Con Lessing e Vacis, Binasco va alle Crociate

Valerio Binasco - Crociate
Valerio Binasco - Crociate

Valerio Binasco (photo: Ivano Trabalza Studio)

Il racconto antico è sempre carico di un’attualità straordinaria. A volte ce ne dimentichiamo, e il teatro, da buon deposito di memoria, torna a farcene rendere conto.

Una dote che affascina Gabriele Vacis da tempo, così come le tematiche legate a quel mondo lontano ma così tanto vicino che vede in Gerusalemme il suo luogo deputato.

Valerio Binasco diventa così una sorta di esploratore a cavallo tra storia secolare e moderna, che ci accompagna in un viaggio dai sapori orientali con riferimenti continui alla quotidianità di ognuno di noi, in un monologo molto agile pur nella sua struttura tradizionale.

La storia è quella dell’ebreo Nathan, che, perduti moglie e figli in un pogrom antisemita, adotta un’orfana cristiana di nome Recha. Da qui si dipartono una serie di inaspettati colpi di scena che, partendo dal racconto di E. G. Lessing “Nathan il saggio”, arrivano a scomodare Zvi Kolitz, Qohèlet e l’Antico Testamento.

Tutto ruota intorno al rapporto con Dio nelle tre religioni del Libro, mettendone in scena le differenze per sottolinearne, in realtà, le moltissime, inevitabili collisioni.
Proprio come Lessing, Vacis vuole usare la propria poetica per esprimere tutta la stanchezza del mondo contemporaneo rispetto a un fanatismo religioso dilagante.
Ma la complicata riflessione è affrontata dal filosofo tedesco con una profondità che non troviamo completamente svolta nella trasposizione sulle assi del palcoscenico. E lo spettacolo appare a tratti troppo scarno per quanto riguarda l’aspetto registico–performativo.
Tra la messa in scena e il testo vince il secondo, che lascia di proposito a Binasco il compito di portare se stesso nel personaggio.

Molto interessanti le scelte di allestimento e scenofonia di Roberto Tarasco, che fa del narratore una sorta di naufrago elegante. Solo, viaggia su una sorta di zattera invisibile di cui vediamo solo una grande vela bianca, elemento con cui l’attore interagisce usando creatività teatrale, trasportato da assoluta curiosità.
I suoni, anch’essi ispirati ora all’antichità ora alla modernità, concorrono a creare l’atmosfera in un rimando altalenante tra passato e presente.
Coinvolgente il legame tra la storia collettiva e quella personale, aspetto su cui Binasco torna più volte nel corso dello spettacolo e che diventa uno degli elementi più affascinanti, specialmente nella tenerezza del finale.

CROCIATE
liberamente ispirato a “Nathan il saggio” di E. G. Lessing
testo e regia: Gabriele Vacis
con: Valerio Binasco
allestimento e scenofonia: Roberto Tarasco
tecnici di scena: Alberto Comino, Massimiliano Gulinelli, Luca Loddo
produzione: Fondazione Teatro Regionale Alessandrino
durata: 1h 25′
applausi del pubblico: 1′ 40”

Visto a Genova, Teatro della Tosse, il 26 febbraio 2011

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