Il segreto del “mio” successo. Videointervista a Gabriele Di Luca

Cous cous klan (photo: Laila Pozzo)
Cous cous klan (photo: Laila Pozzo)

Dal teatro a cinema e tv. Possono degli spettacoli teatrali aver tanto successo da “varcare la soglia” del palco per essere proposti al grande pubblico?
Ne cerchiamo oggi la risposta insieme a Gabriele Di Luca, attore, regista e drammaturgo della compagnia Carrozzeria Orfeo, fondata nel 2007 con Massimiliano Setti e Luisa Supino. Una compagnia che incasella date: da ottobre 2018 a luglio 2019 ha una ricca stagione di repliche, da far invidia a tanti.

Nel corso degli anni Di Luca ha curato, come regista ed interprete, diversi spettacoli della compagnia: da “Nuvole Barocche” (2007) a “Gioco di Mano” (2008), da “Sul Confine “(2009) a “Idoli” (2011).
Con “Thanks for Vaselina”, di cui è anche autore, vincitore del Last Seen 2013 di Klp, la compagnia gira per l’Italia – tornerà a Roma a gennaio – ottenendo sempre grande successo di pubblico e critica, tanto che ora è in arrivo una trasposizione cinematografica: il film “Thanks” è di prossima uscita nelle sale.
Nell’estate del 2015 Carrozzeria Orfeo debutta con la nuova creazione, co-prodotta dal Teatro Nazionale della Toscana, “Animali da Bar”. Mentre è dell’anno scorso l’ultimo spettacolo, “Cous Cous Klan”, da cui prossimamente verrà proposta una serie televisiva, e in scena il 12, 13 e 14 ottobre a Monza, al Teatro Binario 7.

Con Di Luca abbiamo ripercorso la sua carriera artistica, intavolando un dialogo sulle ragioni del successo degli spettacoli del gruppo e sulle caratteristiche che contraddistinguono un teatro che Di Luca ha sempre definito “popolare” nel senso più intimo del termine: un teatro fisico e di parola, spesso tagliente e fuori dalle regole, che mescola la commedia con il dramma sociale, e che vede la presenza in scena di figure borderline.


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