Transition Times. Massimo Giovara tra profezie millenarie e decrescita

Transition Times - Massimo GiovaraNella suggestiva e intima cornice dell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli, è stato presentato nel fine settimana il “progetto speciale” di Massimo Giovara, eclettico perfomer noto nei circuiti torinesi e nazionali.
Lo spettacolo, ospitato dal festival Il Sacro attraverso l’Ordinario promosso da Il Mutamento Zona Castalia e giunto alla XVIII edizione, costituisce la seconda fase del “Blind Movie Transition Times”, presentato qualche giorno fa al centralissimo Blah Blah.

Giovara, performer di “confine”, sceglie quindi delle zone “liminali” per farne non solo una nota stilistica bensì un importante perno tematico (il confine tra due epoche) dell’intera performance.
“Transition Times – reading” è appunto un reading concert concepito per due attori (Giovara insieme a Guendalina Tondo, in scena sempre fissi dietro due grandi leggii) e una band (Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo).
Questa forma spettacolare, scelta non inedita per Giovara, viene dunque ripresa anche in questa occasione e viene indicata come modello performativo “ibrido”e dinamico, mai dato una volta per tutte.

La band esegue alcune celebri canzoni sulla fine del mondo (classici dei R.E.M., Laurie Anderson, Nick Cave…) accompagnando, con discrezione, la voce immensa di Giovara, forse la vera protagonista di tutto lo spettacolo. Lo stesso non si può dire per Guendalina Tondo, che alterna monologhi credibili e recitati con mestiere a un canto forzato e molto incerto.
La cifra preponderante dello spettacolo, e forse anche il più grande merito, è comunque la fluidità perfetta tra parola “detta” e parola “cantata”; soprattutto grazie alla personalità vocale di Giovara che qui intende proseguire la sua ricerca musicale dentro e fuori dal teatro.

Un proiettore sempre acceso esegue un serrato controcanto visivo alle storie – spesso profetiche – di grandi autori (come Ballard, William Blake, Philip K. Dick, Jean Baudrillard…), proponendo sequenze incalzanti della vita nella nuova Cina, modello di un progresso senza sconti e icona emblematica del futuro. Il video, elemento chiave della forma ibrida di Giovara, attira immediatamente l’attenzione fin dalle prime sequenze, quando compare una grande lavatrice: la “principale attività di questa fine secolo”.
Va da sé che il tono della perfomance assuma subito un accento ironico e in un certo modo contestatario verso le grandi ansie e follie di un’umanità incapace di fare i conti con i problemi di un pianeta esausto. Sullo schermo compaiono, in modo intermittente ma ossessivo, grandi timer che contano sempre lo stesso, ultimo terribile minuto prima della fine del mondo; un’idea chiave è che, nel momento stesso in cui comincia un conto alla rovescia, si sia già arrivati alla fine.

L’umanità appare dunque come avvolta in un potente sonno, un lutto perenne che non le permette di volgersi vero un nuovo inizio, ma solo di rivivere la storia in modo regressivo. Vivere è insomma sopravvivere, ri-vivere la storia proprio perché non si ha coraggio e audacia per ammettere che il mondo è già finito, e questo ultimo minuto alla rovescia è solo una ripetizione meccanica priva di una vera attesa.  
L’ostinazione verso la transizione blinda così ogni possibile azione per la creazione di un’epoca nuova e impedisce il sorgere della consapevolezza dell’essere già oltre la fine.

La grande abilità affabulatoria di Giovara, l’innesto preciso di Gatto Ciliegia e il controcanto “a video”, rendono “Transition Times” uno spettacolo interessante per modalità e tematiche, sebbene il tutto sembri talvolta una ricetta troppo veloce e poco meditata. Uno spettacolo quindi forse ancora non ben formulato (qui presentato in prima assoluta), anche se gli ingredienti e le combinazioni risultano opportuni e ben calibrati.

Transition Times – Reading. Suoni e immagini dal “confine”

con: Massimo Giovara e Guendalina Tondo  
musica dal vivo e soundscapes: Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo
testi da: William Blake, Philip K. Dick, J.G.Ballard, Jean Baudrillard, Slavoj Žižek, Zygmunt Bauman, Rob Hopkins, Nicholas Georgescu-Roegen, Serge Latouche, Street Prophets (profeti di strada)
musiche da: R.E.M., Laurie Anderson, Skeeter Davis, Louis Armstrong, Nick Cave, Sam Roberts
immagini dalla nuova Cina: Massimo Giovara, elaborate da Max Viale
durata: 1h 14’
applausi del pubblico: 1’ 13’’

Visto a Torino, San Pietro in Vincoli, il 30 settembre 2011
Prima assoluta

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