Campsirago Luogo d’Arte: un borgo dedicato all’arte 365 giorni l’anno

Campsirago (photo: Alessandro Bigatti)
Campsirago (photo: Alessandro Bigatti)

Campsirago, piccola località collinare tra Como, Lecco e Milano, dal 1991 al 1997 è stata spazio per uno dei festival teatrali italiani più suggestivi. Era diretto da Antonio Viganò che in quel luogo lontano, allora diroccato, portò in quegli anni il meglio del teatro di ricerca del nostro Paese e non solo.
Finita quell’esperienza, diversi anni dopo, nel 2004, la compagnia Scarlattine Teatro, diventata più tardi Campsirago Residenza, diretta da Michele Losi, vi ha organizzato Il Giardino delle Esperidi, ristrutturando nel contempo parte dei locali del sito e facendolo diventare un luogo teatrale pulsante e innovativo.
Ora altre novità si stanno disegnando per Campsirago. Abbiamo incontrato Losi per farcele raccontare e per avere qualche anteprima sulla prossima edizione del festival.

Michele Losi (photo: Alvise Crovato)

Michele Losi (photo: Alvise Crovato)

Michele, cosa sta accadendo a Campsirago?
Come sai sono ormai 17 anni che abitiamo a Campsirago, dove abbiamo iniziato portando, nel lontano 2004, la prima edizione de Il Giardino delle Esperidi Festival. Nel 2009 è stata ristrutturata l’ala ovest di Palazzo Gambassi, edificio del XVI secolo di proprietà del Comune di Colle Brianza, che è diventata la nostra sede, la nostra casa. L’altra parte del palazzo, l’ala est, è rimasta in tutti questi anni inagibile e il trascorrere del tempo ha reso ora davvero necessario un intervento conservativo per metterla in sicurezza e preservarne la bellezza e la struttura. Ma da tempo c’è anche il grande desiderio di ristrutturare l’intero palazzo, conservando ogni suo elemento antico, per renderlo funzionale al lavoro artistico che da anni costruiamo in questo borgo immerso nella natura. Da questa necessità, e da un grande sogno di riqualificazione dell’intero borgo, è nato il progetto Campsirago Luogo d’Arte, che in questi mesi stiamo avviando insieme al Comune di Colle Brianza, e che verrà ufficializzato nelle prossime settimane. Un progetto al quale lavoriamo con il Comune da prima di questa terribile pandemia, una progettualità condivisa per rendere il borgo un luogo dedicato all’arte e alla sua relazione con la natura. Questo anno difficile e sconvolgente ha reso ancora più urgente ricreare nuovi spazi per l’incontro, la condivisione e la bellezza. Per le molteplici forme artistiche e per il teatro, per la comunità, per le nuove generazioni; per ricominciare proprio da ciò che di più prezioso e necessario abbiamo: la natura, l’arte e la capacità di sognare.

In che modo Campsirago diventerà Luogo d’Arte?
L’obiettivo è trasformare il borgo in un luogo dedicato all’arte 365 giorni all’anno. Campsirago come bene comune, come punto di riferimento nazionale del teatro in natura, come luogo di ricerca artistica e di spettacolo dal vivo in tutte le stagioni. Al centro del progetto vi è il restauro completo di Palazzo Gambassi, per dotare la residenza di nuovi spazi, attrezzati e fruibili sia per residenze artistiche che per progetti di pedagogia e formazione, per seminari, incontri e, naturalmente, eventi culturali e teatrali, con una programmazione continuativa in tutti i fine settimana. Un restauro che consentirà un potenziamento delle attività, andando così ad ampliare la progettualità culturale di Campsirago Residenza. Un nuovo borgo e una nuova residenza per gli abitanti del territorio, per il pubblico dalle grandi città e per gli artisti di tutto il mondo.

