Corpi en plein air. Ultima tappa di W4DNA

Ada D'Adamo

Ada D’Adamo

Tempo d’estate, tempo di conclusioni e nuovi inizi.
Anche Waiting for DNA, partito a gennaio e delle cui tappe vi abbiamo dato resoconto in questi mesi, arriva al termine. Si conclude in bellezza, nella frondosa cornice di Villa Borghese, che ospita gli ultimi due incontri del progetto.
I due week end di maggio e giugno sono un ulteriore arricchimento della riflessione teorica e visiva intorno al tema portante di tutti gli appuntamenti, quello della drammaturgia nella danza, tema affrontato questa volta tramite un lavoro di pratica corporea seguito e messo in atto da un nutrito gruppo di amatori e professionisti.
Si ritrovano i visi ormai familiari di chi ha seguito tutto il percorso, un inizio di conoscenza e riconoscimento dei corpi e delle possibilità che la pratica comune innesca.

Il laboratorio ‘en plain air’ è affidato ad Adriana Borriello, diplomata all’Accademia di Danza di Roma e al Mudra di Bejart, volata poi a Bruxelles dove ha partecipato alla fondazione del gruppo Rosas di Anne Therese de Keersmaeker, tornata poi in Italia dove ha attivato numerose collaborazioni come coreografa ospite, mantenendosi nella possibilità di realizzare spettacoli solo quando si verifichino le condizioni produttive necessarie a garantire la minima qualità del lavoro autoriale. Intensa anche la sua attività didattica, che le ha permesso di costruire un approccio pedagogico molto personale, accurato e preciso nella sua trasmissione, delineato e tracciato da un ambito linguistico specifico e puntuale.


Tra scoiattoli disinvolti in salita e discesa dai lecci secolari, bambini giocosi, cani abbaianti, turisti incuriositi, lame di luce che tagliano il verde delle fronde, il gruppo ha esperito in maniera molto reale quello che era stato l’enunciato teorico lanciato da Ada d’Adamo nel primo incontro: la “drammaturgia del corpo” nel momento in cui il corpo appunto, entrando in una modalità performativa, scolpisce il tempo e lo spazio, parametri di riferimento per l’accadere di un qualunque evento di movimento.

Adriana Borriello

Adriana Borriello (photo: Piero Tauro)

“Dal punto di vista personale, ho vissuto il progetto come una sorta di viaggio che ci ha condotto all’essenza della drammaturgia di danza. Se infatti nel primo incontro storico-teorico avevo parlato di una “drammaturgia del corpo”, sottolineando come nello spettacolo di danza non sia necessario un testo, una storia o una narrazione perché ci sia drammaturgia, questo enunciato teorico ha poi ritrovato una conferma sia nelle visioni e nelle parole dei coreografi, sia nella pratica a fine percorso, il laboratorio con Adriana Borriello – riassume Ada d’Adamo – Nei suoi incontri, infatti, Borriello ha messo in luce come l’applicazione di determinate modalità dell’organizzazione dello spazio e del tempo in relazione al corpo in movimento determini reazioni diverse in chi guarda, concorrendo a strutturare un percorso energetico-drammaturgico dello spettacolo. Questo continuo rimando dalla teoria alla pratica, che ha sollecitato mente e corpo insieme, è stato molto stimolante”.

In effetti è stato veramente interessante partecipare a tutto il percorso, che ha connesso in maniere molteplici i diversi soggetti che ruotano attorno al mondo della danza – allievi, coreografi, insegnanti, pubblico, giovani critici e storici – mettendo l’accento su tematiche importanti che riguardano la formazione.
La frequentazione quotidiana di scuole di danza rende veramente urgente una riflessione sul fatto che la formazione non può e non deve ridursi a mero studio tecnico di passi, ma deve poter e saper creare il contesto entro cui quei passi diventino strumento di comunicazione; per farlo deve sapere e poter ragionare quindi anche sui temi connessi alla drammaturgia e alla visione. Perchè nelle scuole di danza non si formano solo danzatori ma anche un pubblico più consapevole, più attento e più critico.

Chiudiamo quindi l’esperienza con le parole di Anna Lea Antolini, responsabile promozione danza italiana e programmazione DNA della Fondazione Romaeuropa e curatrice del progetto, che lancia già un ponte verso la nuova edizione: “W4DNA 2014 ha accompagnato e stimolato, in sei appuntamenti dalla natura molto diversa, il nostro pubblico, un pubblico eterogeneo e curioso, attento e desideroso di crescere insieme. W4DNA è stato uno stimolatore di conoscenza a più livelli e su più fronti: le parole di Ada D’Adamo, il contributo dei singoli artisti, le riflessioni corporee di Diana Damiani, Grazia Grosso, Chiara Ossicini, Ketty Russo, la generosità del pubblico, gli scritti dei ragazzi di DNAscritture hanno dato corpo a un inizio delicato, deciso ed itinerante che confluirà in DNA 2014 a novembre. Ora godiamoci l’estate, ma non perdiamo memoria di questa esperienza, conserviamola nei nostri occhi per riaccenderla vigorosa con la danza del Romaeuropa Festival”.

W4DNA – Waiting for DNA quinto/sesto appuntamento
En plein air – Percorsi energetico formali
un punto di vista sulla drammaturgia del movimento
a cura di Adriana Borriello

Villa Borghese, Roma, 10/11 maggio –  7/8 giugno
 

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