Co(te)lette: il corpo visto da Ann Van den Broek, tra bellezza sensuale e decadenza

Co(te)lette
Co(te)lette

Co(te)lette (photo: arenadelsole.it)

Un pezzo di carne, un taglio o, ancora, la costola di Adamo da cui ebbe origine Eva, che – secondo l’Antico Testamento – morse la mela del peccato per desiderio incontrollabile.
Questi rimandi, suggestioni ed evocazioni di un nome (un gioco di parole che in francese fonde Colette alla côtelette, la nostrana cotoletta) circondano, in un vortice spezzato, l’ironica e precisa danza di tre giovani donne in perenne ricerca d’appagamento.
Ecco così il femminile, esplorato nelle sue più intime contraddizioni, farsi fulcro di un viaggio a cerchi concentrici, sospeso tra la soddisfazione del sesso e i passi di un corpo ridicolizzato nel culto della sua ossessione. Se lotta senza scampo è infatti il dominio dell’istinto per la supposta donna ferina, un agire maldestro sfugge d’altro canto alla linearità della narrazione per esplodere improvvisamente nella fragilità di una carne che, al piacere altrui, ogni giorno per affermarsi è costretta a mettersi in pasto.

Tecnicamente impeccabile “Co(te)lette” si offre ai nostri occhi nel suo vivere e rigenerarsi, un vero e proprio meccanismo ad orologeria che la coreografa olandese Ann Van den Broek sa legare alle contaminazioni elettroniche del suo fedele compositore Arne Van Dongen, per regalarci un orizzonte di fascinazione e di conflitto capace di riaprirsi e di ridiscutersi nel singolo movimento del secondo.
Entusiasta il pubblico dell’Arena del Sole di Bologna, che accetta il gioco, lasciandosi sedurre dall’ammiccante ritratto delle tre danzatrici, divertito, strattonato e forse, va detto, anche un po’ contraddetto nelle intenzioni dalla visione di glutei e addominali scolpiti che al corpo ci esortano a non badare…

Ironia della sorte a parte, lo spettacolo, vincitore del prestigioso premio olandese per la danza Zwaan come miglior produzione 2007/08 (“la più emozionante opera di danza della stagione teatrale passata”), è stato inserito nel Festival Internazionale Gender Bender, che la settimana scorsa ha presentato nel capoluogo romagnolo, per il settimo anno consecutivo, il suo puntuale sguardo sul contemporaneo, rivolto come sempre alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.

CO(TE)LETTE
coreografia: Ann Van den Broek
con: Cecilia Moisio, Theodosia Stathi, Judit Ruiz Onandi
musica: Arne Van Dongen e Yves De Mey
luci: Bernie van Velzen
costumi: Ann Van den Broek (dalle collezioni di A.F. Vandevorst, Veronique Branqhuino).
produzione: Ward/Ward Ann Van den Broek
durata: 60′
applausi del pubblico: 2′ 15”
prima nazionale

Visto a Bologna, Arena del Sole, il 6 novembre 2009
Gender Bender Festival

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