Come te lo immagini?
Accoglierà e coinvolgerà tantissime persone, artisti e pubblico, trasformando la nostra residenza e l’intero borgo in un luogo di socialità ed arte, aperto al panorama artistico nazionale e internazionale. Un progetto culturale, condiviso con il Comune, di ampio respiro e di lunga durata: Campsirago Luogo d’Arte è infatti un progetto della durata di 25 anni + 25 anni, che non si esaurirà con la ristrutturazione di Palazzo Gambassi e che prevede la riqualificazione dell’intero borgo. Insieme con il Comune di Colle Brianza abbiamo infatti immaginato anche la rigenerazione della piazza, che diventerà pedonale, accessibile e luogo di spettacoli e installazioni artistiche. Il desiderio è quello di poter restaurare in futuro anche la piccola chiesa (risalente al XVII secolo e ora in stato di rudere) e renderla nuovamente bene comune per la comunità e per le arti. In una prospettiva visionaria e futura c’è infine il desiderio di realizzare, nel prato antistante Campsirago Residenza, un teatro in bioarchitettura, sul modello di alcune sale del nord Europa.

Come vi muoverete?
Il progetto sarà avviato attraverso una forma innovativa di Partenariato Pubblico Speciale: una progettualità condivisa con il Comune di Colle Brianza che supera la semplice concessione degli spazi di proprietà del Comune e che mira a realizzare insieme un progetto culturale di ampio respiro e di lunga durata. Campsirago Luogo d’Arte sarà uno dei primi 14 progetti di “Partenariato Speciale Pubblico Privato” che si stanno avviando sul territorio nazionale e il primo in provincia di Lecco.

I lavori sono partiti?
La settimana scorsa sono iniziati i lavori per rifare il tetto e i solai dell’ala est di Palazzo Gambassi cofinanzianti dal Comune di Colle Brianza e da un bando GAL – Gruppo di Azione Locale – Due Laghi. Facciamo fatica a parole a esprimere tutta la nostra emozione nel vedere prendere avvio questo grande progetto e nell’esprimere l’eccezionale virtuosità di un piccolo comune (Colle Brianza conta appena 1745 abitanti), che decide di investire nella cultura come bene comune primario. Ti anticipiamo che sabato 8 maggio lanceremo una campagna di crowdfunding sul sito Produzioni dal basso: una grande campagna di partecipazione e sostegno che renda sostenibile l’azione che stiamo intraprendendo per realizzare la nuova residenza. La campagna di crowdfunding deve raccogliere 20.000 euro, essenziali per ultimare questo progetto e garantirne la sostenibilità. I 20.000 euro serviranno in particolare per allestire la sala prove/piccola sala spettacolo e lo studio di registrazione, che saranno fondamentali per gli artisti che verranno in residenza e consentire al pubblico di vedere spettacoli in residenza tutto l’anno.

L'inizio dei lavori (photo: Alvise Crovato)

L’inizio dei lavori (photo: Alvise Crovato)

Raccontaci anche dell’idea di accomunare tutti gli artisti di Campsirago in un solo progetto.
L’idea di accomunare tutti gli artisti in singoli progetti, come “Le favole al telefono” e “Il Gatto con gli stivali. Un racconto per il digitale” che hanno visto coinvolti tutti gli artisti della residenza, nonché le nuove produzioni de “Il gatto con gli stivali” in presenza dal vivo e “Amleto. Una questione personale” riflette la politica di Campsirago Residenza, da una parte di continuare a rispettare e sostenere l’individualità di singoli artisti e compagnie su loro produzioni, ma soprattutto di tendere a mettere insieme artisti che vengono da differenti compagnie o altre realtà teatrali. La progettualità della residenza va sempre più nella direzione di far lavorare insieme sia compagnie storicamente interne a Campsirago Residenza, sia attrici e attori di altre compagnie esterne alla nostra struttura. Campsirago Residenza vuole diventare sempre più un luogo aperto ad accogliere artisti – registi, performer, danzatori, attori, musicisti – che abbiano il desiderio di lavorare con noi. Per esempio, in questi mesi stiamo lavorando alla nuova produzione “Amleto. Una questione personale” con dieci giovani attori professionisti che hanno seguito quattro residenze di alta formazione a Campsirago da ottobre ad oggi: sono attrici e attori di grande professionalità che provengono per esempio dal teatro di Latella, di Armando Punzo e della Compagnia della Fortezza, e che hanno lavorato con Leonardo Lidi, Sandro Mabellini, Peter Greenaway e altri registi internazionali. Questa nuova produzione di teatro nel paesaggio, che debutterà al Giardino delle Esperidi Festival il 25 giugno, vede lavorare insieme gli artisti di Pleiadi e Scarlattine Teatro.
La tendenza generale di Campsirago Residenza quindi, come centro di produzione, è quella di continuare a sostenere singoli progetti artistici, ma al contempo di credere fortemente anche in una multidisciplinarietà delle arti che non è fatta solo di contaminazione tra generi, ma proprio di contaminazione tra artisti. Questo per noi è la novità e la direzione più importante.

