Consulta Permanente per le Arti e lo Spettacolo: l’arte come bene primario

Photo: Margherita Caprilli
Photo: Margherita Caprilli

Tanto si è parlato e tanto si è detto sull’emergenza Covid, sulle macerie che ha causato, sulle fragilità che ha fatto emergere in maniera così potente e devastante.
Tanto ancora si dirà.
Ma forse bisogna anche provare a rintracciare i piccoli semi di positività che sempre accompagnano anche le più grandi negatività.

La nascita della Consulta Permanente per le Arti e lo Spettacolo, presentata la mattina del 22 luglio in conferenza stampa, è probabilmente uno di questi.

Movimenti che raccolgono categorie specifiche di lavoratori dello spettacolo, o trasversali e più incentrati sui territori, così come singoli, si sono uniti, e con uno sforzo collettivo durato mesi hanno dato vita a un organismo che non vuole essere di rappresentanza, bensì “lo spazio costituente di un pensiero” che, senza verticismi, possa entrare in dialogo con tutte le realtà che lavorano per restituire dignità ai lavoratori e alle lavoratrici del mondo delle arti e dello spettacolo. Perché, secondo i relatori, “c’è bisogno di pensatori” in maniera tale che la Consulta possa essere veramente, nel tempo, un soggetto in cui le diverse identità confluiscano non per snaturarsi ma per costruire insieme, un “laboratorio che potenzi la cultura collettiva”.

Questo sforzo è culminato in una tre giorni intensa di lavoro in cui si è usato lo strumento dell’hackathon per arrivare alla produzione di un manifesto comune, che è stato letto in diretta; un manifesto che, già nella sua articolazione, rivela uno spostamento dell’approccio: la poeticità intrinseca di porre, e quindi difendere, l’arte come “bene primario”.

Tra gli obiettivi futuri il proseguimento dei lavori dei tavoli già attivati: uno sulla gestione del FUS, uno incentrato sulle tutele dei lavoratori, uno sulla formazione e infine uno sull’audiovisivo e tutte le problematiche legate allo spostamento sul web dei prodotti teatrali.

I relatori hanno posto l’accento, anche in seguito alle numerose richieste, sul fatto che la partecipazione ai tavoli sia assolutamente libera, sia per i gruppi che per i singoli, proprio nell’ottica di inclusione e condivisione, con un approccio che “eviti le trappole dei convincimenti personali”.
Lo sforzo sarà, come per la redazione del manifesto, quello di indagare, scrivere e arrivare infine a sintesi che possano restituire un pensiero e delle istanze comuni, con cui presentarsi uniti nelle occasioni di confronto a cui il mondo dell’arte e dello spettacolo verrà chiamato.

Proprio in quest’ottica, a chi chiedeva il rapporto della Consulta con il Forum Arte Spettacolo ha risposto Federico Toso, direttore della Federazione Nazionale Artisti di Strada, presente all’interno di entrambi i movimenti, sottolineando come ci sia assolutamente la possibilità di una collaborazione, e anzi avanzando la proposta di organizzare un incontro in cui confrontarsi già a settembre. Così da far dialogare lavoratori e lavoratrici che, con coraggio e grande passione, “recuperano la responsabilità del loro ruolo nel passaggio presente, affinché si possa tornare a fare il nostro mestiere nella dignità che meritiamo” ha dichiarato Toso.
La brace che sotto la cenere promette una nuova fiamma.

La Consulta ha attivato una pagina Facebook in cui poter seguire i lavori e una mail dedicata a cui rivolgersi per informazioni e adesioni: consultapermanente.as@gmail.com

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