A Bologna con Jan Fabre e la sua opera, per l’Ubu 2016

Protagonista indiscusso della scena artistica mondiale, Jan Fabre è stato al centro di una partecipatissima due giorni bolognese – il 10 e 11 aprile – voluta dall’Associazione Ubu per Franco Quadri in occasione della consegna del Premio Ubu per il Miglior spettacolo straniero rappresentato in Italia, assegnato nel 2016 a “Mount Olympus. To Glorify the Cult of Tragedy“, spettacolo-capolavoro andato in scena in esclusiva per Romaeuropa Festival lo scorso ottobre.

Due film (“Surrender” di Phil Griffin, in prima nazionale, e “Beyond the Artist” di Giulio Boato) e un incontro (Tra caos e disciplina) per indagare con UBUFABRE la traiettoria di un artista che interroga radicalmente l’essere umano attraverso l’esperienza profonda del corpo, in una forma liberata dalle specificità dei linguaggi: l’arte, il teatro, la danza, la scrittura, nella sua personale alchimia estetica, cospirano con un’idea di bellezza intrisa di morte e vulnerabilità, afflato vitalistico e grottesco, satira e alienazione, dove l’appello alla violenza e ai sogni divengono porta d’accesso per un approdo catartico.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale, Cineteca Fondazione, Accademia di Belle Arti, con il patrocinio del Comune di Bologna e l’accoglienza di Ateliersi, UBUFABRE è stato curato e coordinato da Piersandra Di Matteo, con la partecipazione di Nicola Sani, Fabrizio Grifasi, Michelle Davis, Bruna Gambarelli, Phil Griffin, Giulio Boato, Enrico Pitozzi, Luigi De Angelis e Carlotta Pircher (nelle immagini).

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Krapp is a poor man


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