Beckett Box. Le immagini beckettiane di Teatropersona

Beckett Box
Beckett Box

Beckett Box (photo: teatropersona.it)

Era molto tempo che attendevo di vedere lo spettacolo di Teatropersona.
Sono amante di Samuel Beckett, corrispondente di Krapp non a caso, e mi era capitato di raccogliere le immagini della compagnia romana, di vedere il promo dello spettacolo, e l’aspettativa era alta.
Premetto questo perchè, mai come in questo periodo, mi accorgo di quanto l’aspettativa influenzi la mia visione di uno spettacolo.

“Beckett box” è un viaggio magico dentro ai simboli beckettiani, una scatola polverosa dove gli oggetti diventano più importanti degli attori, la parola scompare, lasciando posto alle didascalie dei testi.

In scena un vecchio e due figure aliene, nel senso etimologico del termine (ossia, che non sono dei nostri), rievocano situazioni di vita e relazioni, con gesti precisi e luci suggestive.

Ho visto Beckett in scena, o Krapp, o forse Belacqua, e i suoi personaggi e le sue “cose” animarsi, come galleggianti nella sua mente, tra la polvere dei ricordi e delle cose passate, già scritte, regalate ad altri.
Ho visto il dolore della sua solitudine e l’incapacità dei suoi personaggi a prendere vita, manipolati dalla mente come manichini.

L’aspettativa, si è detto, era alta, e ancora una volta questo gioca a svantaggio dello spettacolo, poiché oltre alle immagini, agli innumerevoli simboli e alle deliziose trovate sceniche della compagnia, sento che mi manca qualcosa. Come se Teatropersona mi avesse permesso di entrare a piene mani nella poetica beckettiana senza però aggiungere altro al già noto, con il timore di trattare una materia infuocata senza sporcarsi le mani, senza azzardare una personale visione del testo, a costo di tradire l’autore.

Consiglio: da vedere comunque.

BECKETT BOX
regia: Alessandro Serra
con: Gianni Bonavera, Valentina Salerno, Marco Vergati
prodotto da: Teatropersona in co-produzione con il C.T.A. di Gorizia
con il contributo di Armunia

durata: 55’
applausi del pubblico: 1’ 42”

Visto a Bologna, Teatri di Vita, il 27 febbraio 2009

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