Claudia Caldarano e Daniele Ninarello: fra dialoghi in divenire e poetica dello spazio

Claudia Caldarano

Claudia Caldarano (photo: © Guido Mencari)

Si parte da un urto. Una scena che di colpo diventa buio in cui scomparire.
Poi la musica accende un movimento organico che fin dal primo momento appare carico di tensione, di sofferenza, di spasmi.  
Tensione e distensione si alternano, finché si sprigiona un’energia vitale implosa, che apre al dialogo e fluisce nel tentativo di ritrovare parole, gesti in cui riconoscere ricordi.

Le “Dialogotonie” di Claudia Caldarano, progetto di venti minuti presentato nell’ambito della rassegna Spam! diretta da Roberto Castello, sono a più voci, a tratti dissonanti, sono fatte di frasi che si articolano in una crescita di movimenti pulsanti in una partitura sincopata, finché si arriva ad un punto di inerzia per poi iniziare un nuovo percorso, spezzarlo e ritrovarlo ancora.

Il dialogo trova una forma di resistenza nell’interazione tra suono, voce e corpo, e rimane inappagato perché parte di un complesso processo di scioglimento. L’oscurità assume un’importanza determinante nel trasmettere l’assenza – il buio è il vuoto – dove una zona di luce si contrappone come energia vitale e presenza allo stato embrionale.

Un’interessante riflessione sulle potenzialità del movimento quale vettore di dialogo, che rivela alcuni momenti sterili ma di cui si coglie il desiderio di confronto e l’apprezzabile esigenza di manifestare senza mostrare.

Daniele Ninarello

Daniele Ninarello (photo: festivalammutinamenti.org)

Potremmo invece definirla una poetica dello spazio e accordi di movimenti, “Non(leg)azioni” di Daniele Ninarello.
Con un’articolata e rara grammatica del movimento, Ninarello asseconda e rende visibile l’energia che veicola liberamente attraverso il proprio corpo. Più che virtuosismo le sue improvvisazioni sono sequenze aperte all’indefinibile, espressioni di desideri primordiali, di equilibri latenti.

Accompagnato dalla musica di una chitarra classica riesce a creare pathos con ogni sua parte del corpo, che conduce il movimento ad una costruzione naturale di significato. Il suo è un corpo malleabile che si attorciglia, si reclina sul pavimento come se stesse ondeggiando in acque sconosciute, cade e si rialza con una costante e agile dinamica.  

Ninarello fa danzare ogni singola parte del corpo – emozionante la sequenza in cui le sue mani danzano in un getto di luce – disegnando figure nuove, tratteggiando ombre e luci che fanno pensare ad un quadro a metà tra il Caravaggio e El Greco, fino a creare un tempo e uno spazio che sembrano sperimentare una nuova dimensione, dove il danzatore cattura un se stesso abbandonato nelle pieghe cieche dello spazio per rivelarne, in nuova luce, un potenziale catartico e fino ad allora sconosciuto.

Il suo abbandonarsi all’improvvisazione fa pensare al  coraggio dello sperimentare, del mettere in gioco le proprie emozioni allo stato più puro, per trasformarle in energia creativa, in uno strumento di nuove possibilità. In questo senso il danzatore interagisce con lo spazio, che assume una propria forma e un proprio ruolo, non di contrasto ai movimenti, ma anzi, in totale sintonia.

Dialogotonie
progetto, interpretazione e musiche: Claudia Caldarano
durata: 20’
applausi del pubblico: 1’ 05’’



Non(leg)azioni

coreografia e danza: Daniele Ninarello
musiche: Sharon Isbin Liut Suites J.S.Bach
coproduzione: Mosaico Danza /Festival Interplay
in collaborazione con Associazione Artemovimento /Festival Insoliti
durata: 20’
applausi del pubblico: 1’ 20’’

Visti a Ponte a Moriano (Lu), Teatro Nieri, il 24 novembre 2012
Spam! Festival 2012
 

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