Capitan Giangurgolo. La Commedia dell’Arte insegnata da Scena Verticale

Capitan Giangurgolo
Capitan Giangurgolo

Photo: scenaverticale.it

Dopo anni di appiattimento culturale, finalmente anche la città di Tropea, uno dei centri balneari di prim’ordine del Sud Italia, ha il suo buon festival di teatro. Tutto questo grazie alla caparbietà e all’intelligenza di Ester Tatangelo, una giovane regista che, in poco tempo e con pochi mezzi, ha saputo offrire un programma interessante e di spessore.

La lezione-spettacolo della compagnia cosentina Scena Verticale, ideata nel 1995 e oggi riproposta, si inserisce alla perfezione in questo cartellone, offrendo al pubblico un excursus sulle origini e l’evoluzione delle maschere della Commedia dell’Arte, soffermandosi principalmente sulla sua unica maschera calabrese: Capitan Giangurgolo.
La maschera di Giangurgolo, capitano calabro-spagnolo, nasce durante la dominazione spagnola ed è una forte satira dei capitani dell’epoca. Con i suoi pantaloni a strisce gialle e rosse (tipici colori spagnoli), una camicia bianca senza collo e polsini e baffi da tipico moschettiere, il personaggio riesce a camuffare le proprie debolezze grazie ad un’esasperazione, fin troppo teatrale e falsa, delle sue imprese, sia con le donne che in battaglia. Diventa così un gigante temerario dinanzi ai deboli scappando, al tempo stesso, di fronte al vero pericolo.

Rosario Mastrota riesce a dare perfettamente anima e corpo a questa maschera, coinvolgendo pienamente un pubblico composto soprattutto da bambini attenti e spigliati, grazie anche al supporto fondamentale di Dario De Luca nei panni di Coviello, servo astuto che affianca Giangurgolo nello sketch finale dello spettacolo.
La lezione-spettacolo che De Luca ha scritto con Saverio La Ruina comincia con una descrizione della storia e delle maschere della Commedia dell’Arte, così da imbastire una serie di siparietti divertenti ed emozionanti in cui De Luca e Mastrota mostrano fisicamente, con acrobazie, pantomime e artifici scenici, personaggi come Arlecchino, Pulcinella, il dottor Balanzone, Brighella, oltre al già citato Giangurgolo.
I due attori di Scena Verticale costruiscono intrecci e storie partendo da un semplice canovaccio, rivolgono domande ai numerosi bambini (e ai loro genitori) per testare la loro preparazione, per chiarire dubbi e sfatare miti.
Con stupore il pubblico tropeano apprende così che il nome “Pulcinella” deriva da “Policinello”, cioè “piccolo pulcino” per via del suo naso (ma alcuni studiosi fanno discendere l’origine della maschera – e del nome – da Puccio D’Aniello o da Paoluccio della Cerra, detto Paolo Cinella, un contadino acerrano che creò questo personaggio), o che il vestito di Arlecchino non fu creato da sua mamma in occasione del carnevale ma da un attore un po’ sbadato.
Il lazzo viene usato come meccanismo comico per far ridere di pancia, mentre il dialogo con il pubblico rompe la classica barriera che si crea a teatro tra palco e platea, rendendo gli spettatori parte integrante della performance.

“Capitan Giangurgolo” è una lezione-spettacolo entusiasmante, leggera, capace di far divertire e riflettere grandi e piccoli, portata con maestria ed eleganza sulla scena da una compagnia che da anni propone un teatro di sperimentazione di qualità e impegno. Da ricordare lo splendido lavoro del 2006 “Dissonorata”, vincitore di due premi Ubu nel 2007 nelle categorie “Migliore attore” (Saverio La Ruina) e “Nuovo testo italiano”, oltre ad essere nella terna dei finalisti al Premio Eti – Gli olimpici del teatro 2007 nella categoria “Migliore interprete di monologo” e ricevendo, inoltre, una segnalazione speciale al Premio Ugo Betti 2008 per la drammaturgia.

Un buon inizio, insomma, per il neonato festival di Tropea, e un augurio affinché compagnie di questo calibro tornino, affiancate a realtà ancora meno conosciute.

Capitan Giangurgolo. Lezione-spettacolo sulla Commedia dell’Arte
scrittura scenica e regia: Saverio La Ruina e Dario De Luca
con: Dario De Luca e Rosario Mastrota
durata : 1 h 30′
applausi del pubblico : 2′ 30”

Visto a Tropea (VV), Teatro del Porto, il 10 agosto 2009
Tropea Teatro Festival 2009

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