L’Antigone underground di Akr Teatro

Burning AntigoneAl Forte Prenestino, storico centro sociale romano, durante Node Fest 2010 festival di arti elettroniche e digitali, va in scena lo spettacolo “Prima regola: non essere salvata – Burning Antigone” di Akr Teatro.
Nella piccola e scarna sala del Teatro Forte si cercano altri modi di fare teatro, altre logiche produttive e altro rapporto con il pubblico. L’ingresso è libero, si pagano cinque euro di sottoscrizione per accedere a tutto il festival.

È un’Antigone “tra legge e sangue” quella messa in scena dal collettivo romano (in scena due attrici, un musicista e un veejay/light designer). Un’Antigone che entra con cappuccio, megafono e look da manifestante. Per poi spogliarsi, raddoppiare, diventare sinuosa, giocare con le ombre, con la parrucca e  la maschera. Danzare, urlare, suicidarsi. Fragile e coraggiosa.
Un’Antigone underground come le musiche che escono dagli strumenti (basso e chitarra) e dal computer. Un’Antigone del sottobosco. Un’Antigone “riot girl”.  

Maria Laura De Bardi e Aurora Kellermann interpretano Antigone e Ismene restituendole sulla scena come eroine contemporanee, tra rave party e lesbo style. La tragedia sofoclea è declinata nelle sue forme più attuali grazie a una drammaturgia spigliata che spazia da testi originali a Anouilh e Yourcenar: rifiuto delle convenzioni, eterno rimbalzo fra etica e politica di un’Antigone rivoluzionaria e antagonista, e quanto mai resistente. Un’attualizzazione che riesce bene, supportata da un impatto visivo di video che accecano e da sonorità calde al limite del blues.
Siamo distanti dal teatro epico brechtiano, ma il messaggio di Antigone è ancora lì, politico quanto mai. L’unica speranza sarà la morte, e con lei sopraggiungerà la salvezza.

Mentre, verso la fine, le due performer illustrano mille modi per suicidarsi, ripensando alle suggestioni dello spettacolo, all’attenzione nel dettaglio, alla forza di certe immagini e suoni, restano alcuni dubbi sulla coesione delle diverse parti, e sulla loro armonia.
Esperimento comunque positivo, seppur da limare in certe scene ed esaltare in altre. Autoproduzione di una delle tante realtà underground romane che, con fatica, provano a urlare la propria voce e il loro disprezzo verso le convenzioni. Come Antigone, da sempre eroina donna e dissidente.

PRIMA REGOLA: NON ESSERE SALVATA. BURNING ANTIGONE
con: Maria Laura De Bardi e Aurora Kellermann
drammaturgia e regia: AKRteatro
proiezioni live e disegno luci: Domenico Catalano
musiche: Akoros Riccardo Cocozza e Domenico Catano
produzione: AKRteatro
durata: 60′
applausi del pubblico: 1’ 12’’

Visto a Roma, Teatro Forte (Forte Prenestino), il 17 aprile 2010

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