Coscienza civica o Made in Italy? A Babilonia Teatri il Last Seen 2008

Made in Italy
Made in Italy

Enrico Castellani in ‘Made in Italy’ (photo: Elena Poddi)

Non ancora esaurite le discussioni a proposito dei Premi Ubu assegnati lunedì scorso, anche KLP tira le somme dell’anno appena trascorso. E lo fa decretando “Made in Italy” di Babilonia Teatri come Last Seen 2008, personalissima e assolutamente simbolica segnalazione fra gli spettacoli visti e recensiti dalla redazione nel corso dell’anno passato.

Nessuna velleità, da parte nostra, di competere con altri e ben più blasonati riconoscimenti, ma siamo felici che i lettori di Krapp’s Last Post abbiano voluto ‘premiare’ la compagnia veronese e il loro spettacolo-rivelazione della scorsa stagione, già vincitore del Premio Scenario 2007 e tra le nomination agli Ubu come miglior novità italiana.

Per il sondaggio di febbraio abbiamo deciso di riallacciarci proprio ai Premi Ubu e, nello specifico, alla questione emersa dal dialogo tra il Diplomatico e la Faziosa (vedi i post correlati) a proposito dell’antefatto grazie a cui avrebbe preso vita la ‘fortunata carriera di Massimiliano Civica’.
Da qui sorge spontanea una domanda: per far strada nel teatro (ma il discorso potrebbe riguardare qualsiasi settore, artistico e non, della società contemporanea) è necessaria la raccomandazione?

Sia chiaro, nessuno intende mettere sotto accusa il lavoro del regista reatino ed attuale co-direttore artistico del Teatro della Tosse che, se non altro, ha dalla sua il merito di non aver taciuto. Siano poi i suoi spettacoli, applauditi o criticati da pubblico e stampa per i meriti espressi sulla scena, ad esser giudicati.
Tuttavia è inevitabile che ci si chieda quanto, questa pratica, possa influenzare l’emergere di alcuni personaggi a scapito di altri e, soprattutto, in che misura finisca per condizionare la gestione dell’intero sistema teatrale italiano. Insomma, qual è la linea di confine tra un sostegno disinteressato nei confronti di un artista meritevole e la vituperata pratica della raccomandazione?

A questa domanda accostiamo volentieri una provocazione: quanti, fra coloro che oggi si indignano, non si sono mai mostrati e, ne sono certi, mai si mostreranno indulgenti verso un qualche genere di intercessione volta al sostegno di una propria o altrui candidatura? Se emergesse l’opportunità di esser scritturati per una produzione di rilievo, unicamente grazie all’intercessione di una persona amica ed influente, saremmo in grado di rifiutare?

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