Danae 2016: maggiorenne e aperto a nuovi spazi

New Horizon di Francesco Marilungo debutta a Danae il 31 (photo: Elisa Nocentini)
New Horizon di Francesco Marilungo debutta a Danae il 31 (photo: Elisa Nocentini)

Sembrano sempre più divertiti dalla cabala Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, anime artistiche di Danae, il festival multidisciplinare curato dal Teatro delle Moire che da domani, 26 ottobre, fino al 13 novembre (con appendice invernale il 12 e Il 13 dicembre) ravviva l’autunno milanese.

Diciottesima edizione per 18 spettacoli, uno in più dello scorso anno. Chissà se anche nei prossimi anni si continuerà a giocare al rialzo con i numeri.
«Per il momento – ci spiega Attilio Nicoli Cristiani – ci basta giocare al rialzo con la qualità. Siamo cresciuti molto dalla prima edizione. Resistiamo attraverso la politica dei piccoli passi, in un contesto nazionale in cui tanti spazi artistici e creativi si sono contratti, e molti dei piccoli festival hanno chiuso i battenti. Noi i primi anni potevamo permetterci al più due ospitalità internazionali. Adesso puntiamo a un respiro più ampio. Siamo in grado di accogliere artisti da tutta l’Europa, e abbiamo ospiti anche dagli Stati Uniti e dal Giappone. Come regalo per la maggiore età, presentiamo 18 lavori molto interessanti. Crediamo senza presunzione che siano tra le migliori novità della scena italiana contemporanea. Abbiamo spaziato fra tutte le direzioni della performance. Si tratta di coreografie che, una di seguito all’altra, rappresentano un viaggio ragionato tra gli spettacoli di danza dentro e fuori dell’Italia. Stiamo provando a intercettare i nuovi segni generazionali della danza di ricerca. Riusciamo a raggiungere un pubblico più numeroso. Devo riconoscere che si tratta di spettatori raffinati ed esigenti, che ci chiedono continuamente di alzare l’asticella della nostra proposta».

Sta di fatto che Danae, che si avvale anche della consulenza artistica di Barbara Rivoltella, resiste ai venti contrari che minacciano il panorama teatrale italiano.
Per il secondo anno consecutivo il festival è stato suffragato da un trend positivo di finanziamenti, grazie a enti come il Ministero, la Regione, il Comune di Milano, Fondazione Cariplo e Progetto Europeo. Già lo scorso anno il Ministero aveva triplicato gli stanziamenti, premiando Danae in quanto unico festival multidisciplinare della regione Lombardia.
«Il risultato – continua Nicoli Cristiani – è una ricerca più avanzata verso la sperimentazione sonora, liminare con la performance vera e propria. Ne è un esempio Alessandro Bosetti, che riflette a livello musicale sul tema dell’autobiografia, così come Filippo Ceredi si accosta allo stesso tema con una tecnica visuale da video maker. Quanto agli artisti internazionali coinvolti, vorrei segnalare la catalana Vero Cendoya, in scena il 13 novembre con “La partida”, che inscena nella palestra del Liceo Artistico Boccioni una vera e propria partita di calcio tra uomini e donne, ma con un linguaggio irriverente e fuori dagli schemi».

Fuori dagli schemi sono anche gli spazi scelti per gli spettacoli, che gli stessi artisti volevano inconsueti e periferici: frontiere territoriali e soprattutto creative. Ecco che al Teatro Out Off, fra i templi milanesi della ricerca teatrale (ospiterà in apertura, domani, Silvia Gribaudi con “What age are you acting” e “R.osa”, spettacoli di virtuosismo dissacrante sull’invecchiamento attivo e sull’espressione del corpo femminile) si affiancheranno luoghi-stimolo alternativi già in passato considerati da Danae.
È il caso LachesiLAB. Qui si esibiranno Lorenzo Piccolo e le Nina’s Drag Queens (“Vedi alla voce alma” il 27 e il 28 ottobre), poi il francese Laurent Bigot (“Le petit cirque” il 31 ottobre e il 1° novembre) infine il già citato Filippo M. Ceredi (“Between me and P.”, il 5 e 6 novembre). Alessandro Bosetti, in sodalizio italo-nipponico con Kenta Nagai, sarà di scena invece a Zona K, il 10 e l’11 novembre, con lo spettacolo “Diario di bordo: gennaio 1977”.

Le nuove frontiere di Danae sono Mercato Isola, via Garigliano e dintorni, dove il 29 ottobre Salvo Lombardo, ospite “storico” del festival, presenta la performance urbana “L’archivio delle cose che passano”, prima di animare il 30 ottobre Did Studio con “Casual bystanders”, configurazione coreografica di gesti semplici osservati in alcuni passanti in giro per spazi pubblici.

Teatrolacucina ospiterà in prima assoluta il 5 e 6 novembre il progetto multimediale “Family affair”, coproduzione italo-belga targata Zimmerfrei, mentre i quartieri della periferia Nord (Affori, San Siro e Villapizzone) accoglieranno tra il 6 e l’8 novembre la performance site specific di Davide Tidoni dal titolo “Listing intervention”.

Altri luoghi inconsueti, oltre alla già citata palestra del Liceo Boccioni, sono lo Showroom Bonottoeditions, dove il 12 novembre la talentuosa Annamaria Ajmone, astro nascente della danza e della coreografia, presenterà con Caned Icoda l’opera sit specific “Slide in B”. Infine lo spazio O’, a due passi dalla stazione di Porta Garibaldi, con i padroni di casa del Teatro delle Moire che chiuderanno la rassegna insieme ad Alessandro Bedosti.
Una coda al festival con uno spruzzo se non di veleno d’acqua salata, il 12 e il 13 dicembre, dato che il tema di “Vous êtes pleine de désespoir – Una sirena”, è la riflessione o ri-fondazione intorno al mito della sirena, con tutto il corredo di ambiguità su seduzione, sacrificio e femminilità.

Non resta che citare gli altri spettacoli di scena all’Out Off, che resta in ogni caso epicentro di Danae. Ha respiro europeo la compagine formata da Phil Hayes (Svizzera), Maria Jerez (Spagna) e Thomas Kasebacher (Austria) con l’estroso “Legends & Rumours” (28 e 29 ottobre) riflessione sulla manipolazione non sempre consapevole dei ricordi.
Gradito ritorno è quello di Francesco Marilungo con il debutto, il 31 ottobre, del fantascientifico “New Horizon”, mentre Qui e ora ripropone il 2 novembre, dopo l’esordio estivo al Festival delle Esperidi, lo spettacolo “My place”, sardonica contaminazione di corpi che diventano case da scoprire ed abitare.
Infine Daniele Ninarello, altro raffinato danz’autore d’ultima generazione, presenta il 4 novembre due lavori: il nuovo progetto “Still”, in cui indaga l’intreccio fra svolgersi del tempo ed evolversi dell’identità, e “Kudoku”, in collaborazione con il compositore statunitense Dan Kinzelman, in cui lo spazio diventa luogo di trasfigurazione sonora e fisica.

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