Aware di Gommalacca Teatro diventa libro. E Matera ricorda l’anno come Capitale della Cultura

Un momento della presentazione del libro a Matera
Un momento della presentazione del libro a Matera

Diceva Freud che il sogno rappresenta il mito dell’individuo, mentre il mito è il sogno collettivo dell’umanità alla ricerca delle proprie origini. Questo è stata “La nave degli incanti”, progetto di Gommalacca Teatro per Matera Capitale Europea della Cultura 2019: una condensazione di sogni individuali e memoria condivisa. Quel percorso di arte, ricerca-azione, dialogo con la cittadinanza e le istituzioni su tre livelli (locale, nazionale, europeo) ha coinvolto oltre 400 persone tra cittadini, ricercatori, artisti e tecnici. Ha generato una storia tra fiaba e leggenda che partiva dal sogno di una bambina di nove anni, Sofia, interpretata da Sara Larocca, e diventava teatro di comunità.

L’input iniziale è stato il cosiddetto Serpentone nel rione Cocuzzo di Potenza: un quartiere disagiato degli anni Settanta, costituito da due file di palazzoni alte 14 piani e lunghe 750 metri. In questo quartiere, soprannominato dai suoi stessi abitanti “il Bronx”, c’è una nave di cemento progettata dall’architetto spagnolo Enric Miralles e poi lasciata incompiuta perché subito diventata sinonimo di spreco e disfunzionalità. La Nave di Miralles aveva scalzato una pineta e tolto aria e luce agli appartamenti attigui.

Davanti alla Nave ha sede Gommalacca, compagnia fondata dalla barese Carlotta Vitale e dal napoletano Mimmo Conte, recentemente riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le imprese di teatro d’innovazione nell’ambito della sperimentazione e del teatro per l’infanzia e la gioventù. Gommalacca ha vinto un bando per Matera 2019 trasformando – idealmente e fisicamente – l’opera di Miralles in una nave a moduli in plexiglass e metallo che, viaggiando su ruota, ha unito i due capoluoghi lucani passando per Castelmezzano, Garaguso e Ferrandina. Sulla Statale Basentana, tra il 7 e il 21 luglio del 2019, hanno preso vita i miti legati alla Basilicata, alle comunità interne di una regione dove spiritualità e magia, vita e morte, si coniugano in una cornice che rimanda all’inconscio collettivo.

S’intitola proprio “Aware. La nave degli incanti. Progettare e realizzare idee e sogni d’arte collettiva oggi” il libro miscellaneo curato da Renzo Francabandera, Elena Lamberti e la stessa Vitale per ricordare quell’esperienza. Uscito a fine 2020 per i tipi di Editoria & Spettacolo, il volume (270 pagine, euro 18) è stato presentato sabato 24 luglio alla Martella (Matera), in occasione di “Nessuno Resti Fuori Festival” rassegna di teatro, città e persone organizzata da “IAC – Centro Arti Integrate”.

Il libro è interessante non solo perché sviscera il progetto “Aware” dalla A alla Z, soffermandosi su obiettivi, strategie, risultati ed errori con onestà e senso critico, ma anche perché evidenzia un modo di lavorare fuori dal comune. “Aware” (parola che significa “incantamento”, ma anche “consapevolezza”) è nata interrogando le comunità attraversate (Potenza, Albano, Calciano, Garaguso, Oppido Lucano, Ferrandina, Matera), coinvolte in un’operazione faticosa e illuminante di brainstorming, circle-time, maieutica reciproca, giochi di ruolo. Ha messo in contatto gli abitanti di tre generazioni, ognuna con il proprio corredo di ricordi, immaginari e proiezioni. Ne è scaturita una notevole mole di materiale drammaturgico (selezionato e orchestrato da Riccardo Spagnulo), ma anche la ridefinizione di una memoria individuale e collettiva capace di rilanciare un’utopia dei luoghi percorsi.

“Aware” è un lavoro di creazione in cui parole, corpi e luoghi ridisegnano il paesaggio, protagonista dell’opera e non semplice sfondo naturalistico. Gli artisti diventano carne del paesaggio, rimbalzandone le emozioni agli spettatori, liberi di decidere il proprio livello di coinvolgimento.
Di là dalla difficoltà oggettiva di gestire la macchina scenica nei suoi aspetti essenziali di drammaturgia, regia e performance, resta la valenza politica di questo teatro, attivatore di buone pratiche all’interno della polis, capace di creare partecipazione, inclusione e cittadinanza.
Lo spettatore non si limita a guardare lo spettacolo come prodotto culturale ma, accompagnando il progetto nelle varie tappe, partecipa delle esperienze narrate, abbandona la distanza critica, e può scegliere di diventare parte integrante del viaggio. Soprattutto si trasforma in esploratore, perdendosi tra le bellezze della Lucania: dune chiare che si sbriciolano sotto gli agenti atmosferici, mulattiere tra sentieri scoscesi, cime, boschi e vallate, mura megalitiche scavate nella roccia sotto il volo tortuoso dei falchi.

Nel progetto di Gommalacca erano coinvolti attori e comparse scelte nei posti raggiunti dalla Nave degli Incanti. All’invito hanno risposto mille persone di tutte le età, che hanno prodotto 300 disegni e materiali creativi confluiti in cinque libri digitali. Sono emersi i valori della terra: l’amicizia e l’amore, la compassione, la tolleranza, la solidarietà. È apparso il legame viscerale con un retroterra sacro e magico.

I frammenti della storia tra romanzo di formazione, fantasy e mito a tratti sembrano avvolti da una nuvola di fumo impenetrabile per chi segue le tappe isolate del viaggio. “Aware” è in ogni caso un progetto riuscito perché evidenzia il potere dell’arte di trasfigurare la realtà. A riconoscerlo sono anche i critici teatrali (Laura Bevione, Maria Dolores Pesce, Ilena Ambrosio, Nicola Delnero, Chiara Calpini, Roberto Rizzente, Lucia Medri) coinvolti – con chi vi scrive – nella stesura del libro.

“Aware” esprime il sogno come elemento di metamorfosi, il teatro come occasione d’incontro e dialogo con le comunità, per sondare spazi e archetipi. Lasciando tracce che si spera siano raccolte anche dalle istituzioni. Addolora, a tal proposito, che il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi abbia tagliato drasticamente i fondi destinati alla Cultura proprio all’indomani di Matera Capitale. Le celebrazioni passano, le cattive amministrazioni restano. Resiste dunque, per una certa politica, la mistificazione malefica per cui «con la Cultura non si mangia».

AWARE – La nave degli incanti. Progettare e realizzare idee e sogni d’arte collettiva oggi
a cura di Renzo Francabandera, Elena Lamberti e Carlotta Vitale
Editoria & Spettacolo (collana Visioni)
Spoleto 2020
Pagine: 270 p., ill. , Rilegato
EAN: 9788832068276

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