Carlo Formigoni: la mia vita per il teatro, dal Berliner Ensemble ai trulli

Amleto dei bassi (photo: Paolo Semeraro)
Amleto dei bassi (photo: Paolo Semeraro)

In Puglia, a Cisternino, esiste un luogo fatato, governato da un mago benefico, un maestro della scena, che ha creato un teatro sull’aia, fra i trulli.
Qui il mago abita da trent’anni, producendo spettacoli, dirigendo una compagnia, organizzando eventi e spettacoli.

E’ il Teatro dell’Altopiano, dove Carlo Formigoni, insieme alla sua compagna di vita, Iva, che da poco ci ha lasciati, ha creato un luogo magico, dove il grande teatro alberga da tre decenni. Siamo andati a trovarlo per farci raccontare la sua vita, la poetica, il suo percorso artistico.

Attraverso le sue semplici parole e le immagini dell’ultimo spettacolo sul mito di Narciso, abbiamo compiuto un viaggio meraviglioso: siamo partiti dal Berliner Ensemble, negli anni ’50 del secolo scorso, quelli in cui ha conosciuto Iva, per giungere poi a Milano, al Teatro del Sole da lui fondato nel 1971, e con cui ha inventato il teatro ragazzi italiano, per arrivare infine a Bari e al Teatro Kismet, viaggiando al contempo per tutta l’Europa.
E’ la testimonianza di un percorso artistico unico nel suo genere, che nel segno di Brecht e Bettelheim ha creato un teatro personalissimo, ancor oggi vivo e palpitante.


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