Box 3D: un riuscito contenitore di in-dipendenze

Box 3D

Alessandro Bergallo in ‘Box 3D’ (photo: Teatro della Tosse)

Le luci si abbassano con tutte le peggiori premesse. La sala è semideserta, il tema dello spettacolo non mi attira particolarmente e fa pure freddo.
Un video proiettato su uno schermo, composto da un muro di scatoloni posizionati sul fondo della scena, dà il via alla storia e subito si palesa un aspetto: il teatro, oggi, guarda sempre di più ad internet, alle videoproiezioni e alla televisione, ma non sempre il mix riesce e, anzi, spesso si assiste ad una triste rivista dove le diverse forme di comunicazione si alternano senza fusioni interessanti e con la vittoria delle ultime sul teatro stesso.

“Box 3D”, invece, è fin dall’inizio un raro esempio di buon connubio, dove il contributo del pubblico e la bravura di Alessandro Bergallo trascinano lo spettatore in un divertente excursus sulle dipendenze di ognuno.
Ecco l’idea: utilizzare i social network, ed in particolare facebook, per lanciare un confronto “epistolare” sulle dipendenze. La sfida viene proposta dall’attore a persone sconosciute e il risultato è una raccolta di testi potentissimi circa la dipendenza da qualcosa.

I migliori vengono scelti, stampati e appesi ad un filo da stendere che Bergallo trascinerà poi sul palco dalle quinte, sistemandolo trasversalmente in un momento dell’azione. Uno ad uno, come capi messi ad asciugare, i messaggi verranno letti e, di volta in volta, appallottolati e gettati in una platea che, a poco a poco, diventerà un campo disseminato di palle di carta.

Sono racconti assurdi, che il protagonista carica con il suo classico umorismo e l’innata ironia.
Bergallo ed Emanuele Conte, che firmano il lavoro per il Teatro della Tosse, scomodano con misura i grandi miti della musica d’autore, del cinema e del teatro di narrazione. C’è proprio tutto in “Box 3D” e, accompagnati per mano, gli spettatori accettano senza timore di mettere in gioco le proprie dipendenze sul palco, affiancando l’attore nel mandare avanti il racconto.

Le scommesse che la performance si propone sono tutte azzeccate: una specie di teatroterapia totalmente comica che diventa conclusione ideale di un percorso teatrale dove il cabaret si mescola con il monologo per tornare a se stesso.

BOX 3D – teatro interattivo per le In-dipendenze
di: Alessandro Bergallo e Emanuele Conte
regia: Emanuele Conte
con: Alessandro Bergallo
elaborazione e montaggio video: Andrea Corbetta e Luca Riccio
luci e colonna sonora a cura di Tiziano Scali
aiuto regista: Yuri D’Agostino
con amichevole contributo dello psicoterapeuta Lorenzo Maura
si ringrazia Alberto Tartaglione per il sostegno e per aver suonato la canzone del tenero Giacomo
durata: 1h 21′
applausi del pubblico: 1’ 20’’

Visto al Genova, Teatro della Tosse, il 21 aprile 2011

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