Per Capotrave questa società è un virus

Virus
Virus

Virus (photo: capotrave.it)

Sicuramente una delle più grandi paure della nostra società è quella di ammalarsi e di morire; per questo, ogni anno dai mass media arriva notizia di presunte “epidemie” che colpiscono alcune persone in paesi asiatici o africani, dove le condizioni igieniche scarseggiano, che suscitano il panico nella popolazione mondiale, con grande gioia delle aziende farmaceutiche.
Dalla Sars all’aviaria, la paura di morire per un male incurabile butta nella psicosi le persone, anche se spesso si tratta di paure in realtà immotivate.

E di “Virus” – il nuovo spettacolo di Luca Ricci, prodotto da quel piccolo gioiellino di festival che è Kilowatt a Sansepolcro – si indaga tramite un’azione performativa: le dinamiche della degradazione delle condizioni che portano al propagarsi di un’epidemia.

Sulla scena due attori, con due gabbiotti come casa, sono immersi in un clima sotterraneo, sporco, dove si propaga la scarsa igiene e dove i topi proliferano, scaricati nell’ambiente da un enorme tubo.
È una storia di paura, ma anche di minaccia, quella di “Virus”: lo spettro di un’epidemia, sempre più concreta, che attanaglia l’uomo ed è scandita dalla voce di uno speaker radiofonico che, inesorabilmente, aggiorna lo spargersi dell’epidemia.
La relazione tra i due uomini è quasi assente, fatta di tentativi di suicidio e interrelazioni mute, dove lo sguardo e il gesto raccontano meglio di cento parole personaggi apocalittici rinchiusi in uno scantinato che è un po’ anche il simbolo del paese in cui viviamo, che piano piano si sta consumando a causa di un’epidemia.

Se gli spunti sono interessanti, la realizzazione non può dirsi però del tutto azzeccata: lo spettacolo è composto da una serie ininterrotta di suggestioni visive, splendidamente realizzate, che tuttavia rimangono a se stanti, causando una perdita di attenzione e di ritmo e una mancanza di coesione tra una scena e l’altra. Rimane l’ottima prova dei performer Simone Faloppa e Pietro Naglieri, che riescono a ben tratteggiare la solitudine e la disperazione degli uomini, intrappolati in questo micro/macrocosmo che è uno scantinato ma anche il mondo.

VIRUS
ideazione, drammaturgia e scena: Lucia Franchi e Luca Ricci
collaborazione alla drammaturgia e azione: Simone Faloppa e Pietro Naglieri
realizzazione scena: Luca Giovagnoli e Stefan Schweitzer
oggetti plastici: Katia Titolo
ambiente sonoro: Fabrizio Spera
organizzazione: Laura Caruso
regia: Luca Ricci
spettacolo realizzato in coproduzione con Kilowatt Festival
con il sostegno di: Rialto Santambrogio di Roma, Teatro Comunale “G. Papini” di Pieve Santo Stefano(Ar), L’Arboreto / Teatro Dimora di Mondaino (Rn), Teatro Furio Camillo, Teatro di Anghiari
durata: 50′
applausi del pubblico: 1’ 05’’

Visto a Ercolano, Eruzioni Festival 2010, il 17 settembre 2010

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