Circus Klezmer. Benvenute emozioni!

Circus Klezmer
Circus Klezmer

Circus Klezmer

Il cosiddetto nouveau cirque ha sempre lasciato perplessa la sottoscritta, che lo ha visto troppo spesso come un’accozzaglia di cose, fatte non troppo a modo, messe in scena da persone che non saprebbero fare bene né gli attori, né gli acrobati, né i giocolieri né i danzatori, e allora fanno il nouveau cirque. Ma questo spettacolo vale davvero la pena di essere visto.

Si tratta di uno di quei carillon a vista, perfettamente congegnati, dei quali non si sa se è più affascinante ascoltare la musica che producono o guardare il marchingegno che si muove.
E come nel migliore circo di una volta (quello che ancora alcuni ricordano) il pubblico viene gentilmente e felicemente coinvolto, sin dall’inizio, in un crescendo di partecipazione – architettata in maniera ammirevole – che si conclude in un tripudio, in una vera festa alla quale gli spettatori partecipano a tutti gli effetti.
Bravi gli attori (al tempo stesso acrobati e giocolieri), che riescono immediatamente a creare un’atmosfera da fiaba, che avvolge gli spettatori per tutto il tempo. Per ottanta minuti usano un grammelot divertente e comprensibilissimo a chiunque, creato non senza riferimenti alle origini dello Yiddish.

Finalmente uno spettacolo che usa una lingua di tutti, dunque. Quello che accade è evidente agli occhi e alle orecchie del pubblico che, senza rendersi conto del come, capisce proprio ogni cosa.
Per la dimestichezza che mostrano nel guidare gli spettatori i performers sembrano quasi esibirsi in uno spettacolo di teatro di strada. E la musica dal vivo crea un delicato sottofondo alla storia. Storia che si prende, del resto, tutto lo spazio di cui ha bisogno e non soltanto quindi, il palco, ma anche il foyer, la cabina di regia e la platea.
Il regalo più bello che la compagnia ci fa è di permettere che sia proprio il pubblico a diventare l’ingrediente fondamentale, senza il quale la storia non potrebbe avere un lieto fine.
Senso dell’humor, delicatezza, ma anche capacità di mostrare la tenerezza e la passione di un amore che nasce, l’amarezza di una relazione giunta al suo termine, e molto, molto altro. Perché, come diceva qualcuno, “eh la vita, la vita, pì storta che drita”.

Alla fine, senza sapere bene perchè, c’è chi si commuove persino mentre il duplice matrimonio viene festeggiato.
Non contenta dello stato di eccitazione in cui tutto il pubblico versa al termine dello spettacolo, la compagnia (perchè proprio di una compagnia si tratta, con tanto di capocomico nei panni dello scemo del villaggio) rompe col grammelot e interrompe gli applausi, per augurare una vita meravigliosa a tutti.
Uno spettacolo da ricordare.

Viva Zapatero
Circus Klezmer
regia: Adrian Schwarzstein
produzione: Ateneu Barcelona
durata: 1 h 20’
applausi del pubblico: 4’ 54’’

Visto a Londra, London International Mime Festival, il 15 gennaio 2009

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