Cruor_errore: l’ultima tappa di Alessandra Sini

Cruor_errore

Cruor_errore

Di danza vogliamo parlare. E DANZA abbiamo visto nello spazio performativo che l’associazione Duncan 3.0 si è inventato, a Roma, come luogo di visibilità per progetti coreografici indipendenti, creando una interessante rassegna, ormai giunta alla sua terza edizione.

Il leitmotiv è proprio la ricerca sul movimento, argomento che sembra attualmente alquanto desueto.
Addentiamoci allora nella produzione della compagnia Sistemi Dinamici Altamente Instabili “cruor_errore”, ultima tappa, dopo “cruor_un poco presto e con sentimento” e “cruor_sottrazione”, di un progetto pluriennale che nasce da una profonda riflessione sulla creazione coreografica.


Ed eccoci di fronte ad un’opera di grande maturità compositiva, coerentissima e misurata in tutte le sue componenti. Il suono, a opera di Stefano Montinaro, mai invasivo o gratuito, rievoca sonorità dei paesaggi urbani o naturali, ma si nutre anche di silenzi che diventano punti centrali della partitura musicale, luoghi di dilatazione e di pensiero, di pausa o accumulo da cui ripartire per nuovi voli. La modalità live apre alla possibilità di suggestione, di condizionamento e trasformazione nel momento stesso della realizzazione.
Le luci, sfruttate al meglio pur nell’esiguità dei mezzi, delineano lo spazio nudo della scena, segnando di volta in volta luoghi che sembrano moltiplicarsi pur trovando una loro esatta definizione.

La danza potente di Alessandra Sini si muove su trame oniriche senza raccontare, ma sommergendo lo spettatore con un immaginario solo evocato e mai didascalico; il corpo è la chiave di tutti i rimandi, la sua tensione immaginifica coinvolge in un “non conosciuto” ma “intuito”, che lascia spazio a tutte le possibili connessioni, crea ambienti di volta in volta diversi semplicemente facendosi materia cangiante, ritrovando in sé e non in un codice formale esibito la possibilità di farsi portatore di segni.
Alla bella e intensa danza della Sini si affiancano gli interventi di altre quattro interpreti. Sostanzialmente differenti nei materiali corporei, creano un altro piano con cui la danzatrice principale si relaziona; l’incontro viene vissuto e agito sul momento, non per scelte obbligate ma nell’immediata valutazione delle variabili e delle possibilità. Spesso sono danze che potremmo definire “dello stare”, dal momento che trovano la loro ragione di essere in una permanenza tensiva che chiama e pretende lo sguardo; la relazione che si instaura tra i corpi e lo spazio , anch’essa non costruita ma realizzata nel momento, crea piani di visione multipli.

Una certa assuefazione alla finitezza e alla strutturazione del prodotto, tipica della nostra cultura, può far rimanere spiazzati davanti a un’opera che invece accoglie in sé le possibilità, le trasformazioni accettate e vissute nel momento stesso di una rappresentazione che si scopre così solo durante il suo farsi. Ma la tensione dei corpi attenti alla percezione del sé e dell’altro lega lo spettatore alla visione, lasciando le domande sul significato indietro, quasi prive di peso e di motivazione.
Viene spontaneo domandarsi come un simile patrimonio di danza e di pensiero non trovi spazio nei circuiti “importanti”; un grazie enorme va allora ai circuiti di “resistenza” come appunto quello a cui il Duncan appartiene, realtà coraggiose che, forti solo dei loro mezzi e della loro convinzione, fanno un onesto e reale lavoro di sostegno a compagnie e artisti.
Lo spettacolo sarà il 25, 26 e 27 marzo al Teatrino delle Briciole di Prato.

Cruor_errore
materiali coreografici: Alessandra Sini e Antonella Sini
danza: Alessandra Sini
con: Pamela Caschetto, Simona Lobefaro, Laura Lupi, Valeria Pediglieri
suono (live set): Stefano Montinaro
disegno luci: Martin Beeretz
scene e costumi: Sistemi Dinamici Altamente Instabili
produzione: Ciulinga
coproduzione: Duncan 3.0 per Residenza Creativa 2011
in collaborazione con Officina COREografica
durata: 50’
applausi del pubblico: 4’
 
Visto a Roma, Duncan 3.0, il 6 marzo 2011

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