Corrado D’Elia: il perché del successo di Teatri Possibili

Corrado D'Elia
Corrado D'Elia

Corrado D’Elia (photo: teatripossibili.it)

“Quando me lo chiedo, ancora non riesco a spiegarmi le vere ragioni che hanno decretato, in così pochi anni, un successo tanto importante di pubblico”.
Forse l’idea di puntare sul territorio, forse la spinta costante verso spettatori giovani. Forse la voglia di creare un network di piccoli teatri che guardasse a criteri di sostenibilità economica, anche oltre i contributi pubblici. Forse tutto questo assieme, o forse nulla, eppure il progetto Teatri Possibili, con la punta d’eccellenza di Teatro Libero a Milano, è una realtà vera della scena italiana “di piccole dimensioni”. Una rete teatrale ma anche una comunità artistica che si è estesa negli anni ed ora tocca, con produzioni, network e palcoscenici disponibili, numerose città del Centro e Nord Italia.

Ideatore e fondatore di questo circuito è l’attore e regista Corrado D’Elia.
Il suo prof del liceo, Salvatore Guglielmino, ama Franco Parenti e porta la classe a teatro. Nasce forse da lì la farsa che D’Elia racconta al padre: andar male in greco per inventare pomeriggi di ripetizioni inesistenti, mentre in realtà fa le prove con la compagnia del liceo. Poi arriva la Paolo Grassi, che lo distoglie dagli studi universitari di medicina, seguita dal sogno di una propria realtà autonoma.

Teatri Possibili nasce come associazione culturale a Milano nel 1996; dal 2002 si trasforma in Circuito Teatrale Indipendente e oggi è consorziato con teatri di Milano, Torino, Firenze, Genova, Trento, Pisa, L’Aquila, Legnano, Bordighera, Finale Ligure, Loano, Ventimiglia, Sanremo e Imperia. Appartengono così al circuito dall’Everest di Firenze al Teatro Zeta di L’Aquila, dalla recente “entrata” del Baretti di Torino al Garage di Genova; oltre alla gestione di rassegne e manifestazioni come quelle al Cuminetti di Trento (in collaborazione con il Centro Santa Chiara) o al Sant’Agostino di L’Aquila.
Teatro Libero è stato best performer al box office per i teatri sotto i 200 posti nella stagione 07/08.
Un motivo per tutto questo ci deve essere.

Abbiamo aspettato Corrado D’Elia al varco, prima di una replica a Monza di “Novecento”, spettacolo ispirato al celebre monologo di Alessandro Baricco.
Testardo. D’Elia è un testardo, un caterpillar del teatro, che fra repliche, impegni aziendali, regie e corsi attorali è impegnato praticamente tutto l’anno. Se lo incontri parla a bassa voce, per preservare questa risorsa che, fra così tanti impegni, va gestita con attenzione. E già da questi piccoli particolari si capisce che si tratta di un pianificatore accorto. La video-intervista, seduti sul palcoscenico come sul ponte di una nave, con D’Elia che riflette sul perché si sia imbarcato in quest’avventura e dopo tredici anni la senta così sua da non pensare in nessun modo di scendere, in fin dei conti assomiglia davvero alla storia di Danny Boodman T. D. Lemon.

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