Beckett e il concetto di corpo

Samuel Beckett visto attraverso l'obiettivo di Henri Cartier-Bresson

Samuel Beckett visto attraverso l’obiettivo di Henri Cartier-Bresson

Il sito www.filosofia.it mette a disposizione il testo di Loretta Pistilli “Un’analisi di alcune opere di Samuel Beckett attraverso il concetto di corpo”.
Venti pagine di indagine che passano per alcuni testi del celebre e prolifico autore, a partire da “Tutti quelli che cadono” (“All that fall”), primo radiodramma scritto da Beckett nel ’56 per la Bbc, fino a “Lo spopolatore” (“Le dépeupleur” – “The lost ones”, del 1970).


“Emergendo dalle cavità più profonde del corpo, la voce rivela il varco che la coscienza si apre attarverso la rete dei falsi valori e delle false credenze, la cui pretesa di razionalità si risolve nella condanna dell’esistenza aii’inautentica ritualità di giorni senza senso, mentre lo sgretolamento del sé costruito in risposta alla domanda esterna porta alla luce autentici brandelli di vita dolorosa. Nel flusso di coscienza, in cui si alternano la parola e il gesto, appare prepotente il desiderio d’amore di tutta una vita che, non potendo coincidere con la realtà vissuta, fa di Maddy Rooney la vittima di un bisogno impossibile da soddisfare”.

TESTO COMPLETO


 

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