Buon anno di Brandi e Vogel. Famiglie 2.0 alla deriva

Photo: Francesco Bozzo
Photo: Francesco Bozzo

Un bell’esempio di commedia questo “Buon anno, ragazzi”, scritto da Francesco Brandi e diretto da Raphael Tobia Vogel, per il secondo anno consecutivo al Teatro Franco Parenti di Milano.
Buon sangue non mente per entrambi i protagonisti. Ma a dare le coordinate di un talento non più acerbo sono le esperienze artistiche, che soprattutto Brandi ha alle spalle. 34 anni e una faccia da commedia dell’arte, nipote di Silvio Orlando, Francesco Brandi ha già all’attivo collaborazioni importanti con Nanni Moretti, Paolo Virzì, Massimo Venier, Fausto Paravidino e Andrée Ruth Shammah. Quest’ultima, direttrice artistica del Parenti e un carro armato quanto a idee e organizzazione, è la madre di Vogel, qui alla seconda regia, a sua volta cresciuto a pane e teatro, a contatto con mostri sacri come Strehler e Ronconi.

Ma Vogel e Brandi il mestiere non l’hanno appreso per osmosi. E allora parliamo del loro spettacolo convincente, senza orpelli né velleità sceniche, che ha la forza nell’amalgama perfettamente riuscito fra testo e regia, con cinque attori bravissimi a reggere il palco per 90 minuti, senza la minima sbavatura o calo di tensione e ritmo.

La scena è un trionfo di moquette che tutto sembra attutire e assorbire: un mare carezzevole di morbidezza. E invece emergono i caratteri spigolosi dei protagonisti, le loro battute pungenti, i loro rapporti urticanti.
Protagonista della storia è Giacomo (Francesco Brandi), un giovane docente precario che aspira a diventare scrittore. Ipocondriaco e perfezionista, Giacomo vive un matrimonio anch’esso precario. Ha una figlia di tre anni e un amico invadente (Sebastiano Bottari) che un po’ lo indispone, un po’ lo sostiene e protegge.
Il primo colpo di scena avviene quando, dopo due mesi di assenza, si materializza l’ex moglie Silvia (Sara Putignano), con quel po’ di tragicomico e violento che caratterizza i rapporti di coppia d’ordinaria conflittualità. Siccome i guai non vengono mai da soli, ecco che vanno a far visita a Giacomo anche i genitori: la madre (Daniela Piperno, in grande spolvero) severa e frustrata, prova in tutti i modi a intromettersi nella vita e nelle scelte del figlio; il padre (Miro Landoni), cinico e svalutante, dal canto suo s’illude di ravvivare la propria vita e la propria virilità con qualche scappatella extraconiugale fuori tempo massimo.

Analisi transazionale, conflitti familiari al quadrato: si dispiega l’ostilità reciproca con Silvia, e tutta la disfunzionalità del rapporto che Giacomo ha pure con i genitori, che giocano al massacro tra di loro e tirano lui per la giacchetta.
Tutto sembra sul punto di esplodere. A portare un po’ di serenità ci prova l’amico, ma un’inaspettata svolta poliziesca sembra condurre definitivamente le relazioni alla deriva. Eppure, raschiando in fondo al barile, emerge una via d’uscita.
«La vita è così, i primi cento anni sono difficili. Poi passa». Oppure: «Perché dobbiamo sempre aspettare che ci crolli il mondo addosso per essere migliori?» Quelle che abbiamo citato sono due delle tante battute dello spettacolo. Dietro qualche stereotipo, il testo è frizzante, intelligente e sviscera la complessità delle relazioni familiari. Ogni protagonista ha un piccolo mondo sommerso da analizzare, alibi, errori da perdonare agli altri, colpe da perdonare a sé stesso. Ciascuno abbozza, dentro le unità di tempo, spazio e luogo, un iter personale e di gruppo per riconciliarsi e salvarsi.

Ogni personaggio è rifinito e ben interpretato da un gruppo di attori affiatati, che si punzecchiano sul palco e divertono il pubblico con acume e stile. Non mancano i colpi di scena e una nota finale surreale. Il sodalizio Brandi-Vogel, chiamato alla verifica dopo l’interessante “Per strada”, esordio di un anno e mezzo fa, supera con questo lavoro la prova di maturità.

BUON ANNO, RAGAZZI
testo di Francesco Brandi
regia di Raphael Tobia Vogel
con Sebastiano Bottari, Francesco Brandi, Miro Landoni, Daniela Piperno, Sara Putignano
scene di Francesca Pedrotti e Alice De Bortoli
luci di Luigi Biondi
musiche di Andrea Farri
produzione Teatro Franco Parenti

durata: 1h e 30’
applausi del pubblico: 3’ 50”

Visto a Milano, Teatro Franco Parenti, il 19 ottobre 2017

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