Arturo Cirillo e la lunga, intensa giornata di O’ Neill

Dopo “Lo Zoo di vetro” e “Chi ha paura di Virginia Woolf”, Arturo Cirillo ha proposto, al Teatro Menotti di Milano in prima nazionale, un nuovo tassello del suo personalissimo percorso nel teatro statunitense, mettendo in scena il capolavoro di Eugene O’ Neill “Lunga giornata verso la notte” (Long Day’s Journey into night), opera soffertamente autobiografica del 1942, che avrebbe dovuto, secondo l’autore, restare in un cassetto per almeno 25 anni dopo la sua morte, ma che, per fortuna, gli eredi riuscirono a far rappresentare solo tre anni dopo, nel 1956.
“Long Day’s Journey into night” vinse in quella occasione il Premio Pulitzer per la drammaturgia: il quarto per O’ Neill ed il primo postumo nella storia del premio.

Il dramma mette in scena, nel periodo di una giornata, i rapporti fra i quattro componenti della famiglia Tyrone, capitanata dal sessantacinquenne James, attore sulla via del tramonto, taccagno e sempre in tournée, sua moglie Mary, morfinomane e per questo appena uscita da una clinica, e i due figli, Edmund, il più giovane, poeta promettente, minato dalla tubercolosi, e James, attore fallito e alcoolista congenito.

Fra le analogie evidenti con la vita del grande drammaturgo, la tubercolosi, a causa della quale O’ Neill fu internato per due anni in un sanatorio, e l’alcolismo del fratello James, che non per nulla ha lo stesso nome del personaggio del dramma.


I sentimenti contrastanti dei personaggi sono tutti concentrati in una lunga giornata (nel titolo il termine “Journey” viene risolto, a seconda dei casi, con viaggio o giornata) disseminata da scontri, riappacificazioni, paure, speranze e confessioni.
Ogni personaggio mente a sé stesso e agli altri, figurandosi una situazione ben diversa da quella reale, che ogni volta viene invece, impietosamente e vicendevolmente, vomitata addosso all’altro.

Come si evince dalla trama in cui il dramma si svolge, qui la parola regna sovrana, conducendo il gioco di un teatro che affonda le radici nella tradizione del teatro borghese europeo, rinnovandola in un contesto e in un tempo diverso.
Lo stesso Cirillo, che interpreta egregiamente il ruolo del capofamiglia, ha confessato la propria paura nel mettere in scena il copione: “Mi spaventava il suo iperrealismo. L’ho superato rendendo quasi astratti i testi ed asciugandoli di certe esasperazioni di tono”.

E infatti lo spettacolo procede attraverso scontri verbali tra i personaggi che Cirillo rende assolutamente scevri da ogni enfasi declamatoria, proiettandoli in una definizione di caratteri veri e contemporanei. Essi entrano in scena lasciando la loro postazione da un finto camerino, che ci conduce anche a riflettere sul lavoro dell’attore, per molti versi centrale nel dramma.
Vi è poi la nebbia che spesso invade la scena, filtrata da una luce che a stento riesce ad illuminare una realtà in cui la speranza ha ben poche possibilità di riuscita.

Uno spettacolo di tale intensità aveva certo bisogno di quattro interpreti di gran classe, e così è stato. Accanto all’ineccepibile regista e attore, Milvia Marigliano, che lo ha sempre accompagnato nella trilogia americana, asseconda pienamente, tra realtà che la morfina rende sogno, il personaggio di Mary; Rosario Lisma disegna da par suo un James sempre sovra tono, spaccone e per nulla consapevole dei propri fallimenti, mentre Riccardo Buffonini, ancora una volta, dopo essere stato protagonista de “L’importanza di chiamarsi Ernesto” del Teatro dell’Elfo ma in un ruolo totalmente diverso, si conferma come uno degli interpreti più convincenti della sua generazione.
In scena ancora stasera e domani a Milano, e dall’8 all’11 febbraio al Teatro Nuovo di Napoli.

LUNGA GIORNATA VERSO LA NOTTE
di Eugene O’ Neill
con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Rosario Lisma, Riccardo Buffonini
scene Dario Gessati – assistente Maddalena Moretti
costumi Tommaso Lagattolla – assistente Donato Di Donna
luci Mario Loprevite
regia Arturo Cirillo
assistente alla regia Mario Scandale
un ringraziamento per la collaborazione a Lucia Rho
produzione Tieffe Teatro

durata: 2 h senza intervallo

Visto a Milano, Teatro Menotti, il 31 gennaio 2018
Prima nazionale

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