Bane. Joe Bone talento inconsapevole in un crime movie da guinness

Bane (photo: whiteboneproductions.com)
Bane (photo: whiteboneproductions.com)

Bane (photo: whiteboneproductions.com)

E’ indubbio che le produzioni che escono trionfanti dai festival internazionali suscitino naturale curiosità in un panorama un po’ asfittico e provinciale come quello italiano.
Quando poi su ‘The Guardian’ si legge: “E’ una fantastica ora di teatro comico che si diverte tra tutti i segni distintivi del genere e riesce a coniugare un senso di thriller cinematografico da grande schermo con l’assenza di materiale scenico. Mi ha colpito come una sorta di pitch, di lancio di 60 minuti, di quello che potrebbe essere il miglior crime movie mai realizzato”, la curiosità nasce spontanea.

Bisogna quindi dire grazie alla residenza di Aia Taumastica presso la Torre dell’Acquedotto di Cusano Milanino se abbiamo potuto assistere in Italia a “Bane“, spettacolo scritto e interpretato dall’attore inglese Joseph Bone accompagnato da Ben Roe alla chitarra. Attraverso un linguaggio semplice fatto di abilità umoristiche e rumoristiche, ad una ingenuità primitiva del talento che lo interpreta, porta in scena con niente un vero e proprio crime movie con un montaggio degno di Tarantino, fra garage, flash back, inseguimenti e trovate irresistibili.

La grandezza di questa theatrical comedy è proprio nella naturalezza con cui si aggira fra le migliori parodie dei generi cinematografici e degli stili a cui attinge, appoggiandosi su una colonna sonora eseguita dal vivo.

Joe Bone è poco più che ventenne. Si capisce che è un talento inconsapevole. E questa sua inconsapevolezza è nella semplicità con cui guarda il mondo, in questo suo primo viaggio fuori dall’Inghilterra, e di come ci racconta dell’origine dello spettacolo, buttato lì sul divano con la propria ragazza a guardare un film e iniziando poi a fare le vocine. Prima cinque minuti per una replica a scuola, poi venti per un concorso di periferia, poi qualcuno si accorge di lui e gli propone… ma perché non Edimburgo?
E ora siamo al paradosso che, dal divano di casa, questa ridda di personaggi da b-movie sta per entrare nel guinness dei primati e, con loro, il loro ideatore e unico interprete. Dopo aver sbancato il botteghino del Fringe Festival di Edimburgo con “Bane 1” e “Bane 2”, a breve (e per un’unica serata) i due spettacoli saranno fusi in un solo show. E per la prima volta nella storia del teatro un solo interprete darà vita a ben 79 personaggi nello stesso spettacolo.

Potrebbe sembrare un’inutile smargiassata e invece nella trama tutto fila, è proprio tutto incastrato. Non c’è pretenziosità in questo lavoro. E’ un talento lui e una genialata il suo prodotto, semplice ma efficace. La classica dimostrazione che con una buona idea si può fare molta strada, creando delle possibilità dal nulla. Peccato averlo visto per sole tre repliche in Italia.
A Cusano i ragazzi di Aia Taumastica hanno l’occhio lungo e anche l’anno scorso ci avevano portato lo straordinario Polaris. E’ inutile dire come la compagnia italiana paghi, dal punto di vista della visibilità, lo scotto di essere alla periferia della metropoli, nel mare magnum dell’offerta milanese. Ma questo non inficia il lavoro serissimo che da anni svolgono per sé e per il territorio. La replica di “Bane” è stata l’occasione anche per parlarne con Raffaella Bonivento e Max Cividati a margine della divertente intervista a Joe Bone.