Alterità teatrali: videointervista al Consorzio Ubusettete

Consorzio Ubusettete

Consorzio Ubusettete

Editoria & Spettacolo ha appena pubblicato un interessante libro dal titolo “Zone Teatrali Libere – un esperimento di produzione indipendente a Roma”. Graziano Graziani, curatore della pubblicazione, scrive nell’introduzione: “A dispetto di una scena teatrale vivace, estremamente ricca sia per quantità che per qualità, la capitale non dispone di un vero e proprio centro di produzione dedicato alla scena contemporanea. Perché a Roma non esiste un vero tessuto culturale. La cultura la si consuma, come una merce. […] C’è chi ha definito il “teatro indipendente romano” […] una sorta di movimento. Forse di un movimento non ha l’agilità né la compattezza, ma con tutta probabilità questo magma è qualcosa che somiglia molto a quel “tessuto culturale” di cui istituzioni e politiche culturali hanno creduto di poter fare a meno”.

Nel libro di Graziani si parla di alcune compagnie che, grazie a un buon lavoro di rete, a un giusto affiancamento da parte di critici e operatori, sono state in condizioni di produrre davvero qualcosa, di girare la chiave, di versare concime in un terreno fertile di per sé. L’intervista che proponiamo oggi è un ulteriore sguardo a questa realtà, una stretta di mano a certe energie che hanno cominciato a girare grazie al sostegno sotterraneo di realtà locali come centri sociali (Rialto Santambrogio, Strike, Agelo Mai etc.) e che, ora che sembra l’attenzione al nuovo teatro stia finalmente aprendo qualche timpano, non hanno alcuna intenzione di smettere di farlo.

Pop art, futurismo, arte informale e arte espressionista. Quattro definizioni “fulminanti”, mutuate dalle avanguardie dell’arte figurativa, per inquadrare a un primo sguardo Kataklisma, amnesiA vivacE, Teatro Forsennato e OlivieriRavelli_Teatro, le quattro compagnie che compongono il Consorzio Ubusettete. Originariamente una “fanzine”, periodico indipendente di informazione, aggiornamento e critica del nuovo humus teatrale metropolitano, poi una rassegna indipendente durata sei edizioni, infine l’esigenza di riunire le forze a comporre una barricata. Una massa critica, una testuggine di creatività e produttività nata con l’intenzione di portare a termine il compito più arduo: rimanere a galla senza scendere a compromessi, senza corrompere il proprio linguaggio.
Il resto lo lasciamo alle parole dei membri del Consorzio: Elvira Frosini, Daniele Timpano, Dario Aggioli e Fabio Massimo Franceschelli.

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