E gli spettacoli creati dalla compagine di Pleiadi?
I progetti di Pleiadi coincidono abbastanza con i progetti di Campsirago Residenza. Pleiadi è una realtà che si trasforma ogni volta, a seconda di ogni singolo progetto, in un’ottica di grande apertura. Per esempio da molti mesi stiamo lavorando parallelamente insieme alla Cooperativa Bepart a “Vivarium”, un percorso artistico e itinerante nel bosco, un’installazione site specific che utilizza anche la realtà aumentata, e nella quale il device digitale funge da interfaccia con il mondo dell’invisibile. Un’esperienza immersiva in natura in cui musiche, suoni e una drammaturgia originale convivono e si fondono con sorprendenti opere digitali in realtà aumentata. L’installazione “Vivarium” è proprio un esempio di collaborazione con diverse professionalità, anche distanti dal teatro, e di sperimentazione di una nuova dimensione delle arti performative con cui Pleiadi e Campsirago Residenza, con il fondamentale apporto di Bepart, hanno deciso di confrontarsi.

Avete anche altre novità?
Abbiamo iniziato a collaborare con la realtà olandese Common ground per tradurre la nostra performance “Alberi maestri” e portarla in Olanda. A ottobre saremo invece un mese in Giappone a collaborare con realtà legate alle arti performative e ai templi scintoisti del distretto di Fukuoka. Il progetto è quello di costruire un percorso performativo ad hoc attraverso i kami, che unirà il pensiero scintoista al nostro lavoro di performing art nel paesaggio. Infine, con l’amico regista e artista olandese Sjoerd Wagenaar stiamo continuando a lavorare per la nascita dell’International Accademy for Natural Arts, centro internazionale di arte e paesaggio che vede coinvolta una rete di partner culturali di 11 Paesi del mondo: Olanda, Giappone, Portogallo, Francia, Regno Unito, Germania, Lituania, Slovenia, Slovacchia, Austria e Grecia. The International Accademy for Natural, che sarà presentata in autunno 2021 o nella prima parte del prossimo anno, sarà un centro di ricerca e un’accademia internazionale delle arti performative nel paesaggio. Il progetto, che unirà la nostra residenza ad altre tre residenze in Giappone, Olanda e Francia, produrrà sia opere performative che artistico-installative nel paesaggio, e avrà tra gli obiettivi quello di stimolare e incentivare scambi internazionali tra artisti e di unire le competenze per offrire alta formazione di arte in natura in partenariato con due università olandesi e accademie internazionali.

