Riscrivere il teatro del ‘900. Leo Muscato e “Casa di Bambola”

Lunetta Savino
Lunetta Savino

Lunetta Savino è Nora (photo: terninrete.it)

Sempre più raramente mi capita di frequentare i teatri durante le stagioni da abbonamento; sempre più raramente scelgo di vedere produzioni di teatri stabili; sempre più raramente assisto a spettacoli con attori che provengono dal mondo della televisione.
L’altra Nora è una di queste eccezioni.

Il Progetto Ri-scritture di Leo Muscato mira a cogliere l’essere imprescindibile delle grandi opere di grandi autori del passato e le riscrive, appunto, perché siano necessarie ed utili anche oggi. E’ così che Nora, da piccola borghese un po’ immatura, si trasforma in una donna molto attraente, con atteggiamenti nevrotici e patologici, debole e sottomessa al volere degli altri, incapace di reagire anche quando le soluzioni sono a portata di mano. Una donna che ha commesso l’errore di falsificare delle carte per poter ottenere soldi a prestito con i quali ha salvato la vita del marito, e che oggi si trova a sprofondare dentro le proprie menzogne, incapace di confessargli l’accaduto. Unica possibilità che le rimane, una volta resasi conto che anche il suo matrimonio è un’apparenza di felicità, un’allegria lieve e passeggera, è abbandonare tutto e togliersi la vita, da eroina romantica e da casalinga disperata fino in fondo.

Lunetta Savino è brava, rende bene la sua parte e spicca al confronto con gli altri attori. L’ambientazione è contemporanea, tanto da sembrare d’assistere ad una fiction televisiva; ma l’obiettivo è arduo da raggiungere.
Mi chiedo se davvero posso pensare ad una Nora contemporanea con le caratteristiche che le ha disegnato Leo Muscato. Mi chiedo se la necessità di rendere attuale il teatro del Novecento non debba passare anche attraverso un nuovo modo di recitare il testo, una comunicatività più autentica, un passaggio emozionale dal palco alla platea, e non sono attraverso la tecnica.

CASA DI BAMBOLA (L’ALTRA NORA)
di Henrik Ibsen
drammaturgia e regia: Leo Muscato
scene: Antonio Panzuto
costumi: Federico Sala
disegno luci: Alessandro Verazzi
con: Lunetta Savino, Paolo Bessegato, Riccardo Zinna, Salvatore Landolina, Carolina Torta, Rei Ota
durata: 1 h 46′
applausi del pubblico: 2′ 02”

Visto a Cattolica (RN), Teatro della Regina, il 21 novembre 2008

 

 

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No Comments

  • teledipendente ha detto:

    questo spettacolo testimonia il fatto che anche il teatro sta per essere mangiato dalla televsione, in una maniera più subdola del nome da reality in cartellone: attraverso un intellettualismo televisivo e piccoloborghese fatto di operazioni di discutibile onestà teatrale. auspico un digiuno da parte dei più accorti

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