Memoria, maschera e macchina nel teatro di Robert Lepage. Di A. M. Monteverdi

“[…] L’artista ha una certa concezione dell’opera, ma il cinquanta per cento è assolutamente dovuto al caso. Devo lasciare spazio per gli ‘accidenti’, per tutto quello che può accadere”.
(R. Lepage)

Anna Maria Monteverdi, ricercatore e professore aggregato di Storia del Teatro alla Statale di Milano, ha dedicato vent’anni al teatro di Robert Lepage, uno dei maestri della regia contemporanea, assai innovativo nell’utilizzo dei nuovi media, tema di studio d’elezione della Monteverdi: “La scena di Lepage è costellata da una vera polifonia di linguaggi e di tecniche: cinematografiche, video […], diapositive, istantanee fotografiche, grafiche animate, videomapping interattivo, effetti creati con la tecnica delle ombre cinesi – riassume l’autrice – Per questo Irene Perelli-Contos afferma che il ‘medium di Robert Lepage è l’immagine”.

Dopo la prima monografia di Monteverdi sul regista franco-canadese, pubblicata nel 2005, il lavoro è proseguito seguendone non solo gli esiti ‘spettacolari’ ma accedendo ai materiali d’archivio conservati nella sede di Ex Machina a Montréal, quartier generale di Lepage. Ne è nato questo impegnativo volume di oltre 400 pagine, edito da Meltemi, che unisce gli studi della Monteverdi, con riferimenti puntali agli spettacoli, a sguardi critici di giovani studiosi.

Memoria, maschera e macchina sono termini interscambiabili nel teatro di Lepage. Se la sua drammaturgia scava l’io del personaggio, portando alla luce un vero e proprio arsenale di memorie personali e collettive, la macchina scenica video diventa il doppio del soggetto, specchio della sua interiorità più profonda. La perfetta corrispondenza fra trasformazione interiore del personaggio e trasformazione della scena determinano la caratteristica della macchina teatrale nel suo complesso, che raffigura, come maschera, il limite tra visibile e invisibile.


“Lepage – scrive Monteverdi – ci ha abituati al tema della memoria nei suoi spettacoli: ripercorrere a ritroso le vicende personali e comuni che hanno segnato vite e destini, attraverso le lenti distorte e imperfette della memoria, dà anche una chiave per interpretare l’oggi; […] la memoria è qualcosa di vivo e dinamico, fatta di rimandi, persistenze, connessioni”. Una componente che, in Lepage, si accompagna ad un altro aspetto fondamentale del suo lavoro: il “potente impatto emotivo sulle persone, quasi sconvolgente, con un uso sistematico di metafore che riconducono ogni oggetto a significati profondi, anche filosofici, sia pur non sempre così immediati”.

Memoria, maschera e macchina nel teatro di Robert Lepage
Anna Maria Monteverdi
Editore: Meltemi
Collana: Linee
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 17 maggio 2018
Pagine: 402 p., ill. , Brossura
EAN: 9788883538414
Acquista su IBS (-5%)