Tra freddure e Cliché, il MaldiPalco 18 di Tangram Teatro

Manuel & Miranda
Manuel & Miranda

Febbraio. Torino è nella morsa del freddo. Tra bagordi carnevaleschi e fioretti quaresimali, salutiamo intirizziti il mese più siberiano dell’ultimo secolo. Per scongiurare il rischio di surgelamento – anche interiore – andiamo a caccia di spettacoli che ci divertano, in qualche modo ‘leggeri’ e meno conosciuti, firmati da compagnie non ancora così note.
Ci aiuta in questo Tangram Teatro con una soluzione che ha accompagnato il pubblico del capoluogo piemontese per i fine settimana di febbraio: MaldiPalco – Focus Torino. Sede distaccata dell’omonima rassegna autunnale, questo “focus” si è proposto come «una nuova forma di residenzialità artistica, [mirante a creare] un ambiente dove poter coltivare la creatività mettendola in relazione con il territorio». “Manuel & Miranda” e “Cliché” sono infatti spettacoli nati e sviluppati in città, con attori che in molti casi sono passati dalla Scuola dello Stabile di Torino.

Ad aprire le danze, tra freddure e sterzate trash, è stato “Manuel & Miranda”, uno spettacolo che fa “riderissimo” firmato da Magdalena Barile. Un cabaret paillettato – per non dire carrozzone spampanato – diretto da un duo comico alquanto bizzarro. La battuta mordace è il loro Vangelo. Trionfo del ghigno, tempio del politically incorrect, lo spettacolo non le manda certo a dire! Ce n’è, insomma, un po’ per tutti: vecchi, paraplegici, donne.
Che lo scopo sia quello di far sentire gli spettatori come da “Cencio La Parolaccia”, lo ammette programmaticamente, sin dalle prime battute, l’ottimo protagonista Federico Manfredi, marito di Miranda, al secolo Alba Maria Porto. All’attrice basta esibire una qualunque espressione ebete per far letteralmente piegare in due il proprio uditorio, senza bisogno di proferire alcun verbo. Mimica del volto esilarante. Come ogni famiglia comica che si rispetti, c’è pure il figliolo (Christian Di Filippo, nelle vesti del fantastico e riottoso secchione, di indole passivo-aggressiva), la cui sorte – all’inizio – ci tiene sospesi: speriamo infatti, in cuor nostro, che ad aver costretto quei due poveri “fraciconi” dei suoi genitori a sbarcare il lunario in quel modo riprovevole sia stata una tragica fatalità. Sarà davvero così?

I flashback ci confondono. «Far ridere è un’azione potenzialmente letale» scrive la compagnia. «Artisti, politici, nani e bambini canterini, oggi vogliono tutti impressionare. L’intera comunicazione passa attraverso immagini shockanti, messaggi disturbanti, provocazioni studiate a tavolino. In questi tempi di modesta moralità e macabro spinto, Manuel & Miranda annuncia la sua piccola crociata disturbante e si cimenta in un piccolo esperimento teatrale sull’indignazione e il qualunquismo, che sembrano essere oggi le uniche forme di resistenza pacifica. […] L’impegno sociale, la famiglia, le religioni, la politica, la condizione femminile, le questioni importanti sembrano aver perso ogni solennità: sono diventati i bersagli muti di battutacce crasse e crudeli, pretesti per ridere e farci ridere addosso».
La drammaturgia si “degrada” (si fa per dire) in un tourbillon di barzellette e, nella sua deprimente assurdità, assume la forma di un inno grottesco. Quel grottesco inteso à la Rabelais, come commistione di grossolano e fino, farsesco e drammatico, che è la lezione più importante che possiamo trarre dal teatro novecentesco italiano (quello di Bene, De Berardinis e Cecchi) ed europeo. Brava tutta la troupe.


Cliché

Cliché

Altrettanto interessanti i risvolti meta-attoriali dischiusi da “Cliché – Ci spogliamo per voi”, una bella produzione targata Dramelot e Proprietà Commutativa, già presentata durante la scorsa edizione del Torino Fringe Festival.
Un cast tutto al femminile sa catturare il pubblico in una rete di “scuse banali” e “luoghi comuni”. È la “cruda realtà” che si smaschera da sé. Ovviamente si tratta di mascherine in pieno stile club privé!
Con un sound interiore che strizza l’occhio al De Andrè di “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, lo spettacolo si sviluppa in due momenti. C’è un primo tempo, durante il quale le tre protagoniste – spogliarelliste “per caso” – se la contano fra loro, e un secondo tempo, quello delle confessioni, nel quale prevale la forma del soliloquio.

Francesca Bracchino è la madre di una cucciolata: non si vergogna di riuscire a mettere da parte qualche spicciolo concedendosi agli sguardi lussuriosi dei suoi spettatori. Elisa Galvagno incarna invece la ragazza un po’ svampita, un po’ casa e chiesa, un po’ trasgressiva, un po’ determinata, un po’ scaltra. Insomma, un po’ di tutto. Ma è soprattutto una donna come tante, una di quelle che ha incontrato l’uomo sbagliato.

Molto interessanti sono poi le scelte scenografiche, di vaga couleur locale (un palo per la lap dance, sia pur di cartone; un’insegna luminosa fucsia; tre seggiole che strizzano l’occhio al Cabaret di Bob Fosse). Tra boa e reggiseni, tra stacchetti alla Beyoncé e divertenti gag, le attrici – calzando body fosforescenti e sempre con un tocco di leggerezza – si interrogano altresì sullo stato di salute dell’arte teatrale e del suo primo cittadino, l’attore, «costretto ad aderire ad alcuni cliché imposti dalle leggi del mercato».
Assume così un ruolo epifanico la bravissima e divertentissima Valentina Virando, che – al pari delle colleghe – è insieme donna reale e homo fictus. E’ lei ad infrangere, a passi di danza classica («passi rintracciati su un qualche tutorial di YouTube»), la tradizionale separazione tra interprete e ruolo: «Ci si [spoglia] di tutto questo – promettono le note di regìa – e si [racconta] l’umanità celata dietro il presunto personaggio».

MANUEL & MIRANDA
di Magdalena Barile
regia Federico Mandredi
con Alba Maria Porto, Christian Di Filippo e Federico Manfredi

durata: 55′
applausi del pubblico: 2′ 03”

 

 

CLICHÉ – CI SPOGLIAMO PER VOI
una produzione Dramelot e Proprietà Commutativa
con Francesca Bracchino, Elisa Galvagno e Valentina Virando
scritto e diretto da Alessandro Federico

durata: 55′
applausi del pubblico: 4′ 33”

 

 

Visti a Torino, Tangram Teatro, il 2 e 10 febbraio 2018

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