un tavolo. Piccoli fallimenti senza importanza” del Teatro delle Ariette, nuovo lavoro che completa la loro biografia “La vita attorno a un tavolo” (titolo anche del volume a cura di Massimo Marino, pubblicato per Titivillus lo scorso anno).

E’ una storia, quella di Paola Berselli, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini, che inizia oltre vent’anni fa, e porta con sé migliaia di repliche in tutta Europa. L’avventura teatrale si intreccia a doppia mandata con la loro vita: dal 1989 Paola e Stefano conducono l’azienda agricola nel podere che dà il nome all’associazione: Le Ariette, in provincia di Bologna.

La poetica della Ariette si può riassumere in questa loro dichiarazione: “Abbiamo sempre lavorato spinti dalla necessità e dal desiderio di portare il teatro contemporaneo nei luoghi della vita, della quotidianità, dove le persone si incontrano intimamente e si conoscono. Il teatro ci aiuta a coltivare il senso della comunità, ci spinge a riflettere sulla nostra storia e il nostro futuro, ci fa emozionare […] quando attori e spettatori sono così vicini da confondersi in un’unica entità”.

Ecco allora che, attorno al tavolo imbandito nel cortile del suggestivo Palazzo Birago, una trentina di commensali prendono posto. Ed è bello vedere facce nuove, constatare la capacità di certi eventi di attirare un pubblico non solo di addetti ai lavori.

Dagli iniziali sguardi diffidenti e dai sorrisi stentati, a mano a mano che il tempo passa ci si ritroverà come amici attorno ad un tavolo. Perché la potenza delle Ariette sta proprio in questo: la loro concezione di teatro passa attraverso la condivisione di un momento in cui ci si emoziona insieme, si dimentica di essere spettatori e ci si ritrova “a casa”.

Paola, Stefano e Maurizio preparano la nostra cena, ci servono e si raccontano, come davvero fossimo amici stretti, con naturalezza e confidenza. E narrano quel loro mondo fatto di terra, animali, verde e fatica attraverso momenti che commuovono: come la lettera d’amore letta da Paola, o il racconto del clown che sfida il plotone di esecuzione. Piccoli fallimenti, inquietudini della vita raccontati senza drammatizzare e anzi col sorriso.

Guardare gli altri commensali è anch’esso uno spettacolo. L’iniziale imbarazzo sparisce per far posto al passaggio del cibo, al versarsi il vino, ai “grazie” scambiati. L’iniziale immobilità è spazzata via dalla “cura” in cui ci sentiamo immersi.
Si torna alla terra per ritornare tutti, insieme, ad un concetto “puro” di condivisione. Complice, ovviamente, il cibo: il formaggio e la focaccia, l’humus di zucchine insieme a quel ravanello che Paola ci consegna ad uno ad uno con una carezza. Per finire con le tagliatelle, il must delle Ariette: Stefano passa attorno a noi per tagliare la pasta già pronta sui tavoli di servizio: il gesto diventa rito e vi assistiamo in religioso silenzio.

Finiamo la cena con la sensazione di non aver assistito a qualcosa, ma di essere stati protagonisti pur senza essere stati tirati a forza su un palco. Non abbiamo avuto il nostro momento di gloria personale ma abbiamo vissuto qualcosa che ci ha reso un po’ diversi, che ci ha “costretto teneramente” a stare insieme, sporchi di sugo e con gli occhi lucidi. Attraverso un gesto di teatro che avvicina al teatro senza retorica o stratagemmi melensi.

Proprio nell’ottica di un teatro di comunità, fatto dai cittadini per i cittadini, dal 4 luglio al 1° agosto, nelle cinque piazze di Valsamoggia Monteveglio (BO), le Ariette presenteranno “Un’Odissea in Valsamoggia”, spettacolo in cinque puntate tratto dall’Odissea di Omero con la partecipazione dei cittadini di Valsamoggia: a cadenza settimanale, ogni mercoledì alle 20, le Ariette proporranno un’occasione (a ingresso libero) per incontrarsi, divertirsi e riflettere insieme sulla storia e i viaggi di Ulisse, i suoi incontri e le sue avventure, “per domandarci chi siamo oggi e dove stiamo andando”.

ATTORNO A UN TAVOLO Piccoli fallimenti senza importanza
di Paola Berselli e Stefano Pasquini
con Paola Berselli, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini
audio e luci Massimo Nardinocchi
scenografia e costumi Teatro delle Ariette
segreteria organizzativa Irene Bartolini
ufficio stampa e comunicazione Raffaella Ilari
regia Stefano Pasquini
produzione Teatro delle Ariette 2018

Visto a Torino, Palazzo Birago di Borgaro, il 14 giugno 2018

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