Ci anticipi quando sarà Il Giardino delle Esperidi?
Il Giardino delle Esperidi si svolgerà da giovedì 24 giugno a domenica 4 luglio in location di grande bellezza naturale e architettonica dei comuni di Ello, Colle Brianza e Olgiate Molgora.
Se l’anno scorso fare il festival poteva sembrare impresa impossibile anche solo a inizio maggio, ed è stata una grande scommessa organizzarlo, quest’anno la linea del festival è quella di un ritorno alla normalità. Vogliamo dare un segno: tornare a incontrarci e tornare a godere di quello che avevamo prima di questa terribile pandemia è possibile. Per questo abbiamo deciso di presentare al festival un’opera corale come “Amleto. Una questione personale”, che vede in scena 11 attori e attrici, che può sembrare un’operazione controcorrente in un momento come questo. Per questo ospiteremo al festival concerti e spettacoli che offrano anche momenti di divertimento. Forse a volte ci dimentichiamo di quanto anche questo aspetto sia fondamentale e importante, e di come ci siano artisti eccellenti che sanno coniugare una grandissima competenza e professionalità con l’arte della leggerezza. Se l’anno scorso ci sembrava di andare sulla luna organizzando per fine giugno le Esperidi, quest’anno vorremmo proprio dare il segno che tornare alla normalità è possibile.

Quali saranno le linee del festival?
Le Esperidi di quest’anno, oltre a perseguire la caratteristica fondamentale di proporre performance e spettacoli itineranti in natura, ospiteranno grandi artisti come Arianna Scommegna e la compagnia Vico Quarto Mazzini, insieme a compagnie che abbiamo già avuto l’immenso piacere di ospitare come le artiste di Qui e Ora Residenza Teatrale che presenteranno due nuovi spettacoli e la compagnia sarda Cada Die Teatro. Il festival quest’anno metterà al centro sia l’esperienza individuale con installazioni come “Vivarium” o lo spettacolo “Piazza della solitudine” del Collettivo Wundertruppe, sia l’esperienza collettiva: ora più che mai abbiamo il bisogno di condividere, rincontrarci, ritrovarci e ritrovare l’immensa bellezza dell’arte teatrale.
Importante sarà anche l’attenzione al tema dell’accessibilità, con la proposta della nostra performance “Alberi maestri” riadattata per persone ipovedenti e non udenti grazie alla collaborazione con l’associazione culturale Fedora.

Pensi che il teatro in rapporto alla natura dei luoghi avrà nuovi sviluppi?
Penso che le potenzialità del rapporto non solo tra il teatro ma anche tra tutte le arti performative e la natura, e la loro fruibilità in luoghi come quello che diventerà Campsirago, siano enormi. Le prospettive del far teatro in natura sono grandissime e noi desideriamo perseguirle fino in fondo, approfondendo la nostra ricerca e ampliando il nostro operare con il grande progetto Campsirago Luogo d’Arte.
La nostra caratteristica, come realtà teatrale, è legata specificatamente al luogo naturale che abitiamo e ha portato a uno studio delle arti performative nel paesaggio che ormai dura da 17 anni. Luogo fisico e identità artistica di Campsirago Residenza sono indissolubili. La nostra realtà e il nostro festival sono diventati quello che sono oggi proprio in relazione strettissima agli spazi naturali in cui abitiamo. Crediamo che questo sia il nostro punto di forza e la nostra peculiarità, e su questo vogliamo continuare a lavorare per ampliare il nostro progetto culturale.
Il desiderio è trasformare Campsirago in una sorta di “sacro monte” dedicato all’arte, un luogo in cui il pubblico potrà sperimentare diversi itinerari artistici attraverso performance site specific, installazioni live, digitali e opere di land art sui sentieri del Monte di Brianza, partendo da o arrivando al nostro piccolo borgo. Con il progetto Campsirago Luogo d’Arte vorremmo che Campsirago diventasse il luogo dove venire a fare esperienze uniche in natura, il luogo del teatro in natura, così come per esempio il Teatro Bruno Munari è il luogo per eccellenza del teatro ragazzi a Milano o i grandi teatri milanesi come il Teatro Elfo Puccini, il Franco Parenti o Il Piccolo sono riconoscibili e conosciuti per altre caratteristiche peculiari. Ecco, noi vorremmo diventare il luogo del teatro e delle arti in natura, dove fare esperienze artistiche uniche tra questi magnifici boschi.

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