Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Monday
Sep 22nd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2011 I brutti, sporchi e cattivi di Egumteatro

I brutti, sporchi e cattivi di Egumteatro

E-mail PDF

Monica DemuruImmersa e imprigionata nel degrado della periferia di Cagliari, in un mondo alla deriva, dove non c’è spazio per il sogno, dove non sembrano esserci attimi di quiete nei quali si possa stare a galla a respirare una boccata d’aria e speranza, una bambina di dodici anni osserva il mondo. Sopravvive e scruta la fauna di personaggi degradati, emarginati, immersi in una spietata e morbosa sessualità che tutto pervade e tutto inquina. Ma la piccola possiede la forza del sogno, ha una capacità di sopravvivenza fatta di banali speranze di successo da rockstar, in un condominio che sembra non avere pareti e dove tutti sanno tutto di tutti.

In “Bellas Mariposas”, in scena a Inequilibrio 2011, Monica Demuru offre una intensa rappresentazione, riuscendo a creare una figura in bilico tra speranza e mera cronaca, un’osservatrice distaccata e spietata di una palude di tremendi avvenimenti che le accadono attorno in un clima di violenza, disillusione e disincanto, da dove è impossibile fuggire, e dove il nemico si annida – come spesso accade – proprio in famiglia.

Il testo di Sergio Atzeni è duro, pur concedendo piccoli spazi all’ironia, brevi attimi di respiro. E la bambina, la farfallina come è definita nella presentazione del lavoro, riesce a compiere piccoli voli e si ritaglia anche frammenti di un quotidiano adolescenziale normale, fatto di innamoramenti, sogni di matrimonio e di un futuro migliore.

La bellissime scene di Paolo Bruni, che simbolicamente richiamano un ambiente periferico precario, fatto di impalcature intarsiate da lacerti domestici quali porte, scalette, lavabi, offre un ambiente evocativo che contribuisce a ricreare un’atmosfera che d’impatto riassume e fa toccare con mano il degradato ambiente. E che ci riporta a certe atmosfere dell’intenso film di Ettore Scola del 1976, “Brutti, sporchi e cattivi”, che aveva per protagonista uno straordinario Nino Manfredi.

Convincente anche l’uso dello spazio scenico, la scelta registica di inserire piccole pause che lasciano allo spettatore momenti di riflessione, di possibilità di sopportazione di questo schiacciante mondo marginale, che pare così lontano ma che invece ci circonda e costituisce parte integrante del nostro oggi. Il tutto simboleggiato dal progressivo avvicinamento che la protagonista compie durante lo svolgersi dello spettacolo, fino al sereno (?) finale, un sonno dolce su un materasso posto al bordo del proscenio.

Si rimane in bilico tra rabbia e amore, come indica il sottotitolo, ma non c’è abbandono, non c’è resa al male; bensì ancora capacità di sogno, speranza, conforto, anche in universi abbandonati e dimenticati dagli uomini e da Dio, che risuonano nella mente dello spettatore quasi avesse toccato con mano, lui per primo, tutto questo imbarbarimento.

Bellas mariposas. Ovvero Musica di parole per amore e per rabbia
da Sergio Atzeni
con: Monica Demuru
regia: Annalisa Bianco
scene: Paolo Bruni
luci e suono: Andrea Guideri
in coproduzione con Armunia
in collaborazione con La città del Teatro di Cascina
con il sostegno di: Regione Toscana-Sistema Regionale dello Spettacolo
durata: 1h 11'
applausi del pubblico: 2' 25''

Visto a Castiglioncello (LI), festival Inquilibrio, il 6 luglio 2011

Hits: 2136

Commenti (1)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Incanti - 21a edizione @ Torino, 4-11 ottobre

Last Seen

 

ABC: la parola si libera dagli stereotipi, e nel gioco trionfa

Ce ne sono tanti, di questi trucchetti verbali, e senz'altro non solo nel mondo del teatro...

 

Zaches: a Short Theatre il fascino dell'idiozia e gli abissi della visione

Il ciclo di opere murarie del pittore spagnolo, “nere” tanto per scelte cromatiche qua...

 

Sette ore di spettacolo 'libero': è il Ballet di Marie-Caroline Hominal

La giornata di cui parla Marie-Caroline sono sette ore ininterrotte di spettacolo in cui s...

 

Marcelo Evelin a La Bâtie. Sei pronto a entrare nel ring per affrontare la paura?

Dentro il ring attendono cinque corpi nudi, completamente ricoperti di nero, così da far ...

 

Sosta Palmizi sulla Felicità, tra miele e natura

Nulla di più parossistico se questa ricerca viene ritratta scucendo i confini sociali, ge...

 

Gogol e Koreja per un Matrimonio pop

L’idea di questo progetto – racconta il regista – nasce dalla frequentazione dei pae...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Sharon Fridman: le verità del corpo per riscoprire le nostre radici. Videointervista

Le une e le altre, estranee, hanno condiviso uno spazio, un tempo e un luogo, sia geografi...

 

Pergine Spettacolo Aperto, un quarantenne contemporaneo

 

Emma Dante: il teatro e la morte. Intervista

 

A Torino la Cavallerizza è tornata Reale

Ne abbiamo parlato con Maria Edgarda, portavoce per noi di Cavallerizza 14:45, assemblea ...

 

Di lavoro a teatro. Buon 1° maggio!

"Tu (non) sei il tuo lavoro" di Rossella Pastorino per la regia di Sandro Mabellini, un te...

 

A tu per tu con Arlecchino. Intervista a Ferruccio Soleri

Ferruccio Soleri Carlo Fava, Folco Orselli, Claudio Sanfilippo e Massimo Genchi racco...