La 40^ Biennale di Venezia premia Irene Papas e saluta Scaparro

Winter Gardens
Winter Gardens

Winter Gardens (photo: labiennale.org)

Con la 40^ edizione del Festival Internazionale del Teatro si conclude l’esperienza di Maurizio Scaparro alla guida della sezione teatrale della Biennale di Venezia. Fino all’8 marzo, la laguna ed altre località come Mestre, Marghera e Treviso ospiteranno i lavori di artisti che, nonostante origini e radici culturali differenti, confluiranno in un unico tema centrale e dominante i due anni condotti da Scaparro: il Mediterraneo.

A simbolo della cultura mediterranea, verrà assegnato oggi, durante l’inaugurazione del festival al Teatro Piccolo Arsenale, il Leone d’oro alla carriera all’attrice greca Irene Papas. Nella motivazione che attribuisce il riconoscimento all’attrice si legge: “Irene Papas è una delle più note artiste europee che in 50 anni di carriera si è misurata in ruoli femminili importanti in teatro e nel cinema (molti della tragedia classica), diventando per tutto il mondo portavoce e simbolo della cultura mediterranea, l’incarnazione stessa della forza tragica greca. Con straordinari esiti artistici, Irene Papas si è inoltre dedicata alla regia teatrale e ultimamente alla formazione dei giovani, nell’ideazione e Direzione delle Scuole d’Arte di Atene, Sagunto e Roma”.

Per quanto riguarda gli spettacoli, apertura affidata al progetto di Stefano Valanzuolo e Davide Livermore legata all’operetta di Bernard de Zogheb “Le sorelle Brontë”, e al Teatro de la Abadîa di Madrid con una personalissima rivisitazione dell’Arlecchino goldoniano in veste magrebina.
Da segnalarsi, nell’arco delle due settimane di festival, l'”Otello” dei veneziani Pantakin, che caleranno la tragedia shakespeariana in un contesto da Commedia dell’Arte; il progetto di Popolizio e Ricci/Forte che condurrà ad una versione scenica del “Ploutos” di Aristofane attori laziali e veneti selezionati dal recente Laboratorio Internazionale del Teatro; ma anche “Winter Gardens”, una produzione della Biennale, Berliner Festspiele e Bitef diretta da Nikita Milivojevic; il lavoro di Driss Rokh, figura di spicco della drammaturgia marocchina con il suo Teatro Nazionale Mohamed V, e l’Antigone, qui presentato nella sua versione definitiva, del Teatro del Lemming di Rovigo guidato da Massimo Munaro.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *