Civitanova Danza 2009: fra contemporaneità e tradizione

Chiara Frigo

Chiara Frigo (photo: civitanovadanza.it)

Si potrebbe definire un festival “che danza tutto”, quello che dal 21 giugno a 6 agosto anima Civitanova Marche, già nota al pubblico della regione per essere una delle più interessanti vetrine locali del teatro contemporaneo e della ricerca.

Civitanova Danza ogni anno riunisce nella città marchigiana alcuni dei nomi più rappresentativi del panorama internazionale dell’arte del movimento. Giunta alla XVI edizione, è dedicata alla memoria del maestro Enrico Cecchetti, uno dei più importanti ed amati maestri di danza vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, che a Civitanova ebbe i natali.

Il programma si articola in sette appuntamenti per altrettanti spettacoli molto diversi fra loro, a confermare la vocazione del festival, la sua prima tensione: l’onnicomprensività. Una scelta, quella della direzione artistica curata da Gilberto Santini, direttore dell’Amat, che mira a proporre non solo differenti tipologie di danza (dalla tradizione del balletto classico alle esperienze più contemporanee), ma anche a riunire alcuni dei più significativi rappresentanti del mondo della danza.
Grande ‘overture’ (è proprio il caso di dirlo) domenica 21 giugno al Teatro Rossini, con uno spettacolo-evento che vede in scena Mikhail Baryshnikov, osannato in tutto il mondo per eleganza, flessibilità, capacità di rinnovarsi ed essere sempre portatore di una poesia indimenticabile, accompagnato da una straordinaria partner, Ana Laguna, per uno spettacolo che si preannuncia carico di pathos. “Three solos and a duet” raccoglie infatti le coreografie di alcuni dei maestri indiscussi della scena coreografica internazionale: da Benjamin Millepieds e Alexey Ratmansky a Mats Ek.

Il 26 giugno, ancora al Teatro Rossini, la Compagnie R.B. Jérôme Bel presenta “The show must go on”, spettacolo culto già considerato un ‘classico d’avanguardia’ della nuova generazione di coreografi europei, basato su una successione di diciotto canzoni pop per ognuna delle quali Bel ha concepito una coreografia ironica e apparentemente semplice, in realtà ricca di virtuosismi.
Il 3 luglio debutta in prima assoluta l’”Otello” del Balletto di Roma, con la coreografia di Fabrizio Monteverde, già apprezzato nelle precedenti edizioni del festival per il fascino e la suggestione delle sue creazioni, spesso arricchite da una lettura provocatoria dell’opera di partenza.
Altra prima assoluta, l’11 luglio, è il debutto di “Casanova” di Aterballetto, considerata fra le principali compagnie di danza in Italia, formata da danzatori solisti di altissimo livello tecnico in grado di confrontarsi con tutti gli stili, qui coreografati da Eugenio Scagliano.
Il Teatro Annibal Caro ospita invece il 15 luglio Chiara Frigo, coreografa e performer già distintasi per intensità e creatività nelle più interessanti vetrine europee contemporanee, in scena a Civitanova con due lavori: “Takeya Female Version”, un lavoro sulla velocità e sul rapporto tra quella fisica e quella mentale (vincitore del Concorso GD’A XL Veneto e della piattaforma Aerowaves – Londra) e “Much”, studio del nuovo lavoro frutto della residenza nell’ambito del progetto Civitanova Casa della Danza.
Il 26 luglio il festival si sposta all’Arena Gigli di Porto Recanati con la Compagnia de Los Vivancos in “7 Hermanos”, spettacolo che mescola musica e danza, e dove l’energia e la passione del flamenco vengono contaminati da altri stili di danza: dal funk al balletto.

Anche nel 2009, per il gran finale, la danza scende in piazza. Dopo il successo della pizzica tarantata dell’anno scorso, Civitanova Danza saluta il pubblico con una grande festa all’insegna delle suggestive danze popolari. Il 6 agosto, in piazza XX Settembre, il ballo sardo sarà protagonista della serata “Su ballu sardu”, che vede l’esibizione dei Cambales, provenienti dal centro della Sardegna. Prevista anche la partecipazione dei Mamuthones, tipiche maschere sarde, che animeranno la serata con una cerimonia solenne, ordinata come una processione ma che allo stesso tempo è una danza piena di fascino, condotta al ritmo dei campanacci e dei sonagli indossati.

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